La truffa Messenger del finto Meta: come smascherarla e cosa fare se avete cliccato

di Anna Chiara Desole |

bufala sindaco di lonigo
La truffa Messenger del finto Meta: come smascherarla e cosa fare se avete cliccato Bufale.net

“Ci dispiace informarti che il tuo account Facebook verrà chiuso in futuro. Abbiamo rilevato attività insolite sul tuo profilo Facebook, come truffe e molestie.”

Le truffe digitali evolvono e la disinformazione per difendersi da esse, anche.

La truffa del finto “Meta support” è tutt’altro che nuova: la vediamo circolare almeno da metà agosto e, nonostante i ripetuti avvisi, continua a riemergere con insistenza.

La truffa Messenger del finto Meta: come smascherarla e cosa fare se avete cliccato

La truffa Messenger del finto Meta: come smascherarla e cosa fare se avete cliccato

A complicare la situazione, si sta generando anche parecchia confusione su come questa truffa funzioni davvero: dai PDF infetti a virus in grado di svuotare il conto in banca con un clic. Informazioni errate e fantasiose che generano ulteriori dubbi e lasciano l’utente ancora più esposto perché sprovvisto di reali strumenti di difesa.

Facciamo quindi chiarezza sugli indizi che permettono di smascherarla subito e su come questa truffa agisca davvero.

Gli indizi per riconoscerla

Il mittente contiene già il primo campanello d’allarme: “Meta support”, “Meta magener” (evidente storpiatura di “Meta Manager”) che non è il nome di nessun servizio ufficiale di Meta.

I nomi ufficiali che utilizza la piattaforma sono altri, meno generici e tutti certificati e soprattutto, Meta non invia comunicazioni di sicurezza tramite Messenger.

Se c’è un problema reale con il vostro account, la notifica ufficiale compare direttamente nella campanella e riporta:

  • “Abbiamo rilevato un accesso insolito al tuo account”

  • “Verifica la tua identità”

Certo, potreste ricevere anche un’e- mail; in quel caso ricordate un dettaglio semplice ma prezioso.

Meta non utilizza indirizzi che contengono numeri, simboli o sostituzioni tipiche del cosiddetto leet speak (come “M3t4_Supp0rt01”). Questo stile, molto comune nei profili falsi e nei bot, è un segnale immediato che l’indirizzo non appartiene all’azienda.

La tecnica dell’urgenza accompagnata dalla minaccia di chiusura dell’account, serve solo a  una cosa: spingere l’utente a reagire d’impulso. E questa è una tecnica ben nota nel mondo del phishing: se una persona crede di avere pochissimi minuti per evitare un danno, obbedisce e clicca.

Quindi, prendetevi un minuto per riflettere: non siete chiusi in una zecca di Stato con le forze speciali pronte a detonare il vostro account, controllate bene il mittente e niente panico.

Come agisce la truffa del PDF

Ed eccoci dentro la parte operativa della truffa. Chiariamo subito un punto spesso frainteso: non è l’apertura del PDF a causare il danno, ma il comportamento che il PDF induce.

Chiaramente a questo punto, dovreste già aver cestinato la mail, ma ammettiamo che lo abbiate aperto: qui i soliti segnali sono un po’ più nascosti ma comunque riconoscibili. Le solite intestazioni, logo di Meta copiato e incollato, ma c’è sempre un elemento chiave che accomuna gli allegati: un link cliccabile. 

Link sempre etichettato da termini come “Appeal”, “Verify”, “Review” che non contiene malware, non ruba e non modifica nulla, ma vi farà abbassare la guardia.

Ve lo ripetiamo, non apritelo. 

Ma ammettiamo che, per fretta o per paura, ci abbiate cliccato sopra lo stesso. Il PDF vi porterà a un link che, una volta aperto, vi reindirizza a una pagina di accesso che sembra in tutto e per tutto la schermata ufficiale di Meta.
Colori, loghi, font: è fatta apposta per non farvi dubitare.

A questo punto compare la richiesta di effettuare il login e da qui parte il furto dei vostri dati con una procedura rapidissima che cambierà sia la vostra password, sia l’indirizzo mail di verifica che usate per accedere.

Cosa possono fare con i vostri dati: rischi e soluzioni 

Una volta dentro, questi criminali hanno il pieno controllo del profilo e delle pagine collegate, cosa che gli consentirà di avviare inserzioni a pagamento scalando fonti dalla vostra carta collegata e usare il vostro nome e la vostra credibilità per truffare terzi.

Il tutto con un vantaggio enorme:
agli occhi di chi riceve questi messaggi, siete voi. 
E questo aumenta di molto la probabilità che altri utenti cadano nella trappola.

Ma non tutto è perduto. Tirate fuori quell’urgenza che avevate prima e correte ai ripari: cambiate subito la password, attivate la verifica in due passaggi, controllate che non siano state aggiunte email sospette e rimuovete eventuali accessi sconosciuti dal vostro account.

Nessuno è immune a messaggi costruiti bene, e un clic impulsivo può capitare. I passaggi di sicurezza che abbiamo indicato aiutano nella maggior parte dei casi; per quelli più complicati servirà un po’ più di pazienza e il supporto delle procedure ufficiali, ma riconoscere la truffa è già metà del lavoro.

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