Negli ultimi anni, c’è stato un vero e proprio boom di vendite di “sale dell’Himalaya”. Ormai è presente in quasi tutte le tavole italiane e tutti, più o meno, ne abbiamo sentito parlare, magari attraverso qualche amico che ne enfatizzava le proprietà benefiche.
La prima volta che lo comprai, diversi anni fa, fui attratto quasi esclusivamente dal colore rosato. Non conoscevo le peculiarità, quasi miracolose, di questi cristalli e non mi preoccupai più di tanto per il prezzo esorbitante: ne valeva la pena, sorprendere gli ospiti con un sale dal colore così accattivante, magari da mettere in un macinino di quelli trasparenti che ne esaltassero la colorazione.
Per diverso tempo, continuai a pensare ad un sale con un bell’aspetto, niente di più. Lo usavo raramente e solo in occasioni un po’ particolari (con quello che mi era costato…).
Recentemente ho cominciato ad trovare questo sale ovunque, a casa di amici, al ristorante, in mensa. Si trova facilmente al supermercato sotto casa, nelle vetrine dei negozi, in erboristeria, nei negozi biologici e perfino in qualche para-farmacia. Ho cominciato anche a sentire amici che ne parlavano, sempre con maggior insistenza, che ne descrivevano le fantastiche (o fantasiose) proprietà, alle quali, di tanto in tanto si aggiungeva una nuova, incredibile, virtù, tra cui:
- Aiuta la salute vascolare
- Migliora il funzionamento polmonare
- Promuove l’equilibrio del pH all’interno delle cellule
- Riduce i segni dell’invecchiamento
- Migliora il sonno
- Previene i crampi muscolari
- Aumenta l’idratazione
- Rafforza le ossa
- Abbassa la pressione sanguigna
- Migliora la circolazione
- Disintossica il corpo dei metalli pesanti
- Previene il rischio di ictus
- Aumenta la la libido
- Combatte l’impotenza
Siamo davanti ad una sostanza naturale, pura, incontaminata, dai benefici fantastici, l’alimento che tutti noi dovremmo assumere. Ho pensato a quanti avrebbero cominciato ad usarlo al posto dello zucchero, nei dolci e nel caffè del bar, a quanti vecchietti arzilli avrei trovato nelle case di riposo, pronti ad assumere quantità industriali di questo “Viagra Rosa”, magari usato per condire l’insalata.
Chi ha la mia età, tuttavia, ricorderà un famoso spot degli anni 80 che recitava “Noi siamo scienza, non fantascienza”. Scrivere per Bufale è un po’ questo: prima verifico, trovo le fonti, le prove, poi giudico se si tratta di scienza o fantascienza.
Ho cominciato, così, a fare qualche ricerca sulle proprietà del sale dell’Himalya e vi dico subito che, purtroppo, c’è molta, troppa, fantascienza in ciò che ci viene propinato.
Andiamo con ordine e analizziamo alcune delle affermazioni che vengono fatte sul sale rosa.
“Il sale rosa dell’Himalaya è ben diverso dal comune sale da cucina, che è costituito essenzialmente da cloruro di sodio”
Falso: il sale rosa contiene il 97% di cloruro di sodio, esattamente come il normale sale da cucina venduto in Italia, visto che questo contenuto è definito dalla legge. La composizione chimica del sale dell’Himalaya comprende: 95-96% di cloruro di sodio 2-3% di polialite K2Ca2Mg(SO4)4·2(H2O) e tracce di molti altri minerali.
“Il sale Himalayano è incontaminato: quando viene estratto, risulta puro proprio come quando si era depositato nel suolo migliaia di anni prima.”
Vero: bisogna, tuttavia, fare delle precisazioni: Ogni miniera di sale esistente al mondo proviene da un antico mare asciugatosi milioni di anni fa. Anche in Italia (a Petralia, in Sicilia) abbiamo una miniera di dove si estrae salgemma: cloruro di sodio raffinatissimo.
“Viene estratto in miniere naturali di sale che si trovano sulla catena dell’Himalaya e che si sono formate grazie ad un processo durato ben 250 milioni di anni”
Falso: il sale non proviene affatto dalla catena dell’Himalya, ma viene estratto nella “Salt range”: una provincia Punjab in Pakistan. Si tratta un sistema di montagne,che dista qualche centinaio di chilometri dalla famosa catena montuosa, 160 chilometri a sud di Islamabad. La miniera di Khewra, venne scoperta nel 320 a.C. dalle truppe di Alessandro Magno, oggi produce circa 400.000 tonnellate di sale all’anno. Si tratta della seconda miniera di sale più grande al mondo. A seconda dei livelli (19, di cui 11 sotterranei) su cui si sviluppa la miniera, il sale assume colorazioni diverse: da un rosato appena accennato ad un rosso vivo.
“E’ un prodotto equo solidale”
Falso: La domanda, a livello mondiale, di questo sale ha peggiorato le condizioni dei lavoratori della miniera che lavorarono in condizioni precarie e con salari miseri. Nel 2011, il crollo di una parete, ha provocato la morte di 7 operai, alle cui famiglie non è stata riconosciuta alcuna indennità, come affermato dal presidente della Federazione dei Sindacati della miniera: Kazim Kamal. Stessa sorte toccata alle famiglie di altri 4 minatori morti nel 2014. Secondo Kamal, i minatori irregolari, non registrati in alcun modo, sarebbero centinaia, il lavoro procede a ritmi infernali, negando, di fatto, ogni diritto di lavoratore, i dispositivi di sicurezza più elementari e perfino l’acqua potabile. Un altro grave problema è quello delle donne, costrette a trasportare i pesanti sacchi di sale sulle spalle per chilometri, fino alle zone produttive, in cambio di salari miseri. Uno sfruttamento preoccupante che rende questo prodotto lontano da ciò che è equo e solidale.
“Contiene naturalmente la quantità di iodio necessaria al fabbisogno umano”
Falso: nel sale rosa, lo iodio, è del tutto assente. Un essere umano deve assumere circa 0,15 milligrammi al giorno di iodio,che contribuisce a favorire il metabolismo umano e aiuta il corretto funzionamento della tiroide. Purtroppo la nostra dieta è spesso povera di questo elemento ed è per questo che lo stesso viene aggiunto al sale in proporzioni che siano sufficienti al nostro fabbisogno giornaliero. In india, dove il problema della carenza di iodio tra la popolazione, è un problema sentito, la vendita del sale non iodato e del sale rosa è vietata. Il minerale più presente nel sale rosa è il ferro, che è responsabile, del caratteristico colore, visto che i cristalli non subiscono alcun trattamento sbiancante.
“Il sale marino è inquinato poiché è inquinato il mare”
Falso: Se ci riferiamo al sale marino, estratto dall’acqua di mare, è facile pensare che le sostanze inquinanti, una volta evaporata l’acqua, rimangano all’interno dei cristalli di sale. E’ bene specificare, tuttavia, che il sale, prima di essere commercializzato, subisce dei processi di depurazione e raffinazione che hanno il compito di eliminare tutte le impurità, lasciando che solo il cloruro di sodio rimasto, cristallizzi sotto il sole delle saline. Il sale marino è naturalmente ricco di iodio, ma attraverso il processo di raffinazione, esso viene eliminato o sensibilmente ridotto, per questo motivo, in alcuni sali da cucina, lo iodio viene aggiunto artificialmente. La salgemma, invece, proviene da antichi oceani e si trova, normalmente, nel sottosuolo. Esistono miniere di sale in tutto il mondo (non solo in Himalaya) e, a secondo dal grado di purezza, anche questo sale viene sottoposto a raffinazione per eliminare le impurità che normalmente si trovano tra i cristalli. La salgemma, non lavorata, normalmente, non contiene iodio.
“È ricchissimo di sali minerali: sono ben 84 elementi, quelli presenti nel sale rosa”
Vero: ma non viene specificato quali siano questi elementi e cosa servono. Cerchiamo di fare chiarezza. Viene enfatizzata la presenza, nel sale rosa, di 84 oligoelementi che dovrebbero essere indispensabili per il nostro organismo. In realtà, secondo le analisi spettroscopiche, solo 15 di questi sono noti per svolgere ruoli importanti nei processi biologici. Viene da chiedersi a cosa servano gli altri minerali presenti, visto che non sono, in alcun modo, considerati sostanze nutritive o benefiche per la salute. Analizzando la composizione chimica del sale Hymalaiano, al contrario, possiamo notare che, alcuni elementi, sono noti per essere dannosi. L’elenco include molti veleni come mercurio, l’arsenico, il piombo, il cadmio, e il tallio. Elementi radioattivi, come il radio, l’uranio, il polonio, il plutonio e molti altri. Attenzione però, non facciamo allarmismo: queste sostanze, sono presenti in concentrazioni infinitesimali, in alcuni casi una parte per miliardo e la loro presenza non è sempre certa in tutti i campioni. E’ facile notare, proprio attraverso le analisi, che sia gli elementi utili, che quelli dannosi, siano presenti in quantità talmente insignificanti da rendere qualsiasi effetto (positivo o negativo), completamente ininfluente. In fondo all’articolo potrete trovare la tabella degli elementi.
“Gli effetti benefici del sale rosa sono molteplici ed innegabili”
Falso: non c’è una fonte, di alcun genere, che certifichi le proprietà benefiche di questo sale. Nonostante alcuni nutrizionisti e qualche medico, lo consiglino, ad oggi, non esiste alcuna prova scientifica in grado di dimostrarne i benefici. Esistono, a dire il vero, alcuni studi mirati a dimostrare le peculiarità straordinarie del sale rosa, ma i campioni su cui si sono svolti i test e le società che li hanno condotti, non sono da considerarsi come attendibili. Le prove scientifiche, ad oggi, hanno dimostrato come non ci si alcun tipo di beneficio dato dall’assunzione di questo sale.
“Il sale rosa inalato, cura l’asma”
Falso: non è il sale rosa che “cura” l’asma. Le particelle di cloruro di sodio, sono un antibatterico ed antinfiammatorio naturale e rappresentano, proprio per questo, un coadiuvante nella cura di infezioni alle vie aeree, quali tosse, raffreddore allergie, asma, sinusiti, bronchiti ecc. L’halotherapia è l’esposizione e l’inalazione di cloruro di sodio che può avvenire attraverso areosol, oppure in ambienti appositamente progettati, dove l’atmosfera è satura di particelle. E’ un trattamento complementare che non può, in alcun modo, sostituire la terapia farmacologica, soprattutto in caso di patologie croniche. Ogni tipo di sale può essere usato per queste terapie, non solo quello rosa. Generalmente, nelle grotte di sale in cui viene praticata l’halotherapia, l’atmosfera è controllata in quanto, un’elevata concentrazione di sale non monitorata potrebbe causare, ritenzione di liquidi (linfedema), oltre ad altri problemi nei soggetti più a rischio, come i cardiopatici.
Per avere qualche notizia in più sul sale dell’Himalaya ho chiesto aiuto ad un vero intenditore: Simone Salvini, chef di fama internazionale, socio e docente della scuola di cucina vegetale FunnyVeg Academy
“Il sale cosiddetto himalayano spesso è inteso come quello rosa a grani irregolari e grossi. Anziché provenire dalla catena montuosa più alta e famosa al mondo il sale rosa viene estratto da una miniera del Punjab una regione divisa tra il Pakistan e l’india. Pure le sue miracolose caratteristiche sono probabilmente il frutto di una geniale campagna comunicativa che poco a che fare con le reali caratteristiche del prodotto in questione.Parlando di sale integrale indiano invece mi viene in mente un altro ingrediente dalle caratteristiche interessanti sotto diversi punti di vista. Il kala namak per esempio viene utilizzato in molti trattamenti ayurvedici al fine di stimolare agni ovvero il fuoco gastrico. Se il fuoco gastrico si trova in una condizione salutare molte delle nostre principali funzioni fisiologiche saranno in equilibrio. È un salgemma che si trova sui banchi dei mercati indiani in forma grezza; ha un colore molto scuro e un sapore leggermente sulfureo. Si consiglia di conseguenza di utilizzarlo con attenzione poiché oltre a salare può ‘condire’ e insaporire in modo deciso le pietanze nelle quali è aggiunto. Il kala namak non ha quindi lo stesso fascino o potere attrattivo del ‘sale himalayano’ per via sia del colore sia per la forma. A questo riguardo non ho mai sentito un medico ayurvedico affermare che il sale nero sia in grado di sprigionare dei degli ioni negativi. Nè ho mai visto lampade lampade rivestite di sale grezzo ayurvedico. Gli studi dei medici o studiosi, da me conosciuti, avevano quasi tutti una lampada da scrivania con il classico vetro trasparente e decorato alla maniera indiana. La luce diffusa aveva forse meno charme e tuttavia era in grado di svolgere la sua funzione!Il sale secondo la tradizione antica indiana prima di tutto è uno dei 6 sapori (rasa) principali presenti negli alimenti a disposizione. Oltre a stimolare le funzioni gastriche ha la capacità, se usato con moderazione, di risvegliare l’appetito e equilibrare il nostro sistema idrico. Ovvio che il sale dovrebbe essere di tipo integrale cioè non impoverito dei suoi naturali componenti né sottoposto a trattamenti troppo rettificanti”



