BUFALA Roma: banda di rom gli chiedeva il pizzo da 2 anni, ristoratore esausto li uccide a colpi di mitra – bufale.net

di Shadow Ranger |

BUFALA Roma: banda di rom gli chiedeva il pizzo da 2 anni, ristoratore esausto li uccide a colpi di mitra – bufale.net Bufale.net

romapizzoLo stesso segnalatore che ci aveva indicato, personalmente indicandola come bufala e con lavoro di ricerca che noi approviamo, la bufala del campione di arti marziali giapponese che dispensa giustizia urbana percuotendo nomadi in kimono come il famoso personaggio dei cartoni animati decantato dai Cavalieri del Re in una celebre sigla, ci individua identificandola correttamente una nuova bufala, sempre targata News24roma

Roma – Giustizia privata, quella avvenuta nella periferia di Roma Sud, il titolare di un ristorante aperto da 2 anni e mezzo è stato arrestato per l’omicidio di 6 uomini avvenuto all’interno del suo ristorante.

Alessio B. 38enne romano, da 30 mesi si era aperto un ristorante con i risparmi accumulati in 20 anni di lavoro come cameriere, aveva avviato un’attività tutta sua lavorando giorno e notte aiutato solamente dalla moglie e da una cameriera. Dopo 6 mesi dall’apertura una banda di rom si era affacciata alla sua porta per “battere cassa” in cambio di protezione.
L’uomo, dopo un primo rifiuto, si è trovato costretto ad accettare dopo essersi ritrovato la macchina incendiata e le vetrine del ristorante devastate.
Poi però non ce l’ha più fatta. Questa mattina, come il 30 di ogni mese, ha aspettato i malviventi nel suo ristorante alle 11, li ha fatti entrare e accomodare ad uno dei suoi tavoli, poi è andato nella cucina ma invece di tornare con la solita busta piena di contanti si è presentato con un mitra AK-47 non denunciato, e ha aperto il fuoco sui 6 uomini che invano hanno cercato di fuggire.

I volti sono stati addirittura crivellati sul volto dopo essere stato uccisi, per questo rischia l’aggravante della crudeltà e dell’efferatezza dell’omicidio.

Ancora una volta la bufala è evidente, ed è redatta secondo il collaudatissimo canovaccio già apparso in molte altre bufale simili, che di seguito riportiamo:

Tizio è un cittadino italiano, un uomo qualunque, un “travet”, spesso di umili origini (talora sostituito da uno “straniero buono”, come nella bufala dello “Street Fighter” Giapponese), vittima o testimone di un grave sopruso. Nella sua vita infatti si imbatte, come in un film, in uno o più “cattivi”, generalmente immigrati, nomadi, sceicchi o di altre categorie invise al “popolo della Rete”, che lo subissano e lo sottomettono con protervia e crudeltà nel silenzio delle autorità indifferenti al dolore di Tizio.

Tizio, nella tradizione dei “poliziotteschi” anni ’70, rivela un vero e proprio arsenale tra armi d’assalto vietate, veleni, oppure una conoscenza delle arti marziali e della lotta di strada che usa per seviziare con brutalità esplosiva, dopo mesi di repressione, i “cattivi” della storia usando loro una violenza descritta dal bufalaro in modo grafico e compiaciuto.

Le autorità, assenti per tutta la prima fase del racconto, intervengono per constatare la morte o menomazioni fisiche permanenti riscontrate dai “cattivi”, ma non approvando la catarsi delle vicende di Tizio, condannano lo stesso per i suoi atti, suscitando l’indignazione del “Popolo Italiano” che invece si stringe festante intorno al descritto “Nuovo Eroe”.

Dicevamo, i lettori più informati avranno riconosciuto il triste canovaccio, e riscontrato la forma colloquiale e volutamente incerta e “confidenziale” presa dal testo (I volti sono stati addirittura crivellati sul volto dopo essere stato uccisi, per questo rischia l’aggravante della crudeltà e dell’efferatezza dell’omicidio), una continua captatio benevolentiae in favore del ristoratore, nonché la completa inesistenza dello stesso e della notizia.

I lettori più distratti o disinformati invece, come vedremo nel prosieguo, hanno invece dedicato alla “non-notizia” commenti iracondi, attestazioni di stima verso l’immaginario giustiziere e oltre 350 condivisioni):

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Infatti i commenti reperibili vanno in tal senso, tranne un singolo commento che invita alla calma ed alla riflessione:

Screenshot 2016-10-01 12.40.12Chiunque di voi giudica quest uomo un assassino, deve fare la stessa fine che hanno fatto STI bastardi

Onore a te… Ora se era un rifugiato come kabobo che con accetta uccise degli uomini era già libero…. L integrazione della boldribi porta una maggiore deliquenza….poi poiché fanno figli in Italia in automatico ora sono cittadini italiani ma il loro DNA non appartiene ad un ceppo italiano…. Perciò via tutti …..anche i figli con i genitori ognuno torni al suo paese di origine, i ROM cadono via altro che centri i li manderei …

Ha fatto bene le forze dell’ordine e lo stato non lo avrebbero aiutato

Cova, cova dentro la rabbia, non sai cosa fare, nessuno ti aiuta, sei esasperato, poi ad un certo punto non ti interessa piu’ di niente edi nessuno e scoppi come una bomba devastante.

tutti quelli che chiedono il pizzo devono crepare in questo modo ..e nn solo i zingari!

Non ci soffermeremo oltre sulle infondate teorie eugenetiche e geopolitiche che emergono dai primissimi commenti, ma ci soffermeremo su come il canovaccio da noi evidenziato continui a dispiegare i suoi effetti.

L’immagine da film anni ’70 dell’Italiano solo che, ignorato dallo Stato, ricorre alla brutalità della giustizia privata ha un appeal nel pubblico che spinge le corde dell’emozione invocando forche, condanne a morte e velleità omicide, contemporaneamente abbassando il livello di fiducia nella società civile e suscitando un microshock idoneo a spingere il lettore a commentare con livore e sull’onda dell’emozione anziché fermarsi per un doveroso momento di verifica.

E questo, come abbiamo visto, alla lunga può cagionare danni al tessuto sociale molto più grandi che la condivisione di una brutta bufala.

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