BUFALA Foto inedite di un Alieno di Roswell – Bufale.net

di Juanne Pili |

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L’evento era stato già annunciato il febbraio scorso, corredato dalle presunte dichiarazioni di John Podesta sugli X-File dell’Area 51. Questo in sostanza è quanto viene proclamato in internet:

«Nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato 10mila persone a Città del Messico sono state mostrate le fotografie “inedite” di quello che sarebbe un extraterrestre trovato morto, nell’ormai lontano 1947, dalle autorità statunitensi nei pressi di un ranch a Roswell, New Mexico. Alla conferenza stampa era presente anche il dottor Edgar Mitchell, astronauta approdato sulla luna».

Sulla attendibilità – pressoché nulla – della presenza di Mitchell e dell’autenticità delle pellicole avevano già scritto i colleghi di Butac.it. L’astronauta è noto per essere un po’ troppo “aperto” a tesi sul paranormale, pur avendo l’onestà di ammettere di non avere alcuna prova, nemmeno sull’esistenza di visitatori alieni; inoltre sono reperibili su internet pellicole Kodak d’epoca. Prendiamo atto comunque che i complottisti devono far fronte ad un serio dilemma: Se accetti le dichiarazioni di un astronatuta delle missioni Apollo, devi ammettere pure che siamo stati davvero sulla Luna (Sic!).

Non possono esistere foto degli alieni di Roswell

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Per il semplice motivo che in quella zona, come in altre limitrofe, il governo americano utilizzava palloni sonda nell’ambito di una operazione top-secret denominata Progetto Mogul. Un piano dei servizi segreti americani volto a spiare i test nucleari russi: si usavano dei palloni sonda muniti di speciali apparecchiature, venivano portati in quota fino ad uno strato dell’atmosfera che convogliava ed amplificava le onde sonore, in modo da poter ascoltare i test atomici dei sovietici. Tali palloni avevano però un difetto: cadevano un po’ a caso nel territorio americano, costringendo l’FBI a mandare propri agenti da chi li trovava – coi modi “cortesi” che vi lasciamo immaginare – minacciandoli di non dire niente. Proprio la polizia federale americana (che si occupa anche del contro-spionaggio) aveva messo in piedi la bufala dell’UFO-Crash, per confondere le spie Sovietiche.

I sedicenti testimoni dell’UFO-Crash sono stati intervistati a suo tempo dall’ufologo Roberto Pinotti, che ne riporta le dichiarazioni nel libro “Ufo: il fattore contatto“; su Montaigne il sottoscritto le ha analizzate mettendo in evidenza come non si corroborino affatto tra loro, contraddicendosi in più punti. Anche i corpi bruciati che alcuni testimoni avrebbero visto – sempre da lontano – si spiegano con la presenza di manichini utilizzati nella zona per i test nucleari.

Quindi un Complotto c’è stato davvero!

Pare proprio di sì. Ma tutti i complotti reali si riconoscono per una caratteristica particolare: Non possono durare a lungo. Specialmente se i cittadini sono esposti alla caduta di strani congegni dal cielo, così il progetto Mogul venne archiviato, ma non la bufala, per la gioia dei cittadini di Roswell, che ne hanno fatto un business, la località infatti è divenuta la meta turistica per eccellenza di tutti gli appassionati di storie ufologiche.

Il presunto Alieno delle foto è una Mummia conservata allo Smithsonian

Le foto sono state datate in un periodo compreso tra il 1947 ed il 1949, attribuite al geologo Bernard A. Ray scattare su pellicola Kodachrome – ed è questa che viene datata. Il giornalista Adam Dew, che afferma di averle trovate dentro una scatola conservata in una soffita di una casa in Arizona,  avrebbe a suo dire trascorso diversi anni a verificare l’autenticità delle immagini. Peccato che non voglia rilasciare interviste a gratis in modo da spiegare meglio come abbia effettuato le verifiche. Intanto un documentario intitolato proprio Kodachrome è in lavorazione, ma il trailer è già visibile su YouTube.

 Così abbiamo a disposizione già qualche elemento per farci un’idea, comprese le prime foto messe in circolazione secondo le normali regole del marketing virale. Scott Brando di Ufoofinterest fa notare la curiosa somiglianza del presunto alieno con una mummia rinvenuta a Tebe nel 1856, che sarebbe stata vista l’ultima volta al museo Smithsonian a Washington. In realtà l’identificazione esatta è ancora dibattuta. Quel ch’è certo è che l’immagine è stata spacciata per quella di un alieno.

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Le somiglianze sono notevoli. Si tratta praticamente del medesimo soggetto, solo che quello presentato dal documentario è sensibilmente sfocato.

La didascalia censurata della teca attesta che si tratta proprio di una Mummia

mummia nella teca

E’ stato infine possibile risalire alla didascalia originale presente nel cartellino affisso sulla teca. Anthony Bragaglia, uno degli organizzatori dell’evento che avrebbe dovuto presentare le reali foto dell’alieno trovato a Roswell ha dovuto, finalmente, scusarsi. (cfr. copia cache) Possiamo quindi capire con certezza anche di che mummia si tratta. Non di quella tebana, come si ipotizzava, ma di un nativo americano, rinvenuta nella Mesa Verde.

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E’ già presente online un tutorial che dimostra come è stato possibile decifrare le scritte sul cartellino.


Ecco quindi il testo originale:

«MUMMIFIED BODY OF TWO YEAR OLD BOY At the time of burial the body was clothed in a xxx-xxx cotton shirt. Burial wrappings consisted of these small cotton blankets. Loaned by the MR. Xxxxxx, San Francisco, California».

«CORPO MUMMIFICATO DI UN BAMBINO DI DUE ANNI Al momento della sepoltura il corpo era vestito con una xxx-xxx camicia di cotone. Gli involucri per la sepoltura consistevano in queste piccole coperte di cotone. In prestito dal Sig. Xxxxxx, San Francisco, California».

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