No, questo video non raffigura un islamico che vandalizza un supermercato in nome del Ramadan

Ci segnalano i nostri contatti un video postato su X da un account “spunta blu” che dovrebbe raffigurare un islamico che vandalizza un supermercato in nome del Ramadan.

No, questo video non raffigura un islamico che vandalizza un supermercato in nome del Ramadan
No, questo video non raffigura un islamico che vandalizza un supermercato in nome del Ramadan

Secondo la didascalia del commentatore, un chiaro tentativo di ragebait, il presunto islamico avrebbe dichiarato “perché non digiunate, vendete cibo e mangiate!“, quindi vandalizzando il supermercato nel tentativo di impedire ai cristiani di comprare e vendere cibo.

Si tratta di una bufala legata alla teoria complottistica del “doppio binario, la nota teoria secondo cui i governi occidentali sarebbero non solo impotenti, ma conniventi con presunti “crimini degli immigrati”, essendo solitamente morbidi con gli stessi e invece infliggendo pene crudeli e severe ai cittadini autoctoni e cristiani, fomentando quindo odio social che spesso sfocia in atti anche gravi. 

No, questo video non raffigura un islamico che vandalizza un supermercato in nome del Ramadan

Il video è stato deliberatamente scelto per mostrare un individuo somaticamente “arabo” in modo da poter capitalizzare sui sentimenti xenofobi degli spettatori, spesso animati da bias di conferma razzisti essi stessi o ignari del fatto che le “spunte blu” da tempo hanno smesso di essere garanzia di veridicità del contenuto ma solo della capacità economica di versare un canone mensile alla piattaforma.

In realtà il video mostra sì un uomo di origini Afgane, ma un disabile mentale in condizioni di forte disagio psichico.

In nessuna parte del video invoca questioni di fede o anche solo cita il Ramadan: come riferito dalle autorità il soggetto in questione è entrato nel supermercato, ha iniziato a vandalizzare tutto, ha esclamato “sì, ora chiamate la polizia” ed è stato trattenuto per il trattamento psichiatrico del caso il 22 febbraio.

Ricordiamo che i codici di condotta, deontologia e privacy richiedono che un disabile mentale o affetto da altre forme di disabilità in condizione che potrebbe risultare umiliante non siano pubblicati col volto in chiaro, cosa che il video invece fa (noi abbiamo invece censurato il volto).

Riassumendo non si tratta di un “crimine legato al Ramadan” e si tratta di un video che mostra un disabile psichico messo alla berlina sui social.

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