BUFALA Ragazza americana si sottopone a 113 interventi per diventare “cagna” – bufale.net

di Shadow Ranger |

BUFALA Ragazza americana si sottopone a 113 interventi per diventare “cagna” – bufale.net Bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti il seguente “articolo”, tratto da Oggibenessere ma riscontrato in molte altre Camere dell’Eco (il che, come al solito, rende impossibile individuare il paziente zero):

E’ successo a Palo Alto, nel cuore della California: Una ragazza italo americana, Daria Camera, ha finalmente realizzato il suo desiderio: Diventare un cane di sesso femminile. Sono stati necessari oltre 5 anni di preparazione chirurgica, e dopo oltre 100 operazioni di amputazione, rimodellamento e ricostruzione, Daria è finalmente diventata una cagna a 5 stelle. La ragazza-cane si è inoltre munita di 5 figli-cane creati con i propri tessuti asportati durante le lunghe operazioni.

“Finalmente posso dire di essere quella che volevo essere. Ho sempre sognato di fare concorrenza alle Duemila italiane“. Questa è stata la breve dichiarazione rilasciata da Camerda Daria ai media statunitensi.

La bufala è in realtà un meme di dubbio e pessimo giusto, che gioca sulla deprecabile “moda” virtuale di dare delle cagne a ragazze a caso, cavalcandolo.

Già il nome della misteriosa figura “Camera Daria”, ovvero Camera d’aria avrebbe dovuto essere un allarme, anche se nel suo misogino furore il nostro anonimo autore sembra a tratti confondersi e trasformare Camera in “Camerda”, ma i nostri lettori di lunga data avranno riconosciuto anche l’immagine usata.

La composizione dell’artista iperrealista Patricia Piccinini sembra infatti destinata a non conoscere mai un attimo di pace.

Se nel 2015 le sue creature mutanti erano state trasformate dai bufalari nel figlio-elefante di una coppia di migranti ad Enna e nel figlio canino di una nobildonna e del suo labrador, adesso per le creature reperibili sul sito Arti Visuali Katrina Axford è giunto nuovamente il turno di tornare alla ribalta della viralità

Giusto pochi giorni fa le avevamo riviste riciclate come prova dell’esistenza di una tribù di “uomini cani” nelle campagne siciliane e, apparentemente, era solo l’inizio di una nuova viralizzazione di queste immagini che temiamo, contro ogni intenzione dell’artista, saranno usate per portare link e visualizzazioni ad autori di varie bufale.

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