BUFALA Gentiloni: Necessaria tassa sul Wifi di casa

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Ci segnalano un articolo pubblicato il 20 Gennaio 2017 sul sito Il Corriere d’Italia:

Gli italiani spesso si lamentano di essere i più tassati di Europa ma se non vogliono essere espulsi dalla comunità europea devono rispettare certi standard economici facendo dei necessari sacrifici. Questo sostiene il Premier Gentiloni, strenuo difensore dell’importanza della moneta unica e del privilegio di appartenere all’Unione europea. Per questo, per evitare il deficit pubblico, oltre ai vari tagli sulla sanità, sarà indispensabile iniziare a tassare un altro bene, ormai diventato di uso pubblico e quotidiano, il wifi di casa. Gentiloni si difende da possibili accuse affermando che, se avesse voluto truffare davvero i suoi connazionali, lo avrebbe fatto tassando le ricariche telefoniche. Infatti, così facendo il ricavo sarebbe stato maggiore dato che ognuno di noi possiede una scheda, se non due, mentre il wifi è di uso collettivo, di solito uno per famiglia. Secondo lui, non c’è da scandalizzarsi dato che questo disegno di legge non è poi così diverso dal canone Rai. Una tassa comprensibile su un mezzo indispensabile che andrebbe a toccare le tasche sia delle classi più abbienti sia della classe media, evitando le fasce sociali più indigenti che sicuramente non possiedono un wifi. Ovviamente, nonostante le rassicurazioni del Premier sulla non incisività di tale tassa sul reddito delle famiglie italiane, severe e dure sono state le critiche dell’opinione pubblica. Tassare la bolletta del Wifi è un po’ come farlo con i condizionatori in piena estate. Una sorta di “multa ingiusta ed inevitabile”. I partiti populisti si sono scagliati contro questa proposta di legge affermando che, se si volesse davvero risollevare il paese, basterebbe combattere l’evasione fiscale, tassando, magari, anche i beni di lusso o non quelli di primaria necessità.

Ciò che prevediamo per il futuro è uno spin-off della pellicola La notte dei morti viventi di George A. Romero, magari realizzato grazie a un crowdfunding o con i denari accumulati dagli annunci pubblicitari che tutti i siti bufalari o pesudo-satirici raccoglieranno per il noleggio del materiale e per l’ingaggio di uno sceneggiatore. Il titolo potrebbe essere “La notte delle bufale morte viventi”. Titolo che suona male, ma confidiamo nella fantasia dei creatori di fuffa del web.

Ciò che leggiamo nell’articolo preso in esame è una bufala riciclata su una tassa sul Wi-Fi già attribuita all’ex premier Matteo Renzi e smentita in un nostro articolo del 9 Luglio 2016. Testo identico con sostituzione del soggetto. La notizia – che notizia non è – non ha riscontro in alcuna testata ufficiale così come in alcun comunicato del Governo e della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nessuna fonte, nemmeno con un telescopio.

Bufala, dunque. Semplicemente.