BUFALA Ecco di cosa è fatta in realtà la nutella IL VIDEO SHOCK – bufale.net

di Shadow Ranger |

BUFALA Ecco di cosa è fatta in realtà la nutella IL VIDEO SHOCK – bufale.net Bufale.net

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I nostri contatti ci segnalano un nuovo appello contro la Nutella, questa volta accusata, con varie “prove” tra di loro sconnesse, di contenere elementi insalubri nella sua composizione, ovvero l’olio di palma.
Abbiamo già affrontato una bufala di simile contenuto, quando il “popolo della rete” ha cercato di convincerci, senza successo, che la nota organizzazione Ambientalista GreenPeace avesse dichiarato la Ferrero colpevole di fomentare la deforestazione. Evidentemente ci riprovano.
Evidentemente cercando di convincere il lettore, coi metodi già da noi affrontati in altri testi, che se non è più possibile boicottare la Ferrero per colpe contro l’ambiente che non esistono basta inventarne di nuove contro l’utente.
L’accusa è tripartita, e si basa su tre elementi sconnessi e, visti singolarmente, privi di fondamento:

  1. Se si espone la Nutella alla luce solare diretta, l’olio di palma in essa contenuta si degrada
  2. La Ferrero è stata oggetto di una Class Action nel New Yersey ed in California
  3. L’Olio di Palma sarebbe nocivo per la salute.

I tre elementi sono del tutto infondati.
Per quanto attiene al primo, basti ricordare che le istruzioni stesse del prodotto contengono le seguenti parole:

I barattoli sia aperti che chiusi di NUTELLA devono essere conservati a temperatura ambiente. Conservare il barattolo ben chiuso ed in luogo fresco e asciutto per mantenere il sapore. Non conservare NUTELLA in frigorifero perché tende ad indurirsi e diventa difficile spalmarla. Il calore eccessivo accelera la perdita del gusto e può causare la separazione dell’olio: una leggera patina di olio sulla superficie non è un indice di degradamento qualitativo e può essere riassorbibile miscelando il prodotto.

E si parla di temperatura ambiente: abbandonare un barattolo, come nell’esperimento, all’esposizione solare diretta, peraltro mediata dal cruscotto di un’automobile, significa introdurre quell’alimento a temperature elevatissime.
Infatti, secondo Focus:

In giornate non troppo calde la temperatura interna di una vettura lasciata al sole può salire anche di 22 ° in un’ora, mentre in piena estate 15 minuti sono sufficienti per portare l’abitacolo vicino ai 65 °.

Ed il filmato presentato come prova parla di due ore di esposizione prolungata di un barattolo di Nutella in una macchina esposta al sole in un paesaggio chiaramente estivo.
Due ore in cui il prodotto viene letteralmente “bollito” a 65°C, per poi lamentarsi della separazione dell’olio in essa contenuta. È evidente che anche il più salutare dei prodotti alimentari, sottoposto a temperature pari o superiori ai sessanta gradi per un tempo prolungato subirebbe variazioni organolettiche corpose.
Per quanto attiene il secondo capo di accusa, è evidente la misinterpretazione dell’oggetto della causa.
Punto scatenante della causa è infatti la convinzione, che la ricorrente principale dichiara di aver ottenuto dalla pubblicità per cui

interpreted the language and image on Nutella’s label to mean that Nutella is – by itself – a balanced breakfast.
la stessa ha interpretato il linguaggio e le immagini sull’etichetta della Nutella per dedurne che la Nutella –  da sola – sia un pasto bilanciato

Non si parla quindi di elementi insalubri o nocivi: semplicemente della convinzione, suscitata dalla pubblicità che la Nutella sia una colazione bilanciata e completa, quando è piuttosto un “qualcosa in più” che può, o non può, far parte di una colazione.
La Washington Legal Foundation, da cui è preso il commento in esame, si dichiara infatti scettica sugli effetti dell’accordo stragiudiziale, archiviandolo tra i casi di accordi “al mero fine di evitare l’alea di giudizio”, e rifiutando decisamente il passo introdotto dai condivisori dell’articolo, ovvero quello di trasformare un accordo giudiziale nel succedaneo di una asseverazione di qualità medica e sanitaria.
Il che ci porta al terzo punto, laddove si contesta una presunta nocività dell’olio di palma.
Nocività che, accennavamo nel precedente articolo non esiste.
Infatti ad oggi l’Olio di Palma è considerato un accettabile sostituto per gli oli idrogenati, riducendo quindi la presenza di acidi grassi insaturi. Ulteriori studi dimostrano inoltre che

The allegation that palm oil consumption leads to raised blood cholesterol levels and is therefore atherogenic is without scientific foundation. Examination of the chemical and fatty acid composition of palm oil or its liquid fraction should convince most nutritionists that the oil has little cholesterol-raising potential.
L’accusa che l’olio di palma porti ad aumento del livello di colesterolo e sia quindi aterogenico è priva di fondamento scientifico. L’esame della composizione chimica e del contenuto di grassi dell’olio di palma e della sua frazione liquida dovrebbe bastare a convincere molti nutrizionisti che l’olio ha poco potenziale per aumentare i tassi di colesterolo.

Nondimeno, ci sono addirittura evidenze scientifiche del 1991 secondo cui:

In support of the above observations involving humans, are several animal experiments that have also demonstrated that a palm oil diet lowered blood cholesterol levels as opposed to sheep tallow, lard, the lauric oils and olive oil.
A supporto delle osservazioni precedenti riguardanti gli esseri umani, la sperimentazione animale ha più volte dimostrato che una dieta a base di olio di palma ha abbassato i livelli di colesterolo nel sangue al contrario del grasso di pecora, il lardo, l’acido laurico e l’olio d’oliva

Nonché, dal testo del 2013 Palm oil and palmitic acid: a review on cardiovascular effects and carcinogenicity,

However, more recent investigations on the topic seem to have reconsidered the negative role of the dietary SFAs as a risk factor for cardiovascular diseases and show that not only the type of fat, but also that the triglyceride structure plays a role in cholesterolaemia. As regards to a role in cancer, specific studies on dietary palmitic acid or palm oil and the risk of cancer development are scanty, and the evidence is not convincing.
Comunque, maggiori investigazioni sul tema sembrano aver riconsiderato il ruolo negativo dei grassi saturi come fattore di rischio per le malattie cardiovascolari e dimostrato che non solo il tipo di grasso, ma anche la struttura dei trigliceridi gioca un ruolo nella formazione del colesterolo. Per quanto attiene il rischio cancro, studi specifici sull’uso nelle diete di acido palmitico ed olio di palma correlati al rischio di cancro sono insufficienti, e l’evidenza non convince.

Naturalmente un abuso dell’olio di palma, specialmente se in congiunzione con una dieta ipercalorica resta sconsigliabile, ed è ciò da cui l’OMS metteva in guardia. Di certo non dal consumo di Nutella tout court. Anche se, nondimeno, è sempre saggio che una dieta bilanciata si basi sulla moderazione e rifugga dall’abuso.
Pertanto, come per la “bufala sorella” che abbiamo già analizzato, se per motivi strettamente etici e personali volete astenervi dall’acquisto e dal consumo di Nutella, nessuno può impedirvelo. Ciò che invece non vi è possibile senza entrare nel reame delle bufale è eccepire presunti, quanto inesistenti, danni all’ambiente ed alla salute che vi abbiamo dimostrato non esistere.
 

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