Sulla sedia a rotelle dopo la seconda dose di Pfizer, cosa sappiamo di Maddie De Garay

di Bufale.net Team |

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Sulla sedia a rotelle dopo la seconda dose di Pfizer, cosa sappiamo di Maddie De Garay Bufale.net

I nostri lettori ci segnalano un video che sta circolando sui social. Il filmato mostra l’intervento di Stephanie De Garay, madre di Maddie, che racconta che la figlia è costretta alla sedia a rotelle dopo aver ricevuto la seconda dose di Pfizer. Stephanie racconta che Maddie, 12 anni, aveva accettato come volontaria un ciclo di sperimentazioni del vaccino per la sua fascia d’età. La seconda dose le è stata somministrata il 20 gennaio. Il video è stato estratto da un servizio di Fox News.

https://www.youtube.com/watch?v=zp_zNSEW1wc

Le fonti

La testimonianza di Stephanie è stata rilasciata durante una conferenza tenuta dal senatore Ron Johnson lunedì 28 giugno 2021 a Milwaukee, insieme ad altre 5 famiglie, per parlare delle reazioni avverse al vaccino. Il caso di Maddie De Garay è stato trattato anche da alcune testate italiane, come Il MessaggeroIl Mattino.

In entrambi i casi si fa riferimento a quanto dichiarato da Stephanie a Tucker Carlson Tonight, una rubrica di Fox News che in altre occasioni è stata oggetto delle nostre analisi e dalla quale spesso prende ispirazione ByoBlu per i suoi servizi. Tucker Carlson Tonight, inoltre, è ben noto ai fact checker internazionali.

La storia di Maddie

Stephanie racconta che il 20 gennaio Maddie ha ricevuto la seconda dose di Pfizer, quando avrebbe cominciato ad accusare forti dolori addominali e al petto. Nei giorni successivi Maddie avrebbe accusato gastroparesi, nausea, vomito, perdita della memoria, pressione sanguigna alterata e tachicardia. La situazione sarebbe peggiorata fino all’incapacità di camminare e di mangiare. Nel filmato, infatti, vediamo Maddie in sedia a rotelle e con un tubicino nel naso, accanto a sua madre.

Ancora, sua madre riferisce che dalla struttura presso la quale sua figlia si era offerta per ricevere la dose l’avevano rassicurata sugli effetti del vaccino. Una volta segnalati i sintomi – sempre secondo Stephanie – i medici si sarebbero limitati a comunicarle che tutto sarebbe stato inviato a Pfizer e alla FDA. “Sono ancora favorevole al vaccino, ma anche al consenso informato. Stephanie, infine, ha riferito a Tucker Carlson che l’unica risposta che avrebbe ricevuto sul caso di Maddie è che si tratti di “disturbi neurologici funzionali” e che “stanno dando la colpa all’ansia. Mia figlia non aveva ansia prima del vaccino”. Oggi Stephanie racconta di aver ottenuto supporto da un gruppo Facebook.

Il senatore Johnson

Il senatore Johnson, secondo FoxNews, avrebbe contattato i CEO di Pfizer e Moderna per avere delle risposte, che per il momento non sono arrivate. Nel frattempo ha reso nota la vicenda sui suoi canali social.

C’è da dire, tuttavia, che da più parti si segnala che Ron Johnson si è espresso più volte in maniera fuorviante in termini di vaccini.

Sulla conferenza di lunedì 28 giugno, durante la quale è intervenuta Stephanie De Garay, si sono scagliati tanti scienziati che hanno ribadito l’attitudine fuorviante delle iniziative di Johnson. Il senatore, infatti, è solito argomentare i suoi interventi riferendosi al VAERS come una prova della pericolosità dei vaccini. Il VAERS, ricordiamo, è nient’altro che una piattaforma presso la quale chiunque può segnalare effetti avversi, e i dati non vengono verificati. Prendere come riferimento il VAERS per dimostrare qualcosa, in poche parole, è un po’ come considerare il proprio “cuggino” un pozzo di saggezza.

Perché “analisi in corso”?

Le notizie su Maddie sono frammentarie. Nella maggior parte dei casi il video con l’intervento di Stephanie viene ripreso da pagine web e profili a trazione no-vax, e questo non aggiunge elementi utili per scoprire la causa dello stato di salute della ragazzina. Non è dato sapere, per esempio, come stesse Maddie prima dei vaccini e soprattutto viene esposta solamente la versione di Stephanie, Tucker Carlson e Ron Johnson. Non si fa menzione della struttura presso la quale la piccola ha ricevuto il vaccino. Mancano ancora alcuni dati, per questo consideriamo la nostra analisi ancora in corso.

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