Coronavirus, la Guardia di Finanza da Amazon ed eBay per le speculazioni su mascherine e gel detergenti

di Shadow Ranger |

Coronavirus, la Guardia di Finanza da Amazon ed eBay per le speculazioni su mascherine e gel detergenti Bufale.net

Finalmente buone notizie sul fronte del bagarinaggio e delle speculazioni da Coronavirus. Un’arte perversa nella quale ci siamo imbattuti con beni di lusso, collezionismo, spettacoli teatrali e che in tempi di epidemia ha colpito mascherine protettive e disinfettanti.

Facendo una breve ricerca su Amazon per igienizzante mani vi imbatterete in una gradevole sorpresa. Noterete i prezzi gonfiati apparsi in queste giorni scomparsi del tutto dalle ricerche.

Il perché lo scopriamo dagli organi di stampa

Il Nucleo di polizia economico-finanziaria della Gdf di Milano ha effettuato acquisizioni di documenti e dati nelle sedi di Amazon e eBay nell’ambito dell’inchiesta dei procuratori aggiunti Tiziana Siciliano e Eugenio Fusco sulle “manovre speculative” nelle vendite a prezzi folli di mascherine, gel disinfettanti e altri prodotti sanitari in questi giorni di emergenza Coronavirus. Il fascicolo, che ipotizza speculazioni sui prezzi di “generi di prima necessità”, è a carico di ignoti.

La leva giuridica di tale provvedimento è evidente: la legge proibisce di speculare sui generi di prima necessità, e in tempi di epidemia igienizzanti e mascherine lo sono.

Vieppiù che è noto come spesso a prezzi gonfiati vengano vendute le mascherine sbagliate, ovvero non quelle FFP3 richieste per avere la ragionevole certezza di poter limitare il contagio.

Le indagini e i loro effetti

Al momento risulta aperto un fascicolo contro ignoti, con riserva per le predette ragioni di aggiungere altri capi di imputazione contro eventuali venditori infedeli, come ad esempio “frode in commercio” per tutti coloro che improvvidamente avessero deciso di vendere semplici mascherine non a norma come “protezioni per il Coronavirus”.

Amazon e eBay hanno promesso la massima collaborazione nelle indagini, ed Amazon ha direttamente cominciato col pugno duro, minacciando la rimozione immediata dei venditori infedeli qualora fossero riscontrate pratiche di bagarinaccio o false informazioni sui prodotti in vendita.

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