BUFALA Guanabàna diecimila volte più efficace della Chemio – Bufale.net

di Juanne Pili |

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Nel post pubblicato da Salvatore Chimento su Facebook il 20 gennaio 2014 leggiamo un annuncio sconcertante. Secondo lui la Guanabàna cura il cancro. Per quanto privo di fondamento il suo messaggio continua tutt’oggi ad essere condiviso. Il che è abbastanza preoccupante, tanto più se pensiamo alla pericolosità che certe affermazioni pseudomediche possono rappresentate.

«La Guanabàna è la frutta che cura il cancro ed è 10.000 volte più forte che una chemioterapia e non vogliono che lo sappiamo perché sennò le grandi catene farmaceutiche terminerebbero di vendere i loro prodotti. L’anticancro più poderoso del pianeta. Diffondi a famigliari, parenti, amici, conoscenti e vicini di casa».

La Guanabàna, frutto dell’albero di Graviola, classificata col termine Annona muricata, viene raccolta nella foresta pluviale africana, in Sud America e nel Sud-Est asiatico. Quel che ci interessa maggiormente è il suo principio attivo, un composto fitochimico definito acetogenina annonacea.

Non esistono esperimenti o studi che dimostrano la sua utilità nella cura del cancro. Al momento gli estratti di graviola si sono rilevati utili per uccidere alcuni tipi di cellule cancerogene del fegato e nel seno; queste effettivamente possono essere resistenti a determinati trattamenti chemioterapici. Purtroppo questi dati riguardano studi in vitro, non sugli esseri umani. Su Internet prolificano siti che pubblicizzano pillole di graviola presentandole come cura contro il cancro, senza che abbiano mai dimostrato la loro efficacia con regolari esperimenti.

Ciò che accade in un laboratorio deve poi passare per un iter di sperimentazioni che dagli animali porta all’uomo. Tutto quel che sappiamo con certezza proviene da uno studio che riguarda dei pazienti caraibici, i quali a causa della presenza di graviola nella loro dieta avevano sviluppato alterazioni nervose e allucinazioni. Non solo, esistono studi che confermano il collegamento tra la Graviola e sintomi simili a quelli del Morbo di Parkinson.

Il problema non è solo l’uso di una cura del tutto inutile a scapito di quella prescritta dal medico, quanto l’essere plagiati da chi definendosi “naturopata” o chissà cos’altro si sostituisce al medico causando danni notevoli alla salute degli ignari pazienti. Un esempio potete leggerlo in questo articolo di Medbunker dove viene menzionata anche la Graviola.

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Questo è tutto quel che possiamo affermare riguardo la Guanabàna. Ma quali evidenze abbiamo oggi riguardo l’efficacia della Chemioterapia? Se dal fronte naturopata le prove stanno a zero, su quello medico la musica è diversa. Basta consultare l’Istituto Nazionale dei Tumori ed i dati raccolti hanno permesso di stilare documenti importanti per informare in maniera corretta, come questo, redatto per conto dell’istituto dagli oncologi Angela Moliterni, Antonio Florita e Maria Chiara Allemano, facente parte del Progetto Ulisse.

«Utilizzando certi farmaci in alcuni tipi di linfomi e di leucemie e nei tumori del testicolo si ottengono risultati positivi nel 60-90% dei casi senza dover ricorrere ad altre cure. In altri tumori la percentuale dei risultati soddisfacenti è minore, ma sempre importante. Infine, in altri casi dove il beneficio è limitato, il suo utilizzo deve essere discusso in maniera franca e informata fra medico e persona ammalata prima di prendere la decisione. Queste stime non si basano sull’esperienza individuale dei medici ma sui dati forniti dai risultati di studi condotti in tutto il mondo».

C’è chi altera queste percentuali, sia per via di lacune in tema di statistica, sia per palese malafede, stimando una media del 2%. Le fallacie insite in questa stima sono state ben spiegate da Salvo di Grazia, sempre su MedBunker, citando il post di un fisico, Terenzio il Troll, che per quanto non sia medico è perfettamente in grado – per mestiere – di analizzare la validità di una statistica, interpretandola con cognizione di causa.

«Dire che la media e’ del 2% non dice nulla, dato che ci sono tumori per cui la chemio garantisce il 40% di possibilita’ di sopravvivenza (e mi sembra tantino per dichiararlo un fallimento). Inoltre, non dice quali siano i pesi, ovvero le frequenze relative di ciascun tipo di tumore. Cioe’: se i tumori che la chemio “guarisce all’1%” si presentassero nell’1% dei casi e quelli che guarisce al 40% fossero il restante 99%, allora la media pesata dovrebbe essere molto prossima al 40%!».

Certamente la Chemio presenta effetti collaterali, non di meno è infinitamente più efficace di una “cura alternativa”, tenendo conto che l’unica alternativa a qualcosa che cura è una non cura.

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