Di nuovo in arresto Marina Ovsyannikova: rischia dieci anni di reclusione

di Bufale.net Team |

Di nuovo in arresto Marina Ovsyannikova: rischia dieci anni di reclusione Bufale.net

Di nuovo in arresto Marina Ovsyannikova: della sua vicenda umana ne avevamo parlato in passato.

La giornalista aveva deciso di sfidare le leggi bavaglio del Cremlino, che impongono severe sanzioni a chi parli della guerra di invasione in Ucraina come tale, apparendo al TG nazionale con un cartello.

Di nuovo in arresto Marina Ovsyannikova: rischia dieci anni di reclusione
Di nuovo in arresto Marina Ovsyannikova: rischia dieci anni di reclusione

Questo.

Riassunto delle puntate precedenti

Cartello ben lontano dalla dizione sanificata ufficiale filo-Russa di “operazione speciale di denazificazione”. Nelle puntate precedenti di questa storia, la Ovsyannikova preparato un videomessaggio di un minuto e quindici secondi, da pubblicare nel caso tutto si fosse messo al peggio, unico esito possibile per la vicenda.

Messaggio nel quale spiega le sue ragioni

“Quello che sta succedendo ora in Ucraina è un crimine e la Russia è il paese aggressore. La responsabilità di questa aggressione ricade sulla coscienza di un uomo, e quell’uomo è Vladimir Putin. Mio padre è ucraino, mia madre è russa. Non sono mai stati nemici. Questa collana al collo è un simbolo che la Russia deve fermare immediatamente questa guerra fratricida e le nostre nazioni fraterne possono ancora fare la pace”.

“Sfortunatamente, negli ultimi anni ho lavorato per Channel 1, facendo propaganda per il Cremlino. Ora me ne vergogno molto. Mi vergogno di aver lasciato che le bugie si riversassero fuori dalla televisione. Mi vergogno di aver lasciato che il popolo russo fosse zombificato. Siamo rimasti in silenzio nel 2014, quando tutto ebbe inizio. Non siamo andati alle proteste quando il Cremlino ha avvelenato Navalny. Abbiamo semplicemente osservato in silenzio questo regime antiumano. Ora il mondo intero ci ha voltato le spalle e altre dieci generazioni dei nostri discendenti non potranno lavarsi via dalla vergogna di questa guerra fratricida”.

Preparato questo testamento ideologico, ha interrotto una diretta dell’emittente esibendo un cartello contro l’invasione con scritto “Fermate la guerra. Non credete alla propaganda”.

Il prosieguo delle vicende ovviamente fu decisamente poco gradevole, tra accuse di essere una “false flag”, una sorta di “doppio agente del Cremlino” disprezzata da ambo i fronti della barricata per aver ricevuto “solo” una multa iniziale e i problemi familiari.

La Ovsyannikova ha dovuto ritornare infatti in Russia perché la sua vicenda da politica è diventata orrendamente familiare. L’ex marito, giornalista di RT fedelissimo di Putin e degli Oligarchi ha infatti deciso di farsi avanti per chiedere l’affido esclusivo delle sue figlie di 17 e 11 anni. La punizione più crudele per una madre.

E da questo punto in poi le vicende non potevano che peggiorare.

Di nuovo in arresto Marina Ovsyannikova: rischia dieci anni di reclusione

“Ci troviamo in questo momento davanti agli inquirenti. È stata aperta un’inchiesta” contro Ovsyannikova per “diffusione di false informazioni” sull’esercito, ha spiegato il legale della donna Dmitri Zakhavatov, attivista per i diritti civili precisando che la donna “è stata arrestata”.

L’arresto si deve solo in parte alla prima eclatante protesta: rientrata in madre Patria infatti ha partecipato ad una protesta contro Putin con un picchetto con la frase “Putin è un assassino, i suoi soldati sono fascisti”.

Frase usata per cementare e inchiodare la nuova accusa, preceduta da una perquisizione della sua dimora legata alle attività “politiche” della stessa, come il supporto anche social all’opposizione contro Putin.

Perquisizione asseritamente avvenuta senza la presenza dell’avvocato della stessa: è quindi di nuovo in arresto Marina Ovsyannikova.

Come avevamo previsto, i suoi guai sono solo iniziati.

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