BUFALA Reintrodotto il reato di bestemmia – Bufale.net

di David Tyto Puente |

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La fonte di questa notizia è l’ormai noto “Corriere del Corsaro“, una specie di “Lercio”. Capite già che si tratta di una bufala, ma è giusto fare un po di storia e di educazione civica.
Il codice penale prevedeva questo reato, ma la formula originaria del 1930 (articolo 724) puniva solo l’offesa alla religione cattolica. Con la sentenza numero 440 della Corte Costituzionale del 18 ottobre 1995, l’offesa viene estesa ad ogni credo religioso (quindi non solo cattolico), dichiarando quindi l’incostituzionalità dell’ultima parte del primo comma dell’articolo 724 “o i simboli o le persone venerati nella religione dello Stato“.
L’articolo 724 del codice penale è tutt’ora valido, considerando la sentenza della Corte Costituzionale, e prevede una sanzione amministrativa da 51 a 309 euro a chiunque bestemmi pubblicamente contro la Divinità e a chiunque compia pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti.
Nonostante tutto, l’UAAR ritiene che il reato di bestemmia comprometta la libertà di pensiero e critica. La Corte di Cassazione, in una sentenza del 27 marzo 1992, ritiene assurdo ricondurre la bestemmia alla libertà di pensiero, la quale ha il suo limite costituzionale attraverso lo stesso articolo 21 in merito alle manifestazioni contrarie al buon costume.
L’UAAR supporta la tesi secondo cui il reato di bestemmia non dovrebbe esistere, siccome tutelerebbe “persone” la cui esistenza è indimostrabile (intendendo le Divinità).
Alla fine stiamo parlando di buon senso e di rispetto, una cosa di cui tutti avremmo bisogno, in ogni ambito anche non religioso. Non credo che dire ad un bambino che Babbo Natale è un porco sia cosa saggia 🙂

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