No, questa foto del soldato dell’IDF che fotografa una donna Palestinese sull’Espresso non è un prodotto della AI

Ci segnalano una foto del soldato dell’IDF che fotografa una donna Palestinese sull’Espresso, accusata dai commentatori di essere una creazione antisemita fatta con l’Intelligenza Artificiale sulla base di dettagli spuri, rinforzati da “analisi con AI”.

Sostanzialmente siccome la divisa non sarebbe “coerente con le divise delle altre foto” e il soldato avrebbe un anello, allora la testata sarebbe colpevole di avere creato una immagine con l’Intelligenza Artificiale a scopo antisemita.

No, questa foto del soldato dell'IDF che fotografa una donna Palestinese sull'Espresso non è un prodotto della AI
No, questa foto del soldato dell’IDF che fotografa una donna Palestinese sull’Espresso non è un prodotto della AI

Ma la foto è reale, e si tratta di un effetto collaterale dell’era della disinformazione a mezzo AI: nel diluvio di foto create con l’AI che ci circondano ormai quotidianamente, diventa sempre più difficile riconoscere il vero dal falso, e spesso il vero viene accusato di falsità.

No, questa foto del soldato dell’IDF che fotografa una donna Palestinese sull’Espresso non è un prodotto della AI

La foto è uno scatto del fotografo Italiano Piero Masturzo, collaboratore abituale di L’Espresso, Internazionale, Il Corriere della Sera, Republik, Le Monde, Geo, Stern, Marieclaire e The New Yorker, meno abitualmente di altre testate, premiato nel 2010 con il prestigioso Picture of the Year dalla fondazione World Press Photo per il suo lavoro in Iran.

Indubitabilmente quindi un fotografo vero e non un prodotto dell’intelligenza artificiale o un prestanome della stessa.

La foto fa parte della galleria Prospekt Palestine Project dell’Ottobre del 2025, lavoro a sei mani e sei occhi del citato Masturzo coi colleghi Francesco GiustiSamuele Pellecchia (anche loro nel roster abituale di collaboratori dell’Espresso).

Lo stesso personaggio raffigurato in una foto Laif for Die Zeit
Lo stesso personaggio raffigurato in una foto Laif for Die Zeit

La foto raffigura lo stesso soggetto comparso in diverse altre foto di Masturzo legate al progetto (qui e qui) e in uno scatto di Daniel Berehulak per l’Agenzia Fotografica Laif come parte di un gruppo di soldati dell’IDF schierati a protezione di alcuni coloni Israeliani accusati di impedire l’accesso alle coltivazioni di ulivo da parte di contadini Palestinesi, circostanza narrata in quei mesi dalle Nazioni Unite ed oggetto del reportage di Masturzo, Giusti e Pellecchia.

Noterete come in tutte le foto in cui il personaggio in abiti paramilitari compare, questo indossa gli stessi abiti della foto di Masturzo accusata di essere falsa, smentendo la “pistola fumante della falsa divisa”.

A seguito delle accuse di “mendacio a mezzo AI” alcuni commentatori hanno rintracciato Masturzo sui social, che ha confermato la veridicità delle foto con le seguenti parole

“ti confermo che questa foto è vera al 100% . Siccome diverse persone stanno cadendo nella trappola propagandistica di chi cerca di screditare questa copertina farò un post per chiarire definitivamente la veridicità di questa foto.
In definitiva: NO, non è intelligenza artificiale! …”

Definendo quindi il post originale parte di una campagna di disinformazione.

Possiamo inoltre confermare, avendolo noi stessi riscontrato, che i tentativi di fact checking “a mezzo AI” sono destinati al fallimento per una serie di ragioni.

Le AI ragionano in modo statistico e non in base alla realtà dei fatti, e inoltre un prompt scorretto come potrebbe essere ad esempio “Grok, confermami perché questa foto è falsa” potrebbe generare le c.d. allucinazioni, ovvero risposte errate date dalla combinazione di una domanda mal posta con un insieme imperfetto di dati.

La pubblica smentita di Masturzo
La pubblica smentita di Masturzo

Nella giornata di ieri Masturzo, citando gli altri due giornalisti, ha pubblicato su Facebook un post con circostanze di dettaglio della foto originale e un video esplicativo, ulteriormente fornendo dettagli di geocalizzazione e contesto, ovvero:

Ho scattato questa foto nel villaggio palestinese di Idhna (a ovest di Hebron) lo scorso 12 ottobre, nel primo giorno di raccolta delle olive. Doveva essere un giorno di festa. Oltre ai proprietari del terreno e alle diverse famiglie di palestinesi venuti ad aiutare nella raccolta, sul luogo erano presenti anche le autorità palestinesi locali, un gruppo di attivisti internazionali e diversi giornalisti palestinesi e internazionali, compreso il New York Times.

I “verificatori AI di intelligenze artificiali” hanno infatti ancora la tendenza a generare un numero di falsi positivi pari solo ai falsi negativi che generano, rendendo essenziale che il fact checker riscontri personalmente le fonti.

Non è neppure un caso che la bufala contro l’Espresso sia partita da un account “spunta blu”, categoria che continuiamo a vedere appare spesso nella diffusione di fake in quanto la “spunta blu” conferisce l’illusione di un contenuto verificato.

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