Andrew Wakefield, nume dell’antivaccinismo moderno

di Bufale.net Team |

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Andrew Wakefield, nume dell’antivaccinismo moderno Bufale.net

L’antivaccinismo militante si nutre di moderni santi, figure di culto che personalizzano il dibattito trasformandolo in un plebiscito basato sull’ipse dixit. Tra i numi tutelari dell’antivaccinismo moderno compare Andrew Jeremy Wakefield, medico di Eton.

Andrew Wakefield, nume dell’antivaccinismo moderno

Nel 1998 decide di lanciare il proverbiale sasso nello stagno: pubbblica su Lancet, importante rivista scientifica, uno studio chiamato Ileal-lymphoid-nodular hyperplasia, non-specific colitis, and pervasive developmental disorder in children.

Di fatto inventa sul posto (si scoprirà solo nel prosieguo quanto artefatto fosse lo studio) una sorta di “colite non specifica” collegata al vaccino e a casi di autismo. Sostanzialmente secondo lo studio il vaccino trivalente Morbillo, Parotite e Rosolia, impiegato dal 1971, causava coliti che a loro volta causavano autismo.

Andrew Wakefield, nume dell'antivaccinismo moderno

Andrew Wakefield, nume dell’antivaccinismo moderno

Oggi sappiamo che tale legame è fisicamente impossibile, letteralmente come ammettere che sbattere il mignolo con forza sul comodino e romperlo potrebbe causare neurodivergenze, ma Wakefield scelse la via più rumorosa e di impatto emotivo.

Affidò i suoi “non risultati” ad una conferenza stampa nella quale, di fatto inventando il moderno codice di ingaggio dei novax attuali, sollevò una “questione morale” descrivendo scenari di bambini bellissimi e sanissimi colpiti improvvisamente dall’autismo a causa del vaccino, chiedendo una moratoria sui vaccini (la cosa dovrebbe ricordarvi qualcosa: da allora è quello che fanno tutti i novax moderni del mondo) e provocando un crollo verticale della fiducia vaccinale nel pubblico generale.

Entro il terzo trimestre del 1998 la diffusione del vaccino era crollata del 14% nelle zone di maggiore distribuzione di The Post, quotidiano del Galles che avva dato risonanza mediatica al caso, contro una diminuzione di appena il 2,4% nel resto della regione e, in generale, provocando una sfiducia verso la vaccinazione che, da sola, riaccese il morbillo come malattia epidemica.

Come si arriva a tutto questo?

Un adagio dice che seguendo il denaro si arriva a comprendere molti fenomeni: e la ricerca di Wakefield nasceva da un conflitto di interessi. Nel 1996, due anni prima la pubblicazione della ricerca, Wakefield era stato assunto da un gruppo di avvocati, tra cui Richard Barr di King’s Lynn, nell’ambito della pianificazione di una class action ‘speculativa’ da intentare a nome di 1600 famiglie reclutate all’occorrenza.

Sostanzialmente, Barr avrebbe versato a Wakefield – rivela la UK Legal Services Commission – un onorario di 435.643 sterline (circa 750.000 dollari, otto volte il salario annuo di Wakefield all’epoca dei fatti) più le spese, peraltro utilizzando illegittimamente lo UK legal aid fund, cioè il fondo governativo per l’assistenza legale ai non abbienti allo scopo di “produrre evidenza inattaccabile così da convincere la giuria che questi vaccini sono pericolosi”.

Uno degli articoli su Wakefield

Uno degli articoli su Wakefield

Sostanzialmente Barr voleva dimostrare che i vaccini causavano autismo così da poter chiedere in tribunale danni da vaccino, ma siccome non aveva prove del fatto in questione assunse Wakefield per provarle. Ma Wakefield non si limitò a redigere una consulenza e mandarla all’avvocato, ma creò un intero studio scientifico a cui diede enorme risonanza mediatica perché suscitasse la maggior attenzione possibile.

Innescò una campagna di sensibilizzazione contro il vaccino secondo cui se i bambini avessero avuto determinati sintomi (compatibili col morbo di Crohn) avrebbero dovuto contattare lui per una causa e Wakefield per esami.

Wakefield si spinse a presentare un brevetto per un proprio “vaccino sicuro” nel 1997, il numero 9711663.6, negando però per il resto dei suoi giorni di averlo fatto nonostante evidenze contrarie.

Altri problemi dello studio

I dodici bambini coinvolti nello studio erano pazienti del Royal Free Hospital per risolvere i loro problemi di salute, arruolati allo scopo nelle associazioni novax e con genitori clienti di Barr, nessuno di loro aveva diagnosi di autismo o patologie ufficiali ma esse furono “trovate” da Wakefield per giustificare lo studio che a sua volta avrebbe aperto le porte a Barr per la class action.

Lo studio di Wakefield, ora ritrattato

Lo studio di Wakefield, ora ritrattato

Ulteriori indagini dimostrarono che tra i dodici prescelti alcuni di loro erano già stati segnalati per comportamenti compatibili con lo spettro autistico prima del vaccino e non dopo (ingenerando il fondato sospetto siano stati selezionati ad arte), mentre alcuni non hanno sviluppato alcuna sintomatologia compatibile con autismo o disturbi intestinali nel periodo successivo allo studio che avrebbe dovuto dimostrare il contrario.

Tutti i bambini, contro ogni deontologia, furono sottoposti a procedure diagnostiche molto invasive e in parte pericolose, come anestesia, ileo colonscopia, punture lombari, lastre al cervello, elettroencefalogrammi, lastre con somministrazione di isotopi radioattivi, all’apposito scopo di confezionare uno studio di fortissimo impatto emotivo.

Cosa accadde dopo

Nel febbraio 2004 il giornalista britannico Brian Deer, che si era occupato dell’argomento per il quotidiano “Sunday Times” e l’emittente televisiva Channel 4, cominciò a pubblicare i suoi riscontri su Wakefield, esponendosi a diverse azioni legali da parte dello stesso.

Deer riuscì a provare comunque le sue ragioni: nel 2010, la rivista The Lancet, decise di ritrattare la questione e ritirare definitivamente dai suoi archivi il paper scientifico di Wakefield.

La ritrattazione

La ritrattazione

Nel medesimo anno Wakefield fu radiato dall’esercizio della professione medica con divieto di esercitare la professione medica in futuro nel Regno Unito. Come sovente accade in questi casi, Wakefield si ritirò negli Stati Uniti, bollando ogni accusa nei sui confronti come un complotto e dichiarando che il mondo dell’informazione e dei blog era controllato economicamente dalle industrie farmaceutiche per privare della credibilità i “ricercatori indipendenti” come lui.

In pieno 2020 cercò di riciclarsi come antivaccinista e negazionista del COVID, finendo però messo in ombra dai novax della nuova generazione.

Nonostante questo, come riportato da “Vaccini ed autismo: un mito da sfatare” sul portale della Sanità Pubblica Epicentro ISS

Il lavoro di Wakefield determinò nel Regno Unito un drastico calo delle coperture vaccinali e in numerosi Paesi il mancato raggiungimento di adeguati livelli di immunizzazione, con conseguente aumento dell’incidenza del morbillo e delle sue complicanze.

A tutt’oggi e contro ogni contraria evidenza l’ex medico radiato Wakefield gode di un certo seguito, così tanto che quando John Walker-Smith, Gastroenterologo che aveva preso parte allo studio di Wakefield essendo radiato, fu riammesso nel 2012 all’esercizio della professione medica, si diffuse la fake news per cui “Il Regno Unito aveva riconosciuto il suo torto e ammesso il legame tra vaccini ed autismo” quando in realtà tutto quello che era emerso è che Walker-Smith era a sua volta vittima di Wakefield, dubbioso, tenuto all’oscuro del conflitto di interessi di cui il collega era a conoscenza e fortemente scettico delle azioni del primo, spingendosi, secondo la stessa parte motiva della sentenza, nel 1997 a scrivere privatamente al collega palesando i suoi dubbi e le sue perplessità sulla professionalità e l’etica di un lavoro prematuramente apparso sui media.

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