Esiste un’emergenza rapimento bambino o una psicosi rapimento bambini?

di Shadow Ranger |

bufala sindaco di lonigo
Esiste un’emergenza rapimento bambino o una psicosi rapimento bambini? Bufale.net

Il sottilissimo confine tra emergenza e psicosi viene spesso superato, complice una gestione mediatica delle emergenze.

Una legge non scritta della diffusione mediatica vuole purtroppo che un evento che “colpisce” sia trattenuto a lungo dalla stampa, ed improvvisamente accenda fari su eventi simili. Ricorderete i vari casi di “aggressioni di cani”, quando nel 2024 “è andata sempre più allungandosi la lista dei casi di cronaca che vedono al centro violente aggressioni, a volte con esito fatale, da parte di cani di razza pitbull nei confronti di persone e purtroppo anche di bambini”.

E ricorderete la triste saga degli “eventi avversi” con la quale i novax infestano i social, complice una risonanza mediatica “malata” per cui improvvisamente ogni malore che prima era semplicemente “un malore” doventa oggetto di discussione.

Non è che i fenomeni improvvisamente aumentano di intensità: semplicemente diventano mediaticamente di impatto.

Esiste un’emergenza rapimento bambino o una psicosi rapimento bambini?

Partiamo dai fatti: c’è stato un tentativo di rapimento, ed è vero e incontestabile, nella Caivano già piagata da vicende mediatiche trascorse, c’è stato un allarme a Scandicci e a Bergamo un uomo è stato arrestato per aver causato lesioni ad una bambina nel tentativo di rapirla, “convinto che fosse un peluche” (a suo dire).

Sono fatti questi sì gravi, che scuotono assai le coscienze.

Ma che portano alla luce anche l’istinto di creare fake news, ovvero audio spaventosi con eventi mai accaduti. Ce ne hanno mandati un paio. Nel primo un individuo con una voce maschile baritona e con un forte accento parla di un “mercato nero di essere umani (sic!!) dai due ai sette dieci anni con ricompensa”. Voce che cita i casi mediatici promettendo informazioni su come evitare questa moderna tratta.

Esiste un'emergenza rapimento bambino o una psicosi rapimento bambini?

Esiste un’emergenza rapimento bambino o una psicosi rapimento bambini?

Un secondo video invece ha una voce femminile dall’accento fortemente partenopeo che dichiara di aver saputo dalla solita cugina immancabile nelle leggende metropolitane che ci sono “tre furgoni di Rom” che rapiscono i bambini.

Ma come ricordano le stesse autorità molti di questi audio non hanno riscontri, anzi possono configurare casi di procurato allarme.

Cui prodest? A chi giova?

Ad esempio il fatto che il secondo audio citi espressamente “i Rom” come parte dell’indotto riporta alla mente la leggenda metropolitana dei “rapimenti degli zingari”, leggenda metropolitana esplosa negli anni ’90 del secolo passato ma che affonda le sue origini sin dal XIII secolo (quando in assenza di una comunità Sinti accertata, si scaricava la colpa sugli “ebrei dei ghetti”), con una recrudescenza intorno al 20’14 che costrinse proprio i Carabinieri di Soverato a lanciare un allarme.

Sostanzialmente chi diffonde questo tipo di allarmismi lo fa per due motivi diversi. Il primo è “lastricato di buone intenzioni”: far paura e seminare panico in modo che l’ascoltatore prenda in atto delle buone pratiche. L’esempio è la storia dei “rapimenti zingari” diffusa, ai danni però delle comunità Sinti accusate di gravi reati e spesso oggetto di linciaggi improvvisati, il cui scopo potrebbe astrattamente essere “incutere nei genitori il timore necessario a ricordarsi di custodire i bambini con maggiore cura”.

Il secondo è semplicemente “farsi da parte e vedere di nascosto l’effetto che fa”, seminando panico per il gusto di seminare panico. Non è la prima volta che vediamo improbabili allarmi su Whatsapp, non ultimo uno dedicato al conflitto in Ucraina che millantava blocchi di gas ed energia elettrica a tempo illimitato.

Bisogna quindi saper distinguere l’allarme dall’allarmismo, la notizia reale dall’allarmismo ed evitare, come ogni “stagione mediatica”,  di ricadere nelle psicosi.

Vecchie bufale risorte in una nuova

Un indizio che può aiutarci a distinguere l’allarme dall’allarmismo è che i secondi ripetono stilemi già esaminati. Entrambi gli audio da noi ricevuti ripetono infatti sia l'”accusa del sangue” contro i nomadi che la teoria del complotto della “carretta che ruba gli organi”, la seconda sospinta dalle polemiche social sul caso del bambino operato all’ospedale Monaldi di Napoli e recentemente spirato per complicazioni dovute al danneggiamento del cuore usato per il trapianto incerimoniosamente ribattezzato dai media “Il bambino dal cuore bruciato” (anche per capitalizzare sulla keyword SEO “cuore bruciato”)

Come spiegammo all’epoca, proprio la storia del bambino operato al Monaldi in realtà prova che la teoria dei “rapimenti per rubare organi” è impossibile.

Abbiamo visto come persino strutture ospedaliere possono compiere errori fatali, figurarsi un ipotetico “furgoncino bianco con gli zingari” che rubano gli organi, ignari dello stato di salute delle presunte vittime di espianto forzato e privi degli strumenti tecnici per lo stesso.

Ma le leggende metropolitane non muoiono mai, proprio perché chi le diffonde ritiene di essere in buona fede e di non essere mai nel torto condividendo.

Se il nostro servizio ti piace sostienici su PATREON o con una donazione PAYPAL.

Ultimi Articoli