Editoriale

Rapporto ONU: la Russia accusata di crimini di guerra formalmente

L’ultimo rapporto ONU è grave: la Russia accusata di crimini di guerra. Questo fa da seguito ad una sottovalutata notizia di cui avevamo parlato in passato.

Rapporto ONU: la Russia accusata di crimini di guerra formalmente, cenotafio a Bucha

Ovvero il fatto che diverse autorità giudiziarie, tra cui quelle Italiane sin dai primi tempi del conflitto erano già attive per raccogliere le dolorose testimonianze dei profughi Ucraini e le prove a sostegno.

Rapporto ONU: la Russia accusata di crimini di guerra, formalmente

Il conflitto ha infatti portato testimonianze atroci: il vero e proprio massacro di Bucha, più volte negato dai Russi e confermato dai riscontri. Ma anche testimonianze di stupri usati come mezzo di prevaricazione, con testimonianze di soldati russi pronti a chiamare a casa per vantarsi dell’occasione.

Soldati peraltro che nelle loro chiamate non descrivevano solo la violenza sessuale, ma altri generi di violenza, come l’emblematico caso del giovane soldato Russo orgoglioso di “aver fatto scoppiare la pancia di un prigioniero a bastonate“.

Con l’arrivo dei primi procedimenti a soldati russi per crimini di guerra e il sedimentarsi di prove sempre più gravi, era palese che l’ONU sarebbe intervenuta.

Cosa che è avvenuta.

«Crimini di guerra che includono uccisioni volontarie, attacchi a civili, reclusione illegale, torture, stupri, trasferimenti forzati e deportazione di bambini», questo riporta il rapporto di diciotto pagine con allegati fotografici, filmati, esami balistici, referti di medicina legale pervenuti alla “Commissione Internazionale Indipendente sull’Ucraina”.

L’accusa in capo alla Russia è gravissima: si tratta di genocidio.

Ulteriormente precisato in un’ampia gamma di violazioni del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario. Attacchi compiuti nel disinteresse per i danni e le sofferenze dei civili. Raid definiti indiscriminati e sproporzionati, aggravati dalla mancata adozione di precauzioni.

Le torture filorusse hanno addirittura un nome: molto in voga sembra essere la chiamata al Presidente Putin.

Ovvero la tortura con elettrodi collegati ai genitali dei prigioneri ucraini, ricavati smontando telefoni da campo.

Il sistematico genocidio non risparmia i bambini: abbiamo visto in Russia una famiglia smembrata e distrutta perché una bambina fosse strappata via al padre critico verso il Putinismo Militante per essere rieducata in orfanotrofio

Tale sorte secondo il rapporto sta toccando a diverse famiglie Ucraine nei territori occupati.

La Russia, ondivaga, replica che collaborerà con le indagini “purché non siano di parte, solo di un punto di vista”: sostanzialmente condizionando la collaborazione alla loro narrazione.

Altro capo di accusa sono gli attacchi ad infrastrutture energetiche e civili fatti per costringere i civili a sopravvivere ad un inverno freddo e senza cibo e riscaldamenti, considerati autentico crimine di guerra.

Ulteriori dettagli

Nonostante al principio delle indagini, come riportato a Maggio del 2022, vi fosse riserbo sugli orrori, ora abbiamo un piccolo campionario su cui scegliere.

Ad esempio stupri che hanno coinvolto sia donne che bambine, anche di età prepubescente (si parla di bambine di 4 anni) coi soldati pronti alla violenza carnale dinanzi ai familiari delle vittime di stupro.

Si registra la testimonianza di una donna incinta violentata nonostante i soldati sapessero del suo stato interessante e vittima di aborto come conseguenza diretta della violenza patita dai soldati russi.

Stupro, torture con scosse elettriche e mutilazioni si sono succeduti perfettamente identici a distanza di tempo e spazio, facendo sospettare l’esistenza di un vero e proprio “manuale di procedura della violenza” cui i soldati avrebbero dovuto attenersi per violenze e torture consistenti in tutti i territori occupati.

Si perviene così al finale: la Russia accusata di crimini di guerra, cosa che avrà un peso a livello internazionale.

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