Bacoli, cacciate dalla spiaggia perché lesbiche: “Andate sulle montagne”

di Bufale.net Team |

Bacoli, cacciate dalla spiaggia perché lesbiche: “Andate sulle montagne” Bufale.net

Due ragazze sono state cacciate dalla spiaggia perché lesbiche. È successo nella spiaggia di Capo MisenoBacoli, in provincia di Napoli. Le due ragazze, FrancescaMartina, si trovavano in spiaggia e si erano scambiate qualche bacio e per questo avevano attirato l’attenzione di un uomo anziano. Come riporta la stampa locale su Cronaca Flegrea, il fatto è avvenuto venerdì 16 luglio e le ragazze hanno documentato l’episodio su Instagram.

Dalle parole alle mani

La vicenda è riportata dalle principali testate nazionali e dalle agenzie. L’uomo aveva dunque preso a redarguire le due ragazze “colpevoli” di baciarsi di fronte a tutti, dicendo loro che con il loro atteggiamento potevano turbare la nipotina di 6 anni. Le ragazze, ovviamente, si erano rifiutate di assecondare la richiesta e per questo era intervenuta la figlia dell’uomo.

Nel frattempo alcuni ragazzi erano intervenuti per difendere le malcapitate, e la situazione è degenerata con un colpo di ombrellone su uno dei due ragazzi e uno “schiaffo sul braccio” su una ragazza. Dalle parole, quindi, la situazione è degenerata in aggressione fisica. Il video è stato ripreso anche da altre testate.

La solidarietà dalle forze politiche

La gravità dell’episodio ha suscitato la reazione di Josi Gerardo Della Ragione, sindaco di Bacoli, che sulla sua pagina Facebook ha pubblicato una nota:

Bacoli è una città aperta all’amore, in ogni sua forma. Siamo una terra che accoglie, da secoli, donne e uomini attratti dalla bellezza del mare, l’incanto dei paesaggi, la meraviglia dei siti archeologici e culturali. Leggo perciò con sgomento un grave episodio di discriminazione avvenuto in spiaggia, a Miseno. Ai danni di due ragazze che, a detta di taluni barbari, avevano la sola colpa di amarsi reciprocamente. Ragazze a cui è stato violentemente chiesto di lasciare l’arenile. È un fatto intollerabile. A Martina e Francesca va la mia solidarietà e quella di tutto il popolo bacolese. Le attendo in Municipio, per poterle conoscere ed offrire loro un tour tra gli innumerevoli incanti della nostra terra. Oltre che ospitarle presso la spiaggia ed il parco pubblico di Villa Ferretti, bene confiscato alla camorra. Bacoli vi accoglierà sempre a braccia aperte. Sempre. L’unica discriminazione che attuiamo, invece, è e resterà soltanto nei confronti di chi attua simili indecenze. Liberateci dalla vostra cupa ignoranza, dal vostro squallore. Liberateci dalla vostra volgarità.

La solidarietà arriva anche da Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale. che in una nota ha pubblicato le dichiarazioni di Francesca, una delle ragazze aggredite:

“Si è avvicinato all’improvviso un signore che ci ha chiesto di andare via perché la nostra presenza suscitava dubbi a sua nipote che cominciava farsi domande. In realtà noi non avevamo dato vita a comportamenti osceni di alcun tipo, c’era stato solo un bacio anche molto casto e la bambina per quello che abbiamo notato noi, neanche ci aveva guardato ed era intenta a giocare. Ma il signore insisteva, voleva che ci allontanassimo e ha cominciato a sbraitare ma noi ci siamo rifiutate di andarcene. Sembrava essersi arreso quando l’uomo è ritornato, stavolta accompagnato da sua figlia, ed ha cominciato ad attaccare noi e alcuni ragazzi che ci stavano difendendo. L’uomo anziano ha colpito un ragazzo con l’asta di un ombrellone mentre la donna ha preso a schiaffi il mio braccio dopo avermi lanciato diverse accuse, incolpandomi di cose mai fatte. Ad esempio faceva continuamente riferimento alla mia nudità ma io indossavo un bikini, proprio come lei. Ci siamo sentite profondamente umiliate, non abbiamo fatto nulla di male, volevamo soltanto trascorrere una giornata al mare come qualsiasi altra persona”.

Parliamo di “notizia vera” perché seppur il video non mostri gli attimi che precedono la lite, i dialoghi e gli atteggiamenti dei presenti danno conferma del fatto che si è trattato di una vera e propria aggressione omofoba.

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