DISINFORMAZIONE Grida “AJO AL BAR”: Sardo scambiato per terrorista in Austria – bufale.net

di Shadow Ranger |

DISINFORMAZIONE Grida “AJO AL BAR”: Sardo scambiato per terrorista in Austria – bufale.net Bufale.net

ajoalbaraustriaNon tutte le bufale nascono come tali, e non tutti i casi di disinformazione contengono un elevato numero di falsità, limitandosi anzi a “insaporire” una notizia vera aggiungendo qualche dettaglio fantasioso.

A volte la tentazione di ricondividere una notizia vera ma poco interessante pepandola di connotati divertenti è troppo forte. Così, citando Maccio Capatonda, aggiungendo un paio di dettagli “divertenti” ad una narrazione, si può ottenere una storia di poco falsa adatta a suscitare risate ed indignazione, col codazzo di viralità.

La storia di poco falsa viene offerta dal Fattone Quotidiano, parodia del Fatto Quotidiano:

La barba lunga, la camicia sbottonata, una gran voglia di Birra Ichnusa e lo sguardo non esattamente lucido. Quando ha sollevato la voce e iniziato a Urlare “Ajo Al Bar”, una giovane donna ha preso per mano i suoi due bambini, la borsa con il telefono cellulare e si è chiusa nel bagno del treno partito da Klagenfurt e diretto a Roma. «C’è un uomo, ha detto che ci ammazza tutti, che ci vuole sparare, presto venite», ha detto al numero d’emergenza della polizia. Dopo pochi minuti, all’arrivo alla stazione di Villach, il convoglio si è riempito di agenti in divisa anti sommossa, in forze alla squadra speciale Cobra della polizia austriaca. L’uomo barbuto è stato circondato e portato via dalle teste di cuoio. Non aveva armi e non ha opposto resistenza. E in quel momento probabilmente i poliziotti hanno iniziato a capire che quello che avevano di fronte non era un pericoloso terrorista militante dell’Isis, ma un giovane in stato confusionale che voleva solo invitare la donna a bersi una birra al Bar.

Il nome non è stato reso noto dalle forze dell’ordine (come sempre accade in Austria): di lui si sa che è sardo, originario di Cagliari, da molto tempo all’estero. Ha trascorso una notte in cella, poi è tornato in libertà perché il racconto della donna non ha trovato alcun riscontro. Ed è partita subito la polemica: l’associazione Sportello dei diritti denuncia l’eccesso di xenofobia da parte della security austriaca.

La parte evidenziata è quella evidentemente interpolata.

La notizia reale parte da Sportello dei Diritti, con connotati molto meno divertenti ed ironici:

In data di ieri abbiamo riferito della notizia del giovane italiano di origine sarda, per la precisione di Cagliari, che avrebbe minacciato di uccidere i passeggeri di un treno diretto da Klagenfurt a Roma e che sarebbe stato arrestato addirittura da agenti in divisa antisommossa, in realtà sarebbe stato vittima di un eccesso di xenofobia da parte delle stesse forze di polizia austriache ree di aver frainteso un semplice stato confusionale con un possibile attacco terroristico di matrice islamica

Marco di Blas, nel suo Blog Austria Vicina, collegato a La Repubblica, aggiunge altri dettagli:

Ma che cosa è accaduto realmente? Come è stato trattato in Austria il nostro concittadino? Le cose che sappiamo e di cui abbiamo riferito due giorni fa, sono le seguenti: 1) una mamma con due bambini in tenera età si è chiusa in una toilette del treno notturno che da Vienna va a Roma e ha telefonato alla polizia dicendo che un uomo minacciava di sparare ai passeggeri del vagone; 2) la polizia è intervenuta in forze alla prima stazione (quella di Villach, che è l’ultima città prima del confine italiano), impiegando anche le “teste di cuoio” del loro reparto Cobra; 3) l’uomo che avrebbe minacciato di fare una strage, risultato poi di cittadinanza italiana, è stato bloccato e trasportato al Comando di polizia; 4) fin dal primo momento le forze dell’ordine si sono rese conto che il malcapitato non era un terrorista (tra l’altro non era in possesso di armi), ma un uomo con probabili problemi di confusione mentale; 5) per questa ragione, già il giorno dopo la Procura dello Stato ne ha disposto la liberazione ed è stato riaccompagnato in Italia.

[…]

Non appena le cose sono state chiarite – non appena sono state chiarite, non una settimana dopo o un mese dopo, come talvolta accade in altri Paesi occidentali (qualcuno ricorda un vecchio film di Sordi?) – il sardo è stato rimesso in libertà.

Completa il puzzle la Nuova Sardegna, edizione Sassari:

Paura a bordo. A diffondere la notizia sono stati due giornali austriaci, tra cui il Kleine Zeitung, edito in Carinzia e principale quotidiano d’Austria. In Italia la vicenda è stata riportata da Marco Di Blas nel blog Austria Vicina che cura per il Messaggero Veneto del Gruppo Espresso. Il fatto è accaduto dopo che l’Euronight 235, che collega ogni notte Vienna a Roma (unico treno a unire i due Paesi) aveva lasciato alle 23.35 la stazione di Klagenfurt. L’arrivo a Roma era previsto a metà mattina. Ma il viaggio si è interrotto bruscamente subito dopo la partenza. Il giovane originario della Sardegna avrebbe avuto una discussione vivace con alcuni passeggeri. E la donna diretta a Villach insieme ai suoi due bambini, ha avuto paura di trovarsi di fronte a un terrorista islamico. Per questo si è rifugiata nella toilette e ha chiamato la polizia. La telefonata ha fatto scattare immediatamente l’allarme. Dopo l’attacco con ascia sul treno a Wuzburg, l’assalto ai macchinisti in Svizzera e la sparatoria nella scuola di Monaco di Baviera, la polizia ha pensato al peggio.

L’allarme. Si è deciso di intervenire immediatamente alla stazione di Villach. A bordo sono salite 10 pattuglie e gli uomini del reparto Cobra. Per ragioni di cautela, tutti i binari vicini sono stati sgomberati. Il presunto terrorista è sceso senza protestare, i poliziotti lo hanno circondato e accompagnato nel centro di detenzione. Con sè non aveva armi, nessuna pistola o fucile è stata ritrovata sul treno. L’ipotesi è che l’uomo, in preda a un forte stato d’agitazione, abbia pronunciando frasi senza senso terrorizzando gli altri passeggeri.

Riassumendo, la notizia è sostanzialmente vera, ma pepata da una falsità picaresca e ridanciana: l’equivoco non nasce dal fraintendimento delle parole Ajo, al bar, ma dal fatto che un soggetto percepito dai presenti come in stato di alterazione mentale aveva discusso e “attaccato briga” coi presenti, terrorizzando una passeggera che ha chiamato le autorità.

Le stesse autorità, intervenute celermente, hanno riscontrato l’assenza di armi sull’individuo straniero ed il suo stato di forte agitazione, provvedendo a porlo in stato di rito per le identificazioni di rito ed il successivo rilascio.

Il vasto spiegamento di forze si deve al sospetto di terrorismo paventato dagli astanti terrorizzati, il terrore degli astanti si deve ad un forte stato di agitazione, unito ad un aspetto trasandato e condizioni compatibili con un’ulteriore condizione di confusione mentale e la risposta delle autorità è stata una celere identificazione ed il rilascio del sospetto.

Le fonti originali non parlano in alcuna parte della buffa scenetta dell’invito al bar, e Marco Di Blas descrive una normale operazione di routine, per questi tempi scossi dal terrore, quando uno sconosciuto manifesta comportamenti alterati in un luogo affollato come un treno.

Nondimeno, basta una breve verifica sul sito delle Ferrovie per appurare come gli Euronight abbiano un servizio colazione in Vagone Letto con prodotti di piccola ristorazione distribuiti dal personale viaggiante, e non certo un vero e proprio bar dove dilettarsi in storielle di alcolica seduzione.

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