Le avventure della bella orologiaia Goth ai tempi degli spot in AI

La pubblicità è l’anima del commercio, e il commercio si nutre anche di improbabili bellezze piazzate a vendere cose. Cosa ottieni quando combini la tecnologia dei deepfake con un po’ di sfacciato spirito imprenditoriale?

Le avventure della bella orologiaia Goth, donnina sexy che ogni giorno produce orologi ornati con spuntoni di stagno da saldatura nel garage di casa, mentre i suoi genitori cercano di incoraggiarla.

Le avventure della bella orologiaia Goth ai tempi degli spot in AI
Le avventure della bella orologiaia Goth ai tempi degli spot in AI

Una bizzarra crasi tra gli spot pubblicitari “arricchiti con AI” e il clickbait della “bella pastorella/agente ICE/poliziotta che vuole click per sentirsi bella come Belen”.

Perché il meccanismo è lo stesso: una figura sensuale prodotta con la AI viene schierata come portavoce di un prodotto in un caso di dolus bonus, quel tocco fantasioso presente in ogni pubblicità.

Le avventure della bella orologiaia Goth ai tempi degli spot in AI

Certo, non è diverso dall’assumere una attrice per renderla portavoce di un prodotto. Non è diverso ma in un certo senso è più problematico.

Il precedente: Rilie Huntley

Problematico perchè la ragazza goth, che in alcuni ad viene identificata come Sarah Mavis (prendendo il nome da Mavis, protagonista femminile della saga di Hotel Transilvania che a sua volta è modellata sulla sua doppiatrice Selena Gomez), in realtà è modellata dall’intelligenza artificiale usando fattezze simili a quella di una vera goth girl del mondo del commercio, ovvero Rilie Huntley la Ragazza Best Buy.

Riley Huntley, originatrice dell'estetica goth applicata al commercio
Riley Huntley, originatrice dell’estetica goth applicata al commercio

Rilie Huntley era già infatti una content creator quando ha iniziato nel 2023 una serie di sketch in cui vendeva prodotti per Best Buy, catena commerciale dove era commessa nella vita reale, per poi diventare famosa ed essere assunta per una pubblicità di GameStop del 2025 dove veniva introdotta come la ragazza Best Buy con la compagnia di videogiochi orgogliosa di averla “portata via dalla ditta”.

Non è un caso che Rilie Huntley abbia portato, dal 2023 al 2025, l’estetica della venditrice goth a diventare virale, perché è proprio dal 2025 che Mavis la ragazza virtuale fa la sua apparizione.

Sarah Mavis e gli orologi virtuali ma non troppo

Stiamo camminando su una linea sottile: “Mavis” è abbastanza simile alla Huntley per evocare l’estetica Goth, ma non del tutto sovrapponibile in modo da consentire alla Huntley di rivendicare un diritto di immagine.

Semplicemente la Huntley ha stabilito un modello: se una bella ragazza dal sorriso accattivamente e il trucco goth (pelle con trucco “pancake” candido, rossetto nero e occhioni ingranditi dall’ombretto scuro) è stata abbastanza famosa per Best Buy e GameStop, può esserlo per ditte che lavorano in “dropshipping”, evoluzione 2.0 del “conto vendita” in cui il venditore (dropshipper) commercializza prodotti senza possederli fisicamente in magazzino, bensì trasferendo l’ordine a un fornitore terzo, che spedisce il prodotto direttamente all’acquirente.

Una venditrice AI (c’è chi ha esaminato i suoi video, confermando la natura AI) ha un vantaggio su una influencer di carne ed ossa: non devi pagarla, non devi concordare con lei lo spot, la programmi e lei recita ogni copione che vuoi.

Esempio di uno degli ad creati con AI
Esempio di uno degli ad creati con AI

E i copioni di “Mavis” sono sempre gli stessi: dapprima appare una bella ragazza in lacrime (che attira sempre l’attenzione) fiancheggiata da genitori dall’aspetto di anziani improponibili dell’America che sembrano presi da American Gothic di Grant Wood perché il suo business di orologi cosparsi di stagno e piombo dall’aspetto gotico e minaccioso sta fallendo.

Poi la ragazza appare intenta in attività assurdamente incompatibili con la produzione industriale degli orologi: armata di mascherone da saldatura, guanti e torcia all’acetilene intenta a fondere metalli in un crogiolo, intenta ad assemblare ingranaggi da orologio…

Tutti compiti che in precedenti iterazioni dei video venivano assegnati ad anonime figure maschili, che, evidentemente, vendono meglio con la lore di sfondo della bella fanciulla.

Non solo ragazze gotiche

Jeremy Finds AI, esperto nell’esaminare l’uso delle AI nel panorama della rete moderna, ha “inseguito” Mavis nei suoi luoghi virtuali, confermando qualcosa di cui ci eravamo accorti anche noi in redazione.

Altra venditrice alternativa
Altra venditrice alternativa

Esaminando i negozi Shopify attraverso cui “Mavis” vende il suo prodotto ha incontrato una pletora di prodotti venduti da assistenti virtuali. Noi stessi ci eravamo imbattuti in una donna virtuale dall’estetica diversa, una rossa dall’aspetto dimesso e sognatrice in lacrime perché non riusciva a vendere “quaderni coi draghi”, sempre con la stessa tipologia espositiva (la “modella virtuale piange”, la “modella virtuale” dimostra la sua arte), ma JFA ha invece scoperto un intero indotto di personaggi, una scuderia di commesse virtuali schierate alla vendita.

Altra venditrice alternativa
Altra venditrice alternativa

Abbiamo così una donna goth a metà tra Selena Gomez e Riley Huntley, una rossa dall’aspetto sognatrice ma anche una nativa americana “country girl”.

Ci sono insomma commesse virtuali per ogni occasione, incredilmente brave a vendere un prodotto, se non fosse che non esistono.

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