Conferme su Al Bano Carrisi nella lista nera Ucraina: è una minaccia, chiarimenti su Putin ed il Kgb

Al Bano Carrisi nella lista nera Ucraina

La notizia del giorno, che sta ampiamente spopolando sui social, si riferisce sicuramente all’inserimento di Al Bano Carrisi nella lista nera Ucraina. Il noto cantante pugliese, famoso in tutto il mondo, da questo momento è infatti considerato una minaccia per la sicurezza a causa della presunta amicizia con Putin, nata quando quest’ultimo si trovava ai vertici del Kgb nel 1986. Nessuna bufala e nessun titolo sensazionalistico trapelato sui social per strappare qualche click, a differenza di quanto avviene tristemente troppo spesso con la vicenda che riguarda sua figlia Ylenia (qui i nostri ultimi aggiornamenti sulla questione).

Cerchiamo di scendere maggiormente in dettagli, perché la notizia relativa all’inclusione di Al Bano Carrisi nella lista nera Ucraina ha principalmente scosso il diretto interessato. Come potete immaginare, anche per una questione di immagine da difendere. La decisione di oggi 11 marzo giunge direttamente dal ministero della Cultura ucraino, il quale evidentemente considera questo noto personaggio una minaccia per la sicurezza nazionale alla luce delle storie tese che si sono venute a creare proprio tra Ucraina e Russia.

A scendere maggiormente in dettagli ci ha pensato poco fa Repubblica, che ha riportato una dichiarazione ufficiale da parte di Al Bano. Proprio quest’ultimo, infatti, ha provato a chiarire la propria posizione, lasciando intendere di aver preso malissimo quanto trapelato in giornata in merito ai suoi presunti rapporti con Putin:

“L’ho incontrato tre volte. Nel 1986, durante una tournée in Russia, feci 18 concerti a Leningrado e altri 18 a Mosca. In uno di questi era presente anche lui, allora capo del Kgb. Il giorno dopo venne in albergo per complimentarsi. Poi nel 2004 ho cantato al Cremlino per festeggiare il Capodanno. Allo stesso tavolo c’erano Putin e la sua famiglia e Boris Eltsin e famiglia. Nel novembre scorso, invece, alla festa del centenario del Kgb, tanti cantanti, e anch’io, abbiamo intonato ognuno due canzoni-

Non ho mai detto una parola contro l’Ucraina. Mai fatto neanche un apprezzamento. E’ inaccettabile che proprio io che canto da sempre la pace ora venga trattato come un terrorista. Non ho mai posseduto armi, neanche quelle mentali”.

Insomma, sembrano esserci pochi dubbi sull’effettiva colpevolezza del cantante. Inevitabile che in queste ore appaia fuori da ogni logica la decisione di collocare Al Bano Carrisi nella lista nera Ucraina, in attesa di capire come verrà interpretato il suo legame con Putin contestualizzato all’epoca in cui quest’ultimo era stato nominato capo del Kgb.

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