Sta davvero sparendo l’autoradio?
Ci segnalano i nostri contatti un articolo per cui sta sparendo l’autoradio, che annuncia una “strage di autoradio” e la fine della produzione delle stesse.

Sta davvero sparendo l’autoradio?
Si tratta, come al solito, di clickbait, non a caso proveniente da un circuito che abbiamo visto indulgere nel sensazionalismo.
Sta davvero sparendo l’autoradio?
Partiamo dai fatti: le autoradio sono ancora in vendita.
E non solo i sistemi di infotaiment dall’aspetto moderno, ma la moda del retro è arrivata anche nel mondo delle autoradio, complice il ritorno al tasto fisico previsto come prerequisito nei test di sicurezza nCAP e le normative di sicurezza Cinesi (ormai la Cina è uno dei principali attori del settore automobilistico mondiale).
Sono quindi apparsi modelli come il Pioneer SXT-C10PS, repro di un lettore di cassette che nel cassettino per l’audiocassetta nasconde connettori moderni e presenta un’estetica led e tasti luminosi.
L’autoradio non sparirà presto: quello che invece ha spinto il Mimit Italiano a richiedere l’installazione di dispostivi atti alla ricezione di radiofrequenze come obbligo anche sui nuovi veicoli è la progressiva migrazione nell’uso da sistemi basati sulle radiofrequenze all’affiancamento di sistemi di streaming e radio IP, con la radio “tradizionale” nascosta tra le opzioni nell’autoradio.
Questo non significa che l’autoradio sparirà, modelli come abbiamo ci sono ancora in vendita. Ma proposte come quella del Mimit intervengono a ricordarci che il dibattito è tutt’altro che scontato e che si rende necessario ammettere che, specie in situazioni di emergenza, è ancora presto per decidere di passare dalla radio alla radio IP.
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