No, questa non è casa di Netanyahu in fiamme, distrutta da un drone
Ci segnalano i nostri contatti un video su X che dovrebbe mostrare casa di Netanyahu in fiamme, distrutta da un drone. Anche questo video segue la falsariga di un video precedente: pubblicato da una “spunta blu”, ripubblicato in Italia.

No, questa non è casa di Netanyahu in fiamme, distrutta da un drone
Esattamente come nel video del goffo cartonato di Mojtaba Khamenei portato in trionfo e buttato per terra da un inserviente in lacrime, si tratta di una fake news, anche se non prodotto dell’AI, ma vecchia scuola.
Ovvero l’ennesimo video decontestualizzato.
No, questa non è casa di Netanyahu in fiamme, distrutta da un drone
La presunta casa del Presidente Isrealiano bruciata da missili e droni infatti si trova (o meglio, si trovava) in America al civico 629 di Park Place a Galloway Township, una borgata nella contea di Atlantic, nello stato americano del New Jersey.
La dimora ha preso fuoco l’otto febbraio del corrente anno, bruciando per diverse ore. Fortunatamente gli abitanti sono stati svegliati dagli allarmi anti-incendio, perfettamente funzionanti, e sono riusciti a fuggire mettendosi in salvo e lasciando che le autorità domassero le fiamme.

La casa su Google Earth
Su Google Earth è ancora disponibile una vista dell’immobile pre-incendio che ovviamente se è nel New Jersey non può essere in America.
Si tratta dello stesso fenomeno visto per la bufala della “casetta dal tetto rosso” in California, secondo la bufala una “casa di Cristiani protetta da Dio che invece ha lasciato che i vicini perdessero la vita e/o le loro case nell’incendio di Gennaio del 2025” (restituendo l’immagine di un Dio insolitamente crudele, vendicativo e parziale…) ma secondo la verità la casa di un eccentrico ma previdente immigrato Giapponese alle Hawaii che, stanco di vedere nel quartiere dove si era trasferito casupole di legno e cartongesso aveva deciso di erigere personalmente una dimora in spesso cemento armato, ottenendo qualcosa in grado di resistere, decenni dopo, allo tsunami di Maui del 2023.
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