DISINFORMAZIONE Deputato PD in video RAP violento

di Shadow Ranger |

DISINFORMAZIONE Deputato PD in video RAP violento Bufale.net

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Ci segnalano i nostri contatti una immagine “macro” che starebbe nuovamente girando. Tale immagine, non senza un sottotesto denigratorio nei confronti del personaggio raffigurato, descrive l’onorevole Khalid Chouki (PD) come un “onorevole marocchino” che partecipa ad un “video di un rapper paranoico, che inneggia alla violenza verso gli italiani”.
La bufala relativa al deputato Chaouki, quota PD
Possiamo affermare che la notizia sia un caso di evidente disinformazione.
Innanzitutto precisiamo che effettivamente l’onorevole Chouki, a tutti gli effetti un cittadino italiano, deputato Italiano (non certo un “onorevole marocchino”) compare nel video musicale, a partire dal minuto 1:21, nel ruolo (per niente violento e deprecabile) di un severo preside che, dinanzi ad un ragazzino che confessa di aver imbrattato i muri del bagno di una scuola frequentata da bambini di diverse etnie, lo invita a ritornare a scuola il giorno dopo con nota firmata dai genitori ripulendo tutto.
Il video del c.d. “Rapper Paranoico”, in realtà Ius Music di Amir Issa, appare inoltre per niente violento e carico di violenza, raffigurando il rapper nel ruolo di un maestro elementare in una scuola multietnica dove ragazzini di diverse etnie giocano e convivono dinanzi ad effigi di importanti personalità di nazioni diversi e predicatori di pace come Martin Luther King ed il Mahatma Gandhi.
Anche nel testo, sia pur crudo e sincopato come tutti i testi del rap sono è praticamente impossibile invenire inviti alla violenza, bensì solo il cordoglio per la violenza subita e la speranza che ciò non abbia a ripetersi, evocando col titolo, Ius Music, il dibattito sul diritto di cittadinanza tra ius soli e ius sanguinis, ovvero l’equiparazione tra chi nasce da genitori italiani o stranieri sul suolo Italiano. Per completezza vi diamo anche una trascrizione del testo, fonte Europa Quotidiano:

I miei fratelli sono afro fieri, maghreb e cinesi, filippini con i piedi qua e il sangue da altri paesi, chi ha la madre che lavora nelle case di ignoranti che abbandonano le loro sole in braccio alle badanti. Gente stupida rimasta ancora al medioevo, li sveglio di notte sono l’incubo dell’uomo nero e se il futuro è il nostro lo vogliamo in esclusiva, stanchi di elemosinare diritti e metterci in fila, Da Palermo a Torino scoppierà un casino, se l’Europa è un altra storia se Roma non è Berlino, è la paura di qualcosa che ormai vive qua vicino e non ti salverai in Padania non esiste in nessun libro, Non sono un G2 Italiano col trattino, una fiat uno col bazooka sul tettino è la storia di un normale cittadino impazzito era clandestino adesso è un assassino.
Questa è Ius Music, Ius Music
Questa è Ius Music, Ius Music
Questa è Ius Music, Ius Music
Non c’è frontiera quando la mia gente parla
Questa è Ius Music, Ius Music
Questa è Ius Music, Ius Music
Questa è Ius Music, Ius Music
Orfano di quest’Italia un superstite resto a galla

Aggiungiamo come la macro riecheggi una polemica, ormai superata, tra la Lega ed il deputato Chouki, accusato di inneggiare alla violenza, alla quale Khalid Chouki replicò dicendo:

«Il rap non è un genere musicale adatto ai leghisti – ha detto –, proprio non lo capiscono. Oppure, ancora una volta, manipolano anche il senso stretto delle parole per confermare la loro avversione ai migranti e alla cultura dell’integrazione»

Lo scrivente non inviene alcuna istigazione alla violenza nel testo indicato, tampoco ritiene derisivo verso l’italianità il “ruolo” di un preside che assegna una nota ad un ragazzino. Resta mero tuziorismo, necessario solamente per completezza, chiedersi quale senso abbia parlare di “espulsione” di un cittadino italiano che non ha compiuto alcun atto disdicevole: in primo luogo perché non si rinviene alcuna condotta passibile di tale provvedimento, in secondo luogo perché fisicamente, materialmente ed anche solo logicamente impossibile espellere un cittadino Italiano dall’Italia.
Ritiene per tanto disapplicabile, anzi, sconsigliabile, l’invito alla condivisione di tale immagine, tendenziosa e non rispondente al vero.

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