È arrivato il Virtual Boy 2.0: stessa nostalgia, (un po’) meno mal di testa

In vista dell’annuncio del Virtual Boy per Nintendo Classics Online avevamo parlato dei vizi e delle virtù dell’originale prodotto, “il più grande fallimento di Nintendo”.

Questa volta però Nintendo cade in piedi: ci sono voluti ventuno anni, ma finalmente Nintendo riuscirà a monetizzare il più grandioso fallimento della sua carriera.

È arrivato il Virtual Boy 2.0: stessa nostalgia, (un po’) meno mal di testa

Questa mattina ci ha accoltocon la possibilità di scaricare l’app di Virtual Boy per Nintendo Classics.

Peso infimo: 62 Mega che contengono praticamente l’emulatore e la maggior parte dei giochi rilasciati per la piattaforma

Non che ci volesse poco, del resto esistevano solo 22 giochi su licenza o Nintendo, di cui alcuni disponibili solo in Giappone. Per ora si parte da 3D Tetris, Galactic Pinball, Golf, The Mansion of Innsmouth, Red Alarm, Teleroboxer e Red Alarm.

Inesplicabile la scelta di non partire da Mario’s Tennis, la killer app della piattaforma.

Nonstante sia disponibile anche un visore in cartone, abbiamo deciso di provare dall’esperienza così come avrebbe dovuto essere all’epoca: il visore di plastica, pesante, rigido, abbastanza pratico però dato che nonostante Switch e Switch 2 siano console portatili, tenerle premute sugli occhi col visore di cartone e i joycon avrebbe potuto comunque essere poco pratico.

Come funziona l'emulazione
Come funziona l’emulazione

Anche il visore di cartone però ha i suoi vantaggi, consentendo di usare i JoyCon e i JoyCon 2 come impugnature per chi preferisse giocare in piedi o senza assemblare il visore “stile originale”.

Il packaging del visore denuncia l’ormai sempre pià vicino passaggio di focus da Switch a Switch 2: nonostante Nintendo supporti entrambe le console, il Visore arriva preinstallato col supporto posteriore per inserire la Switch 2, e il supporto Switch è opzionale, in una tasca nella custodia.

Non ci sarebbe stato bisogno di essere così dettagliati, eppure si è ritenuto di doverlo essere
Non ci sarebbe stato bisogno di essere così dettagliati, eppure si è ritenuto di doverlo essere
Non ci sarebbe stato bisogno di essere così dettagliati, eppure si è ritenuto di doverlo essere
Non ci sarebbe stato bisogno di essere così dettagliati, eppure si è ritenuto di doverlo essere

Dal punto di vista funzionale l’emulazione si basa sullo stesso sistema del Nintendo Labo, il visore di cartone della Switch primo modello, più un foglio di plastica rossa per mimare i led del Virtual Boy originale.

Foglio di plastica removibile con un po’ di forza, così Nintendo potrà allegramente mungerci con nuovi fogli di plastica colorati per aggiungere la funzione “cambio colore” che l’originale Private Eye (antesignano del Virtual Boy prodotto da RTI, visore per realtà aumentata che fu “raddoppiato” in un paio di occhiali per diventare il prodotto finale) non aveva.

La scelta del colore rosso, ricordiamo, era dovuta ai tentativi di evitare lo stress ottico. In questo caso l’affaticamento oculare si percepisce, ma meno.

L’emulatore conserva gli avvisi “terroristici” sulla necessità di pause e persino emula la funzione che mette in pausa il gioco ogni mezz’ora per evitare mal di testa percepiti dai giocatori come nocivi. Un sistema di messa a fuoco interno consente di cimentarsi nei giochi.

Giochi semplici all’inizio, tranne l’ambizioso Mansion on Innsbruck che sfrutta il 3D per creare ambientazioni gotiche e spaventose. L’effetto 3D è sorprendentemente ben riuscito, e l’uso di un display LCD o OLED (a seconda dei casi) anziché la struttura a led dell’originale Virtual Boy lo rende persino più riposante, anche se il passaggio dal “buio pesto illuminato da un display” alla luce di una stanza genera comunque quella sensazione di vintage straniante che un “vero” visore 3D non ti offrirebbe.

Le "lenti rosse" che creano l'effetto vintage
Le “lenti rosse” che creano l’effetto vintage

Il visore di cartone è, beh, un visore di cartone. Quello di plastica è una replica raffinata in ogni dettaglio, comprese le porte di comunicazione e la regolazione audio che ovviamente, il Virtual Boy emulato non ha (ma restano accessibili dal tasto Home, e si potranno collegare le cuffie al Pro Controller 2 della Switch 2).

I due visori
I due visori

Alla fine della fiera avremo comunque un prodotto divertente (l’esistenza della versione in cartoncino ne riduce il costo) che, attirando l’utente nostalgico sugli abbonamenti online necessari allo sblocco delle Console Virtuali finalmente rimetterà in pari una delle poche partite di bilancio negative di Nintendo.

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