ANALISI IN CORSO “Vai via, sei di un altro colore”: razzismo sul bus, senegalese cacciato in fondo – bufale.net

di Redazione-Team |

Il presunto caso di razzismo sul bus
ANALISI IN CORSO “Vai via, sei di un altro colore”: razzismo sul bus, senegalese cacciato in fondo – bufale.net Bufale.net

Siamo di fronte ad un caso in attesa di conferma, la denuncia di una coraggiosa ragazza, E. Irriti, di un caso di “Razzismo sul bus” che ci ripiomba immediatamente ai tempi di Rosa Parks.

Nasce tutto dalla denuncia di una coraggiosa ragazza costretta a limitare la privacy del suo profilo a causa degli Indinniati Patiotti, turpe variante a sfondo nazionalista degli Indinniati Speciali, rissosi e bercianti che pagine come la nostra possono scacciare ma una diciottenne giovane ed inesperta della cattiveria del mondo no.

Sfogo scomparso dal suo profilo, se non per gli amici più stretti, ma pervenuto a testate come Today e Repubblica, come caso di presunto “razzismo sul bus”

“Flixbus con partenza alle 22.00 da Trento direzione Roma. La corriera arriva puntuale, salgo, mostro il biglietto all’autista e vado a sedermi al mio posto pronta per il lungo viaggio – racconta la ragazza – Assieme a me salgono anche altre persone, tutte puntualmente seguono il mio stesso iter e si siedono. Tra queste persone sale pure Mamadou, un ragazzo senegalese di 25 anni. Mamadou dopo aver mostrato il biglietto all’autista si dirige al suo posto, fa per sedersi quando… ‘qui no. Vai via, vai in fondo’. Ad esclamarlo è quella che dovrebbe essere la sua vicina di posto: una signora italiana verso la quarantina con capelli rossicci. Questa donna si rifiuta di farlo sedere motivando più volta perché di colore e perché ‘di un’altra religione’. Io rimango incredula seduta incapace (e me ne scuso) di intervenire, la signora sbraita, il ragazzo piange. Ma come si dice ‘al peggio non c’è mai fine’perché il peggio arriva: viene chiamata addirittura la polizia! Il ragazzo continua a piangere, è stanco. La polizia arriva e fortunatamente tutto si risolve spostando di posto il ragazzo, facendolo sedere vicino a me”.

Da quest’ultima abiamo il responso di Flixbus sul presunto caso di razzismo sul bus

“Ci rincresce che un simile episodio si sia verificato a bordo di un nostro autobus, come operatori della mobilità, da sempre ci impegniamo a garantire a chiunque la possibilità di viaggiare e ricongiungersi coi propri cari, e così continueremo a fare”.

La situazione sul Flixbus si fa presto accesa

La donna non recede, nessuno interviene e a quel punto l’autista è costretto a chiamare la polizia che identifica la donna che ha pronunciato le frasi razziste. Alla fine la soluzione viene trovata proprio grazie alla giovane studentessa ferrarese che viaggiava con un’amica che accetta di cambiare il posto per il viaggio.

Ci sono una serie di complicazioni sulla vicenda che infiammano il popolo della Rete, ulteriomente esacerbate da interventi come quello di Secolo Trentino che, oltre a descrivere la giovane Irriti con termini che noi francamente avremmo evitato e che non abbiamo intenzione di ripetere in questo articolo, essendo l’attacco personale alieno ed ostile alla nostra deontologia ed al nostro stile, azzarda una giustificazione per il grave atto

il giovane lavoratore aveva sbagliato la prenotazione, quindi ha preso posto nel primo posto finestrino vuoto, in fondo al FlixBus.

A parte il fatto che, comunque, l’unica colpa della Irriti è aver riferito ciò che ha visto coi suoi occhi, e che Flixbus ha confermato parola per parola, e quindi chiunque da noi le rivolgerà parole meno che educate dovrà patirne le conseguenze di rito, la giustificazione che dovrebbe smentire una volta per tutte il caso di razzismo sul bus rendendo spuria la nostra analisi in corso, semplicemente non regge.

Nella media degli autobus Flixbus infatti

Sui nostri autobus la scelta del posto è libera. Per ottenere un posto specifico, ti consigliamo di salire sull’autobus al più presto possibile. Se non riesci ad accomodarti nel posto desiderato, chiedi agli altri passeggeri se sono disposti a scambiare il proprio posto con il tuo. Ovviamente le persone con mobilità ridotta e i passeggeri con bambini sono privilegiati nella scelta del posto.

Su alcune delle nostre linee stiamo sperimentando la prenotazione dei posti. Su queste linee da noi selezionate, è possibile farsi riservare il posto durante il processo di prenotazione.

Se sul collegamento di tuo interesse è prevista la prenotazione del posto, tale possibilità sarà indicata durante la procedura di prenotazione. L’opzione di prenotazione del posto ti sarà offerta dopo l’inserimento dei dati del passeggero. Il modo più semplice per farsi riservare un posto è tramite il nostro sito web. Inoltre, la prenotazione del posto è possibile anche nelle nostre agenzie. Purtroppo non è ancora possibile effettuarla tramite il conducente dell’autobus o l’app.

E, nel caso su quella linea vi sia prenotazione, allo scrivente, abituale pendolare sui treni Le Frecce di Trenitalia, è capitato più volte di trovare passeggeri al posto sbagliato, e gli è bastato chiedere con educazione di spostarsi, nei rari casi di insistenza contattando il capotreno per agevolare e fluidificare la discussione, per ottenere di potersi sedere.

In nessun caso il colore e la religione di chicchessia dovrebbero essere fattori di discussione.

Nondimeno, abbiamo personalmente contattato Flixbus, la quale ha confermato con comportamento ineccepibile ancora una volta le parole della giovane, e ci inoltrerà maggiori dettagli a partire dal prossimo Lunedì.

In queste ore vedrete sul loro profilo social il presente messaggio

La sicurezza dei passeggeri e del personale di bordo costituisce per FlixBus la massima priorità, come garantire a chiunque la possibilità di viaggiare e di ricongiungersi coi propri cari. Le autorità sono arrivate prontamente sul posto, e si sono occupate della situazione. In qualità di operatore internazionale con un team di persone provenienti dai contesti culturali più svariati, non ammettiamo a bordo dei nostri autobus alcun tipo di discriminazione nei confronti dei nostri passeggeri, sia essa su base etnica, religiosa, o legata all’orientamento sessuale.

Concordiamo: ci vediamo quindi prossimamente, per capire se si tratta di razzismo sul bus, e come sia potuto accadere.

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