La storia dell’eroico salvataggio del cane di Grady Johnson dal catrame di La Brea è un falso
La storia dell’eroico salvataggio del cane di Grady Johnson dal catrame di La Brea è un falso, ottenuto assemblando foto di due storie diverse, peraltro una che effettivamente riguarda il tentato salvataggio di un animale di affezione ma finito malissimo

Andiamo con ordine e partiamo dal “fotoromanzo social” che, come sempre in questi casi, ha scaldato il cuore della rete.
La storia dell’eroico salvataggio del cane di Grady Johnson dal catrame di La Brea è un falso
La storia proposta è il tipico “fotoromanzo social”, storia di “bambini, eroi e buoni sentimenti, felici e contenti” buttata sui social per dare “vibrazioni positive, preghiere e likes facili”.
Nella storia l’eroico Grady Johnso, proprietario di un cane, si è accorto che lo stesso si era tuffato nelle pozze di catrame di La Brea a Los Angeles, vera e propria capsula del tempo che ha intrappolato nei millenni diversi animali in cerca di cibo.
La “storia social” ha però un lieto fine: “Grady Johnson” viene curato dagli infermieri e dai medici e si rimette in forze, ma anche il suo amico peloso si rimette in forze e si salva, e tutti lodano il sacrificio dell’eroe che ha “sfidato una trappola preistorica” per salvare il suo amico.

La storia reale
In realtà la storia è una conflazione di più storie. La storia principale, quella da cui viene il “fotoromanzo social” riguarda Jack Young, che nel gennaio del 1951 effettivamente si gettò nel catrame per cercare di salvare il suo amico a quattro zampe.
La storia, riportata dal Los Angeles Examiner con foto disponibili su Getty Images tra cui quella usata nelle condivisioni fake non ha però un lieto fine: Jake Young si è salvato quando il catrame è stato ripulito dalle sue braccia e gambe, il suo amico cane no, è morto durante il trasporto alla clinica veterinaria.
Il salvataggio e il tentato salvataggio si devono all’azione di tre bambini, Leo Cohen di 9 anni, Sanford Kaufman di 10 anni e Michael Rose, anche esso decenne, ritratti mentre si stringono attorno al cagnolino (un cocker spaniel) moribondo e autori del salvataggio in quanto hanno usato un bastone da far afferrare a Young per tirarlo verso la riva

Charles S. Smith spacciato per “Grady Johnson”
Questo attiene le prime foto: una seconda foto con un uomo ricoperto da capo a piedi di catrame e piume invece ritrae Charles S. Smith, imprenditore immobiliare che nel febbraio del 1951 è stato ritrovato in una roulotte cosparso di sciroppo e piume a imitazione della punizione tradizionale della “pece e piume”, immortalata anche nella narrativa (dove un malfattore viene incatramato e ricoperto di piume), a suo dire in quanto confuso con un autentico malfattore che avrebbe danneggiato il trio.
Si tratta dunque di una storia inventata ricostruita dando un “finale alternativo” ad una storia reale priva del lieto fine e aggiungendo foto di un imprenditore immobiliare coperto di sciroppo.
Se il nostro servizio ti piace sostienici su PATREON o
con una donazione PAYPAL.