Indottrinamento islamico in Danimarca

di Shadow Ranger |

C’è dell’indottrinamento islamico in Danimarca, dichiarano alcuni emuli del Principe Amleto dopo aver visto un video su YouTube che non linkiamo e non incorporiamo. Con buona ragione, e con espressa preghiera qualora vi imbattiate in esso di segnalarlo e flaggarlo per la rimozione.

Il video si chiama, appunto Koran-indoktrinering af danske skolebørn, cosa che significa Indottrinamento islamico in una scuola in Danimarca: titolo che è passato per la blogosfera e i profili Facebook di molti.

Ve ne mostreremo solo un frame: censurando i volti dei piccoli interpreti, cosa che si sarebbe dovuto fare dall’inizio.

Frame tratto dal video del presunto Indottrinamento islamico in Danimarca
Frame tratto dal video del presunto Indottrinamento islamico in Danimarca

La storia, come sempre quando si tratta di indinniazione popolare, non è quello che sembra. Non lo è mai, non lo è neppure in questo caso.

La storia, ovvero il senso Tastierista per i paesi nordici

Vi abbiamo già detto più volte come i paesi nordici tendano ad essere un disconosciuto faro di civiltà.


I Finlandesi affrontano e vincono la lotta alle bufale con l’informazione scolastica, e i tastieristi li accusano di promuovere la censura di Stato (concetto peraltro del tutto errato).

La Svezia cerca di promuovere integrazione e cultura, ed ecco che l’Ambasciata si trova nell’imbarazzante situazione di dover spiegare al Popolo Italiano tutto che gli Svedesi non sono un popolo soggetto a corruzione, estorsione, estinzione, diserzione, distorsione, perversione, falsa assicurazione, invasione di nazione, ribellione, commozione, esplosione e cazzeggio dove torme di immigrati abitualmente rubano ai ricchi per dare ai poveri e poi molestare sessualmente i poveri (citazione necessaria).

Adesso tocca alla Danimarca finire nel fuoco incrociato: come ci ricorda BUTAC, una madre ha provveduto a filmare un’iniziativa scolastica, sbattendo i volti di diversi minori in chiaro e scatenando la solita rivolta social.

Perché, non era indottrinamento islamico in Danimarca?

Non dico ricordare i tempi delle elementari, ma avete mai visto uno di quei telefilm americani coi nuclei familiari dove c’è l’immancabile ragazzino in età scolare?

C’è sempre l’episiodio in cui il ragazzino combina qualche disastro durante il Mostra e Dimostra: la maestra chiede fanciullo di parlare a ruota libera di un oggetto o un qualcosa che gli piace e lui trasforma la cosa in un momento di ilarità.

In questo caso, siamo di fronte al Mostra e Dimostra della scuola di Thyregod, in Danimarca. E il ragazzino tecnicamente non ha combinato alcun disastro.

Si trattava dell’iniziativa Conosci la mia Vita, nella quale, traduciamo dal danese dai lettori meno “patriotti da tastiera” e più inclini a farsi domande prima di mitragliare parole dietro un monitor, ad ogni ragazzino era stato richiesto di mostrare e dimostrare qualcosa che fa parte della sua vita.

Ovviamente, se vuoi conoscere la vita di qualcuno, devi capire cosa fa e come lo fa: così il ragazzino ha indossato un abito tradizionale e, con la madre come suggeritore, è entrato nel ruolo del tipico partecipante al Mostra e Dimostra.

E qui, qualcosa è andato storto: una madre che ha deciso di riprendere tutto in chiaro e sbatterlo su Internet

Perché non poteva? Censura, volete la censura di Stato! Io clicco e condivido il video così imparate

Sbattendo il viso di un bambino che potrebbe essere vostro figlio all’indinniazione popolare? Non ci sono parole per descrivere il disprezzo che possiamo provare in redazione, noi che siamo a nostra volta padri e zii di bambini nel vedere l’odio social esigere il volto innocente di un bambino come sordido feticcio per l’odio.

Vieppiù che vi ricordo che il regolamento 679/16, per gli amici il GDPR, per i meno colti la Legge Europea sulla Privacy si applica anche in Danimarca.

Ai genitori dei ragazzini era stato espressamente vietato filmare, riprendere e fotografare bambini che non fossero i loro figli e soprattutto diffondere tale video. La normativa sulla Privacy è armonizzata in tutta Europa, è vietato qui, è vietato lì, è vietato in tutta Europa e altre legislazioni hanno norme simili.

Il viso è il supremo dato biometrico: e i dati biometrici di bambini sono dati sensibili supremi di soggetto particolarmente tutelato, che senza il consenso di entrambi i genitori non possono varcare i confini di niente.

Ma siccome per molti cattivisti da tastiera questo è solo un vezzo, immaginate questa situazione.

Siete ad una manifestazione scolastica con altri genitori e vedete una madre che inizia a fare foto a tutti i ragazzini, compreso vostro figlio.

Provate fastidio, le dite che, quantomeno le foto non dovranno mai lasciare l’album di foto di ricordi del loro figliolo, e non dovranno essere viste da anima viva, e bene farebbe a buttare le foto di vostro figlio.

La madre ascolta quanto avete da dire e domani trovate Internet piena di foto e video di vostro figlio sbattuto in pasto all’Odio Social.

Non vi sentireste, come genitori, amareggiati e feriti per non essere riusciti a difendere vostro figlio dal male del mondo?

Noi sì, noi molto, e auspichiamo che tutte le copie del video vengano rimosse da Internet valutando provvedimenti del caso perché i condivisori cessino tale mala pratica, unendoci all’appello di BUTAC in tal senso, non come debunker, non come giuristi, ma come madri e padri di bambini che meritano serenità.

Cosa è accaduto poi?

È accaduto che il video ha raggiunto Internet. Con commenti ben poco edificanti come inviti a prendere a calci il corpo docente, accuse di islamizzazione a caso, auguri di vedere migliaia di terroristi suicidi esplodere nella scuola e inviti a lanciare Crociate e Guerre sante contro un bambino delle elementari.

Coraggiosi i commentatori, nevvero?

Leoni da tastiera che non poche proeoccupazioni hanno dato al dirigente scolastico dell’istituto.

Il tutto per una bufala.

Il tutto per qualcosa che in un mondo giusto dove si rispettano le norme e l’innocenza dei bambini su Internet non avrebbe dovuto neppure finire.

Avete visto il video? Siete tra quelli che ce l’avete segnalato? Bene, ora segnalatelo ai social network dove l’avete letto: perché un bambino non diventi oggetto di odio.

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