DISINFORMAZIONE Farmaci vitali a pagamento e slot gratis – Bufale.net

di Shadow Ranger |

DISINFORMAZIONE Farmaci vitali a pagamento e slot gratis – Bufale.net Bufale.net

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Non tutte le bufale, come abbiamo più volte letto su queste pagine, sono ottenute inventando completamente un evento. A volte bastano alcuni ritocchi ad eventi reali, per presentarli in una luce peggiore, oppure mescolare fatti veri, e degni di approfondimento, a bufale conclamate perché l’attenzione doverosamente rivolta ai primi agisca come “cavallo di Troia” per far passare il secondo.
Incontriamo così la seguente notizia su “Siamo la Gente”, pagina il cui nome richiama la pagina Facebook Satirica “Siamo la Gente, il Potere ci Temono“, ma con essa non ha alcuna relazione, dalla quale brillano due elementi:

Dalla fascia A a quella C. La prima raccoglie tutti quei medicinali vitali e per malattie croniche, farmaci necessari a sopravvivere in maniera dignitosa, e sono totalmente a carico dello Stato. Nella seconda, invece, vi sono tutti quei farmaci che non necessitano della prescrizione medica, tranne che per antinfiammatori, antidepressivi, antipsicotici e ansiolitici. In ogni caso, farmaci il cui costo è a carico del paziente.
Ora, da venerdì 11, le cose sono cambiate. Il Ministero della Salute ha infatti ha deciso di riclassificare i farmaci, spostando diversi medicinali fino ad oggi appartenenti alla fascia A a quella C.
La novità, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27 marzo 2014, non riguarda comunque quelle ricette che sono state emesse in una data antecedente a quella odierna. Resta comunque chiaro che da adesso in poi costeranno, e anche parecchio.

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Insomma, sempre più senza vergogna. I nostri politici prima regalano € 98.000.000.000 (vi fa effetto scritto così?) alle lobby delle slot machina (da cui intascano soldi! non dimentichiamo che Carlo Sibilia 6 mesi fa lo disse chiaramente in Parlamento e da allora neanche uno straccetto di smentita) e poi come sciacalli si avventano sulla gente.

Di questi elementi uno solo è vero, quantomeno in parte, e l’altro è una bufala conclamata.
La notizia non è neppure tanto nuova: lo stesso portale sembra averla “sbrinata” dal 12 Aprile 2014, probabilmente per capitalizzare sulla confusione tra la bufala in esso contenuto e la notizia vera, relativa alle “slot machines” ma di tutt’altro indirizzo, pubblicata tra l’altro anche su queste pagine.
Ma aperto il doveroso preambolo, andiamo con ordine.
La parte vera della notizia, ovviamente, è lo spostamento della classificazione dei farmaci, che ha spostato molti farmaci, anche essenziali e “salvavita”, dalla fascia di gratuità alla fascia a pagamento.
Anche se riviste specializzate, come Doctor33.it si sono già occupate del tema in passato, raggiungendo conclusioni molto più precise e che ridimensionano un allarme che, comunque, viene rilevato anche dai professionisti del settore come essere presente.

Così, mentre l’antiulcera Cimetidina di Teva e Ulis, prima a carico Ssn (quindi con ricetta mmg) raggiunge altri prodotti a base dello stesso principio tra i “senza obbligo di prescrizione”, la maggior parte dei medicinali in elenco –come Bamifillina cloridrato (nonché Bamifix e Briofil) per asma bronchiale e malattie polmonari, Metergolina Liserdol e Diidroergotamica mesilato (nonché Diidergot e Seglor) usati pure contro emicranie e cefalee vascolari- continueranno a richiedere ricetta medica, stavolta “bianca”: basterà anche solo quella dello specialista. Farmaci ancor più specialistici come Cabaser e Cabergolina (Actualene, Ratiopharm e Sandoz) nonché Pergolide (Neopar e Mylan generics) contro il Parkinson o i suoi sintomi continueranno a richiedere diagnosi e piano terapeutico specialistici. Fuori discussione infine farmaci somministrabili solo in ospedale come Dinoprostone e Prostin E2, per le complicazioni in gravidanza, e Temporfin Foscan per il trattamento palliativo del carcinoma a cellule squamose della testa e del collo.
Pur apprezzando la decisione dell’Aifa, «che rispecchia un grande lavoro di rivisitazione concettuale», Saffi Ettore Giustini, medico di famiglia e responsabile Area Farmaco Simg, sottolinea che «sottrarre certe specialità alla ricetta rossa Ssr, pur restando la ricetta “bianca”, vuol dire allontanarle dal livello di controllo rappresentato dal medico di famiglia. La valutazione di reazioni crociate con alimenti e altri farmaci, ad esempio, può diventare difficile se c’è poco dialogo tra mmg e specialista, specie se quest’ultimo è fuori dal Servizio sanitario pubblico. Per i farmaci che perdono l’obbligo di ricetta, poi, credo andrebbe sancito un passaggio propedeutico obbligato dal medico curante o almeno dallo specialista. Anche il farmacista dovrà chiedere al paziente se già assume il farmaco, da chi è stato prescritto, se ha avuto effetti collaterali, quali altre medicine prende: una telefonata al medico curante in genere è molto apprezzata. Un passaggio in meno dal Ssn è un controllo in meno, perciò tutte le decisioni di “delisting”  richiedono uno sforzo di concertazione tra le categorie, in questo caso medici di famiglia e farmacisti».

Apprendiamo da questo testo illuminante una serie di elementi di giudizio che l’articolo “ricondiviso” ha omesso:

  1. La Cimetidina non “diventa senza obbligo di prescrizione”, ma “raggiunge” altri farmaci di base sullo stesso principio, rettificando così una difformità originaria
  2. I farmaci antitumorali citati nell’articolo vengono sì spostati di farcia, ma restano, come sempre è stato somministrabili solo in ospedale, rendendo l’eccezione riguardante il cittadino che si reca in farmacia per procurarsi dei farmaci ora diventati costosi un punto vuoto
  3. Effettivamente pazienti come i Parkinsoniani potrebbero subire un aggravio, oggetto di interpellanza parlamentare

Per mera volontà di completezza è necessario rilevare che il passaggio di soglia non genera solo un problema economico, sia pur presente, ma come ricordato dai professionisti citati, comporta la necessità di ulteriori controlli: vi sono farmaci che perdono l’obbligo di ricetta. Ciò comporta da un lato un passaggio in meno per il cittadino, ma dall’altro la necessità per il farmacista di assumere funzione di controllo, cordinamento e counseling per tutelare la salute del paziente.
Ciò posto, possiamo affrontare la bufala insita nell’articolo, la polpetta avvelenata.
I “98 miliardi di euro regalati alle Slot” infatti sono una vecchia bufala già nota.
Come espresso già da fonti come Marco Meloni, nonché come evincibile da una analisi della vicenda giuridica, in questo caso non si parla di condono.
Riassumendo la vicenda, nel corso di un Procedimento innanzi alla Corte dei Conti per alcune irregolarità, la Procura della CdC, che in questo caso rappresenta l’accusa, ipotizzò un danno iniziale di 98 miliardi di euro, ipotizzando un rapporto rigidamente matematico-algebrico tra le anomalie nella rete di collegamento tra gli apparecchi “slot” e le somme da pagare come penale.
Si parla quindi di uno stato introduttivo del giudizio: esattamente come quando, chi ritiene di aver subito un danno ingiusto, quantifica lo stesso e ne chiede risarcimento dinanzi alla Corte.
Ciò non implica che la decisione finale del Giudice Adito debba riportarsi a quanto richiesto dall’accusa, o dall’attore principale in giudizio.
Segue infatti una rigorosa fase processuale, che si declina lungo tutte le fasi del giudizio, dalla trattazione alla fase istruttoria fino ad arrivare alle conclusioni. In soldoni viene discussa la causa, analizzata ogni prova e tratta una decisione.
Decisione che ha portato la corte a ritenere il criterio matematico-algebrico inesatto, sicché

Le aziende delle slot machines hanno evaso 98 miliardi. Sono anni che Grillo ripete questa storia, quindi la domanda è: evasi da quando a quando? Che siano l’evaso annuo? No, visto che tutto il gioco d’azzardo nel 2012 ha totalizzato 80 miliardi di euro. Si tratta in realtà della cifra delle multe calcolate al secondo per i due anni che le slot machines sono state scollegate dalla rete nazionale dei Monopoli di Stato. Infatti la Corte dei conti stabilì che l’importo reale da pagare era 2,5 miliardi. Importo che è stato pagato.

È quindi logico che il “Governo non si sia pronunciato”. Perché doveva farlo la Corte dei Conti. Che infatti l’ha fatto, determinando l’ammontare corretto da pagare ed esigendone il pagamento.
Siamo di fronte a due eventi scollegati: uno almeno in parte vero ed uno completamente falso, dove il primo è stato artificiosamene usato per “far passare” il secondo nell’ottica del lettore.
NOTA: consigliamo la lettura riguardante i farmaci Pertuzumab (prodotto da Roche) e l’Afibercept (della Sanofi Aventis).

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