BUFALA Svezia e Norvegia capitali mondiali dello stupro per gli immigrati – Bufale.net

di Shadow Ranger |

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La televisione norvegese ha trasmesso un servizio sconvolgente grazie al quale siamo venuti a sapere che i colpevoli di TUTTI gli stupri commessi ad Oslo nell’ultimo anno sono stati uomini non-occidentali e che, tra gli 86 commessi nella capitale norvegese durante gli ultimi cinque anni, gli 83 casi per i quali è stato identificato il colpevole sono stati perpetrati da un uomo non-occidentale.»

Abbiamo già visto come un’idea debole, o poco condivisibile, sia sovente rafforzata e resa “visibile” al grande pubblico attribuendola a qualche personaggio famoso e lontano, con lo stesso artificio retorico (variante dell’Argomento di Autorità, anche noto come Ipse Dixit) per cui la stessa bufala si ammanta di credibilità se cercata nelle parole pronunciate da personaggi ritenuti famosi, il c.d. cherry picking (ascolto chi la pensa come me, denigro chi non lo fa, e monto sulla reputazione di coloro a me favorevoli per invocare la loro autorità), se non addirittura modificando, rimaneggiando o inventando quelle parole, contando sul fatto che il famoso di turno avrà ben poco interesse ad emendare l’errore.
In questo filone rientra l’attribuzione a personalità politiche locali della grave notizia per cui la presenza di immigrati in Svezia e Norvegia avrebbe reso i paesi nordici (additati come “paradiso perduto” un tempo florido, ma rovinato dall’immigrazione) una sorta di centrale mondiale dello stupro, dove i grandi numeri registrati nelle statistiche giudiziarie (che sembrano porre la Svezia sull’ignominoso podio delle cronache giudiziarie e descrivono Oslo come una turpe capitale del vizio) sono senz’altro dovuti alla presenza degli immigrati, e che prima del loro arrivo tale grave evento non si verificava.
La notizia è oltremodo falsa.
Scopriamo infatti dalla BBC che in primo luogo la formazione dei ruoli e delle statistiche giudiziarie in Svezia ed in Italia è molto diversa. Laddove in Italia, se una donna denunciasse una serie di stupri avvenuti all’interno di una relazione abusiva, la sua denuncia confluirebbe in un solo caso, in un solo fascicolo, cui applicare il c.d. “reato continuato”, ovvero la commissione di più violazioni della medesima disposizione di legge.
In Svezia invece scopriamo che

“So, for instance, when a woman comes to the police and she says my husband or my fiance raped me almost every day during the last year, the police have to record each of these events, which might be more than 300 events. In many other countries it would just be one record – one victim, one type of crime, one record.”
Quindi, se per esempio, se una donna va dalla polizia e dichiara “Mio marito o il mio fidanzato hanno abusato di me ogni giorno per tutto l’anno passato”, la polizia dovrà trascrivere a parte ognuno di questi eventi, magari più di 300. Negli altri paesi si tratterebbe di un singolo fascicolo: ogni vittima per un solo tipo di crimine ed una sola denuncia.

Il che ci porta al secondo doloroso punto di questa esposizione. Spostiamoci nela vicina Norvegia: esattamente come accade purtroppo in molti paesi del mondo, la maggioranza degli stupri non avviene tra sconosciuti, o per colpa del malcostume di presunti stranieri, ma accade per mano di persone vicine alla donna, ovvero persone in posizione di potere, se non addirittura congiunti prossimi, mariti e fidanzati autori di relazioni tossiche.

 Norwegian Broadcasting (NRK) reports that many assaults involve domestic violence, date rape or party rape, according to the study. Sometimes the alleged rapes involve men in positions of power.
L’Emittente NRK riporta che molti stupri sono casi di violenza domestica, stupro all’interno di relazioni o durante feste, secondo lo studio proposto. I presunti stupratori sono spesso uomini in posizione di potere.

Ed infatti:

while many of the random rapes, called overfallsvoldtekter in Norwegian, were linked to foreign attackers and set off widespread alarm last year, they make up a tiny percentage of the total number of rapes in the country.
Sebbene molti casi di stupro da sconosciuti in Norvegia risultino connessi ad aggressori stranieri, e come tali hanno provocato allarme nell’anno passato, tali aggressioni costituiscono una percentuale infima del numero totale di stupri nel paese.

Il modello di stupratore quindi responsabile delle elevatissime statistiche in Svezia e Norvegia, come abbiamo visto rese di difficile lettura dalle differenze nella registrazione del “reato continuato” è, esattamente come purtroppo nel resto del mondo, non già l’immigrato stupratore venuto da lontano per compiere crimini in danno degli Europei, ma il marito che si sente un “padre padrone”, o il fidanzato incapace di tollerare un no come risposta, oppure “l’amico” che approfitta di una notte brava in discoteca perché alcol e l’occasionale “aiuto farmacologico” rendano più debole e vulnerabile la ragazza più piacente del gruppo. Il che spiega anche l’elevato numero riscontrato nelle statistiche: considerando una registrazione per stupro, e non per “periodo di stupro”, abbiamo il triste dato per cui una relazione coniugale o affettiva “malata” si protrare per molto, troppo tempo, prima che la donna abbia il coraggio di reagire.
Come vedete in questi casi la “xenofobia ad ogni costo” ha anche un secondo effetto imprevisto: ammanta nel silenzio ed offre facile difesa al predatore più pericoloso, quello che la donna incontra nella propria casa, nella propria comitiva di amici e sul luogo di lavoro.

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