Tag: Mohamed

  • Anziano italiano dorme in auto mentre un nigeriano prende soldi statali

    Anziano italiano dorme in auto mentre un nigeriano prende soldi statali

    La polemica sui migranti che sarebbero sostenuti dallo Stato mentre gli italiani non riceverebbero alcun aiuto continua, ed alimenta anche le fake news. Così su Facebook arriva anche il classico collage di due foto, e due storie agli opposti. L’anziano italiano che è costretto a vivere in auto, dopo una vita di lavoro e sacrifici, e il migrante che se la gode in hotel, con telefono, vitto e sostegno dello Stato.

    È questo quello che vuole rappresentare una foto pubblicata su Facebook, dal 2 maggio, in cui si parla di un certo Giorgio, di 93 anni, senza casa, e Mohamed, nigeriano ventenne, con hotel a 5 stelle, iPhone, diaria giornaliera fornita dallo Stato.

    La notizia che i migranti percepirebbero dei soldi è stata più volte smentita, così come quella che alloggerebbero in alberghi di lusso. Inoltre, le due persone nella foto sono state identificate. L’anziano è un greco, Konstantinos Spanos, che all’epoca della foto era utracentenario, e viveva tranquillamente nella sua casa sull’isola di Ikaria.

    Il secondo è Jeff Mills, di nazionalità americana, imprenditore discografico e Dj abbastanza affermato.

  • BUFALA L’Italia del PD: Giorgio e Mohamed

    BUFALA L’Italia del PD: Giorgio e Mohamed

    Sì, lo sappiamo.

    A volte nascono da pagine Facebook palesemente satiriche, altre volte da buontemponi che da subito manifestano il loro intento ironico, altre ancora da bufalari consapevoli. Quando sfuggono di mano, però, diventano esche per condivisori compulsivi, ignari del fatto che un’immagine con scritta sovrimpressa, in assenza di fonti, può essere una bufala.

    Ci segnalano, oggi, l’ennesimo caso. Un utente Facebook ha pubblicato un’immagine che, per sua gioia e suo giubilo, ha totalizzato un centinaio di migliaia di condivisioni:

    PD + italiano abbandonato dal Governo + straniero nell’agio con iPhone (perché altri dispositivi Android sono invece economici, certo): esplosione di condivisioni.

    Giorgio

    La sua storia è riportata in un servizio pubblicato dalla CNN l’11 giugno 2016 e l’uomo risponde al nome di Kostantinos Spanos. 103 anni oggi, era stato citato dalla CNN per un’inchiesta sui centenari dell’isola di Ikaria, in Grecia.

    Mohamed

    Il Mohamed (nome originale) del nostro viralizzatore in realtà si chiama Chinedu Peter Okafor, noto alle cronache per esser stato arrestato in India nel Giugno 2017 per possesso di sostanze stupefacenti.

    Grecia, India. Nessuna Italia. Nessun PD.

  • BUFALA Il primo si chiama Mario; Il secondo si chiama Mohamed – bufale.net

    BUFALA Il primo si chiama Mario; Il secondo si chiama Mohamed – bufale.net

    bufala decima comandante mask

    Ci segnalano questo post della pagina Facebook Decima Comandante:

    bufala decima comandante

    [aggiornamento: il post è stato rimosso, ma è visitabile presso questo archivio] Anche senza verifiche possiamo affermare che si tratta dell’ennesima formula “italiano meritevole VS immigrato privilegiato”. L’eroe di guerra Mario a quanto pare non ha cognome, e questo si aggiunge all’inattendibilità del post. Andiamo ad analizzare le due foto distintamente.

    Mario non esiste. L’autore del post, maldestro, ha caricato una foto di Petr Nad che riporta la filigrana di Dreamstime, un noto sito di immagini stock e la stessa immagine compare in diversi altri siti che l’hanno acquistata per porla in evidenza nei loro articoli:

    mario dreamstime

    Mohamed, invece, chi è? Dopo un’estenuante ricerca protratta per ore tra i vari servizi web e mobile (da Google Immagini a TinEye, passando anche per app come Google Goggles) non abbiamo avuto risultati. Abbiamo chiesto l’ausilio dei lettori, ma il muro di gomma si è innalzato anche per loro. Le ipotesi a riguardo sono tante, dal businessman africano in vacanza all’afroamericano in stato di relax. La cosa certa è che Mohamed è uno stereotipo. Il nome Mohamed, che per associazione mentale riconduce all’ Islam, che a sua volta richiama parole come clandestino/profugo/immigrato, invasione, privilegio e addirittura terrorismo. Mohamed e Abdul ricorrono sempre fra le generalità di personaggi fittizi che sbarcano in Italia per vivere da nababbi alle spese degli autoctoni.

    Non ci è dunque dato sapere chi sia il ragazzo di colore che compare nella foto. Possiamo certamente affermare che nemmeno l’admin di Decima Comandante è in possesso dell’identità del ragazzo fotografato. Un utente, infatti, ha chiesto spiegazioni sulle foto e l’Admin ha risposto restando sul vago, affermando sopratutto che “I Mohamed li puoi trovare anche tu dove abiti”. Stereotipo, dunque, creato per buttare nello stesso calderone ogni individuo dalla pelle scura.

    Bufala, dunque. L’ennesima senza fonti, senza prove né possibilità di riscontro. L’ennesima che registrerà tante condivisioni e contribuirà a diffondere un verbo sbagliato.

    Bufale.net ringrazia tutti gli utenti che si sono impegnati per aiutare nella ricerca della vera foto del presunto Mohamed.

  • BUFALA Il mistero dell’autore della strage di Nizza: qualcosa non torna – bufale.net

    BUFALA Il mistero dell’autore della strage di Nizza: qualcosa non torna – bufale.net

    duebufalenizzaCi segnalano i nostri contatti il seguente articolo, targato Sapere è un dovere e relativo a presunte rivelazioni sulla vicenda di Nizza, che ad oggi ha superato le mille condivisioni.

    Articolo che, sostanzialmente, si incardina sul commento a due filmati, con un teaser che rimanda alla pagina social per maggiori dettagli.

    Maggiori dettagli di cui non ce ne sarà bisogno, dato che il testo ricicla due vecchie bufale molto diffuse nei giorni immediatamente successivi al disastro, riportate da Il sussidiario

    Ma andiamo con ordine e riepiloghiamo le due parti:

    1.  Mohamed Lahouaiej Bouhlel non è morto, ma è stato arrestato e condotto chissà dove

    La fonte è un video esclusivo dell’arresto. Così esclusivo da aver  fatto ripetutamente il giro dei media e dei social nonostante le preghiere delle autorità di limitare il clamore mediatico rispetto alla tragedia.

    Così occulto che il fatto che quella sera furono fermate e tradotte in carcere altre persone è fatto noto, come tale Gwenaël, probabilmente proprio il tizio ritratto, che ha  dichiarato al quotidiano locale Nicematin di essere stato fermato dagli agenti sul luogo della tragedia con un coltello in mano  e, sospettato di essere un terrorista affiliato a Daesh, in realtà ha rivelato di aver “semplicemente” inseguito il camion brandendo l’oggetto contuntendente nel tentativo di fermare le sue azioni con una manovra  eroica quanto fai-da-te.

    Così occulto che, nonostante le preghiere (non divieti: preghiere) di evitare la condivisione compulsiva di frammenti di una tragedia, un malcelato edonismo mediatico che porta la morte ed il dolore ad essere ricercati oggetti del desiderio ha portato i media, i social e la blogosfera a ripetere il macabro circo dell’orrore ancora ed ancora, ogni volta con affermazioni sempre più incredibili.

    Troverete il video nell’articolo: ci perdonerete se decidiamo di sottrarci al circo del dolore risparmiandovene l’ennesima reiterazione.

    2.  Mohamed Lahouaiej Bouhlel non è morto, ma si trova in Tunisia

    A parte il fatto che la contraddizione tra le due parti dell’articolo è evidente,  in quanto lo stesso soggetto non può essere morto, in prigione e in uno stato estero come un moderno gatto di Shroedinger simultaneamente vivo, morto, tradotto in carcere ed a piede libero,  anche questo video è un riciclo di una precedente bufala.

    Le indagini degli inquirenti sui documenti e le impronte digitali del cadavere di Bouhel, riportate da Nextquotidiano, sono abbastanza chiare

    Bouhlel ha lasciato il camion parcheggiato per circa 9 ore nei pressi del luogo dell’attacco nonostante il divieto per i mezzi pesanti durante le festività. Tutte le strade intorno al luogo dell’assalto erano state chiuse alle 15. Ma fermato dalla polizia, l’uomo ha spiegato che stava consegnando gelati. Secondo alcune informazioni raccolte, Bouhlel era sotto controllo giudiziario in seguito ad un incidente: aveva tamponato quattro veicoli dopo essersi addormentato al volante.  Da quando era iniziata la procedura per il divorzio dalla moglie, Mohamed Lahouaiej Bouhlel, l’attentatore di Nizza, appariva “depresso e instabile”. Secondo un’altra testimonianza dei vicini, riportata stavolta da Bfm Tv, l’uomo “non aveva fatto per intero il Ramadan quest’anno” e non sembrava seguire strettamente i precetti della religione. A quanto pare l’attentatore aveva già avuto a che fare con la polizia ma per reati contro il patrimonio: nulla di collegato ad attività terroristiche. “Attualmente sono in corso diverse operazioni, soprattutto a Nizza”, ha aggiunto la stessa fonte. La polizia francese ha identificato dalle impronte digitali l’autore della strage nella notte a Nizza. Secondo BFMTV, la polizia è riuscita a verificare l’identità dell’autore della strage ma ancora non ha divulgato il nome. Gli inquirenti hanno comparato le impronte con un documento di identità trovato sul camion e che era a nome di un franco tunisino di 31 anni, che abitava a Nizza, che aveva precedenti per reati di delinquenza comune, ma che non era nel mirino dell’antiterrorismo. A bloccare il killer sono state tre persone: l’uomo “è stato neutralizzato da un uomo e due poliziotti”, uno dei quali è una donna, come ha raccontato a radio Europe 1 il presidente del Dipartimento delle Alpi Marittime Eric Ciotti. “Una persona è saltata sul camion per tentare di fermarlo – ha detto Ciotti -. E’ a quel momento che la polizia è stata in grado di neutralizzare questo terrorista”.  L’autore della carneficina di Nizza “è nato a Sousse”, in Tunisia e “non è inserito in nessuna lista di ricercati per terrorismo”

    Notare come anche nel verbale e nelle dichiarazioni relative all’identificazione appaia come presente sul camion il citato Gwenaël.

    Comunque,  è ovvio che ci sia un Bouhel tunisino che dalla Tunisia spedisce un filmato esibendo una carta di identità con lo stesso nome dell’attentatore: i casi di omonimia esistono anche all’estero, per quanto il link sottopostoci sembri non concordare.

    Nice-terroriste

    Ed è dal portale tunisino Kapitalis che apprendiamo la storia: non è solo l’Italia quindi a spacciare Debora Caprioglio per “Deborah Renzi”  e l’intrigante ed affascinante detective di un noto telefilm per una sorella della Boldrini, ma anche il portale ammette che, con costernazione di  un secondo  Mohamed Lahouaiej Bouhlel, incensurato e sottoshock, con l’unica colpa  di avere il nome ed una labile somiglianza con l’assassino, come potrete vedere aprendo l’articolo in lingua francese o guardando la foto precedente, di lì prelevata, i  media locali sono stati invasi da sue foto additandolo come il terrorista di Nizza, spingendolo a rilasciare interviste e chiedere di porre rimedio a questa pericolosa confusione.

    La somiglianza, invero, è assai labile: il Mohamed di Tunisia, quello innocente ed a piede libero, in comune con l’assassino ha in comune solo il nome e la curva del labbro. Ma questo non è stato sufficiente a gettarlo in pasto al popolo della Rete, costringendolo a pregare di essere lasciato in pace davanti ad una Webcam.

    Reiteriamo anche noi adesso la sua preghiera, lasciandovi con l’invito a verificare.

    #ioverifico serve anche a questo: se, come avvenuto in passato, sono bastate bufale ben piazzate per suscitare odio e reazioni scomposte verso personaggi famosi, cosa potrà mai accadere se un innocente dovesse pagare la sua omonimia ed una vaga somiglianza della curva della bocca con un assassino?