BUFALA Non siamo mai andati sulla Luna – Bufale.net

di Juanne Pili |

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luna complotti

Sono numerosi i tentativi di produrre presunte prove che falsifichino la veridicità delle missioni Apollo sulla Luna. Tutte abbondantemente sbufalate. Le sedicenti anomalie delle foto e dei filmati hanno invece spiegazioni più che razionali, come spiegato in maniera esaustiva nel documentario La verità dello sbarco sulla Luna, realizzato da Discovery Channel, che incorporiamo alla fine dell’articolo. Nessuno è mai riuscito a smontare la mole di prove che confermano questa straordinaria epopea, che dal 1969 al 1972 portò 12 uomini a camminare sul suolo lunare.

Abbiamo pensato così di elencare le principali prove, invitando i lettori “complottisti” a smontarle tra i commenti, possibilmente senza appesantire il thread incorporando compulsivamente un video dietro l’altro, come se fossero gli unici in grado di visitare YouTube per verificare le affermazioni dei teorici del complotto, in tutti questi anni.

Documentazione vastissima.

La mole di documenti tecnici che testimoniano le missioni lunari è gigantesca; fatta anche di progetti mai realizzati. Tra studi, sperimentazione dei vari moduli di cui era composto l’Apollo, e l’impiego di migliaia di tecnici, i quali producevano ognuno documentazione, si corroborano tutti tra loro. Sarebbe sufficiente trovare delle incoerenze – impossibile non generarne in caso di una truffa, dato il numero di persone coinvolte e dei fattori fisici di cui tener conto – potete farvene un’idea visitando il sito dell’Enciclopedia Astronautica. Oppure potete scaricare gratuitamente l’eBook di Paolo Attivissimo, Luna? Sì, ci siamo andati! Dove troverete, oltre ad un debunking esaustivo delle principali tesi di complotto lunare, anche una bibliografia e sitografia molto vaste, riguardo i testi che sostengono entrambe “le campane”, compresi quelli neutrali.

Complessi segnali radio e dettagli fotografici senza incongruenze.

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Qualsiasi astronomo potrebbe verificare, dal ritardo e dal ritorno dell’audio degli astronauti, basandosi sulla distanza che in tale giorno separava la Terra dalla Luna, l’estrema congruenza con la realtà. La stessa cosa si può fare con le immagini della Terra vista dalla Luna, verificandone le esatte proporzioni e la prospettiva.

Omertà assoluta dopo più di 40anni.

L’impresa lunare ha dato lavoro a migliaia di tecnici e scienziati, i quali dopo oltre 40anni osserverebbero un regime di omertà assoluta, anche dopo i licenziamenti cospicui avvenuti già dopo le prime missioni Apollo. Un’omertà che supera in efficienza quella dei mafiosi.

Rocce lunari.

I geologi di tutto il mondo hanno potuto verificare che effettivamente le rocce portate sulla Terra dagli astronauti sono compatibili con la geologia lunare, mentre non lo sono affatto con quella terrestre. Non ne esiste uno – che sia uno – il quale abbia affermato che si tratti di una truffa.

Specchi sulla Luna con cui puntare i laser.

Gli astronauti hanno piazzato sul suolo lunare anche degli specchi, conoscendone le coordinate è possibile puntare dei laser e riceverne il riflesso, verificandone la corrispondenza con la distanza che si prevede ci separi dal nostro satellite in tale giorno. Ammettiamo – come nel caso delle rocce lunari – l’obiezione che gli stessi risultati si sarebbero potuti ottenere senza equipaggi a bordo, ma a questo punto si ammette almeno la possibilità tecnica e scientifica di raggiungere la Luna già all’epoca. Quindi, perché non si sarebbe potuto portare a bordo anche delle persone?

Immagini e ricostruzioni recenti compatibili coi filmati dell’Apollo.

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A sinistra il paesaggio lunare come riportato nelle foto della missione Apollo 15.
A destra la ricostruzione 3D tratta dalla scansione della sonda Kàguya.

Le immagini dei paesaggi lunari, così come si vedono nei filmati e nelle foto, risultano perfettamente sovrapponibili con le ricostruzioni 3D effettuate da recenti missioni spaziali. La sonda giapponese Kàguya nel 2009 ha effettuato in orbita una scansione della superficie lunare; andando a vedere i paesaggi corrispondenti alle zone di allunaggio scopriamo che la conformazione della superficie è praticamente identica a quelle che ci risultano già da 40anni. Mica male come coincidenza.

Fenomeno della polvere parabolica e andatura degli astronauti.

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Nessun regista è riuscito a riprodurre l’andatura degli astronauti, né il fenomeno della polvere parabolica, vale a dire il modo in cui si comportano i detriti su cui gli astronauti passano, che schizzano via formando degli archi, anziché nuvole di polvere, come succederebbe sulla Terra. Anche utilizzando tutta la conoscenza e le attrezzature che potevano avere i registi dell’epoca, non è stato possibile riprodurre ciò che si vede nelle immagini.

Del resto, date le distanze che gli astronauti di alcune missioni compiono, filmate da telecamere fisse, fanno presumere – prendendo per vera la teoria del complotto – che siano stati usati dei set grandi come interi quartieri, all’interno dei quali sia stato realizzato il vuoto, o in alternativa riempiti d’acqua, riuscendo a eludere il fenomeno della rifrazione della luce e dell’intorbidimento.

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Questa come altre teorie del complotto possono apparire suggestive e credibili ai più, finché non si cominciano a verificare gli argomenti portati avanti dai complottisti. A quel punto tutto si sgretola con estrema rapidità. Ci dispiace constatare che esista ancora un business, retto sulla superficialità, che approfitta spesso di legittime diffidenze verso i governi, le quali non venendo incanalate dove dovrebbero, non portano a nient’altro che gonfiare i portafogli di divulgatori che poco fanno per affrontare i problemi ed i misteri reali. Uno spreco di intelligenze che noi ci auguriamo di contribuire ad arginare.

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