Perché non possiamo usare i cellulari sugli aerei come vorremmo?

Uno dei misteri meno misteriosi delle vacanze è perché non possiamo usare i cellulari sugli aerei. La motivazione esiste, non è quello che pensate in molti e viene a vantaggio più dell’utente finale che delle compagnie aree.

Partiamo subito dal debunking: non è vero che i “poteri forti” vi vogliono negare la possibilità di “usare il cellulare senza pagare” perché volereste più “veloce della bolletta”, o meglio saltando di cella in cella si ingannerebbe il sistema di computo dei minuti (falso), non è vero che vogliono costringervi ad attivare i servizi di intrattenimento di bordo per giustificare i prezzi alti (falso) e nessuna compagnia aerea ha interesse a tenervi isolati per nascondere chissà quali segreti al popolo a terra.

Ciò posto, il tutto si riassume in un atto di pura logica: vale la pena assumersi un rischio se ad esso corrisponde una contropartita, ma assumere un rischio senza alcun vantaggio concreto è un atto di pura idiozia.

Perché non possiamo usare smartphone e portatili connessi alle reti mobili?

Partiamo dalle basi: semplicemente fino al XXImo secolo non potevi accendere il cellulare in aereo. Punto.

Per buona parte della storia dell’aviazione semplicemente i telefoni cellulari non esistevano, e quando i primi cellulari hanno cominciato ad apparire si temeva che essi potessero interferire con gli strumenti di bordo.

Era un principio meramente precauzionale, ma con ovvie ragioni: i più anziani tra i lettori ricorderanno le “coccinelle decorative per cellulari”, bizzarri oggettini a forma di lucciole, coccinelle o altri insetti da ornamento per borsetta attaccati ai cellulari o alle prime cover (le primissime erano simil cuoio e plasticaccia) con un pezzetto di biadesivo.

Le "coccinelle" - Fonte immagine Reddit
Le “coccinelle” – Fonte immagine Reddit

Quando ricevevi una chiamata, il segnale in radiofrequenza delle chiamate in uscita in entrata veniva usato per alimentare uno o due led a bassa potenza dando l’illusione di “generare luci dal nulla” e “animare la coccinella”. Poggiando invece il cellulare accanto ad uno dei primi altoparlanti per PC venduti coi “PC Multimediali” (i primi con schede audio e video in grado di visualizzare interi filmati) poco prima che il cellulare squillasse potevi sentire distintamente un disturbo nelle casse, una serie di schiocchi con un ritmo sempre identico che chi ha sentito ricorderà sicuramente.

Semplicemente nessuno voleva essere il primo a scoprire ad alta quota se uno o più cellulari accesi avrebbero provocato quei disturbi nelle comunicazioni di volo, da aereo a terra o sull’aereo stesso.

Anche perché un aereo è sostanzialmente una enorme gabbia di Faraday che vola nei cieli: provare a telefonare da un aereo ha meno senso che provare a farlo in galleria o nell’ascensore, con l’aggravante (e qui ci torneremo) che voli distante da ogni ripetitore attraversandone un gran numero in minimo tempo.

Ricordiamo anche che per molto tempo sostanzialmente un cellulare era solo un oggetto per fare telefonate e se potevi permettertene uno lussuoso per mandare SMS.

A nessuno importava doverlo spegnere in volo, anzi nessuno teneva acceso il cellulare h24 adesso, sia perché le batterie duravano molto, molto di meno, sia perché a nessuno interessava essere reperibile anche in vacanza h24, salvo se stesse facendo un lavoro critico o essenziale.

Arriviamo così al 27 Febbraio del 2001: i cellulari cominciano a diventare smart, ovvero ad arricchirsi di funzioni che sarebbero diventate essenziali nei prodotti Android/iPhone. Cominciano ad esempio ad apparire i primi cellulari con lettori MP3 incorporati, funzioni di PDA e qualche primitivo videogame.

Il Sony Ericsson P800 CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=508413
Il Sony Ericsson P800 CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=508413

Una joint venture tra Motorola e Psion (principali produttori all’epoca di cellulari e PDA) sviluppò il concetto della Modalità Aereo, per consentire di usare un prodotto concepito per essere un cellulare e un PDA come il secondo anche in aereo. L’Odin non si materializzò mai sugli scaffali e la modalità aereo restò negli appunti di Rob Lowe (non l’attore, l’ingegnere) per poi riapparire sul Sony Ericsson P800, primo cellulare commercialmente in vendita a popolarizzare una modalità per “disattivare le connessioni wireless” (ironicamente il P800 non aveva il Wifi) per “usarlo in luoghi particolari come aerei e ospedali”.

Ci vorrà ancora qualche anno perché sul mercato appaiano smartphone abbastanza potenti per essere usati come lettori MP3, video player e eBook reader: solo a quel punto il turista ha avuto un motivo valido per avere il bisogno di accendere il cellulare in volo ed ha cominciato a farsi domande (e come visto, trovato solo risposte sbagliate).

I rischi sono concreti?

Sostanzialmente, non esiste ragione per rischiare facendolo, come vedremo meglio nel prosieguo.

È vero che attualmente la strumentazione di bordo è fortemente schermata, e quindi dovrebbe reggere, ma ci sono evidenze aneddotiche di piloti che hanno sentito il disturbo di cui sopra in cuffia e studi di laboratorio (quindi non in condizioni di volo, ma simulate) in cui smartphone accesi troppo vicini a bussole di bordo hanno provocato una diminuzione della precisione.

Anche se i cellulari furono “scagionati” dalla colpa di aver causato un incidente aereo in Nuova Zelanda nel 2003 semplicemente non ci sono alcune ragioni per mettere in pericolo persone reali per fare la prova in volo.

Anche perché

A rimetterci sareste voi

Comunque, dimenticatevi l’idea di poter usare la vostra connessione radiomobile in aereo. Anzi, pensate allo scenario: siete su un volo a 800Km/h orari circa tra i 9.000 e i 12.000 metri dal livello del mare.

Il vostro cellulare continuerebbe a cercare di agganciarsi senza sosta a tutte le celle che attraversa.

Moltiplicate questo effetto per tutti i passegeri di tutti i voli di tutti i paesi con una rete radiomobile stabile: avete presente quando durante Lucca Comics le linee telefoniche smettono di funzionare nel weekend di massima affluenza?

Avete presente quando viaggiando in autostrada capita che la linea si interrompa per poco? Immaginate che quel poco sia un rumore di fondo costante e costantemente ripetuto: avremmo circa 70mila cellulari solo in Italia (postulando una media sui voli aerei e che ogni passeggero abbia il cellulare) che saltellano di cella in cella rovinando la connessione di tutti a terra e senza riuscire a portare a termine una chiamata.

Alla fine anche il più pervicace dei complottisti chiederebbe di spegnere i cellulari in volo per riuscire a usare il suo cellulare a terra senza problemi.

Esempio di Tower Hopping
Esempio di Tower Hopping

Inoltre, come sa bene chi va in vacanza in montagna o altri posti dove è impossibile avere una connessione affidabile, quando un cellulare va in Tower Hopping, ovvero cerca di saltare di cella in cella consuma più energia.

La batteria si surriscalda e si esaurisce prima, aumentando il rischio potenziale di incendi. Rischio potenziale, minimo ma esistente: è il motivo per cui puoi portare con te uno o due Powerbank massimo da 100Wh massimi (condizioni da verificare con la compagnia) ma senza poter ricaricare i propri dispositivi in volo, e gli stessi dovranno essere parte del bagaglio a mano e mai di stiva per consentire pronto intervento del personale

Recentemente vi è stato l’ultimo di una lunga sequenza di incidenti in cui Powerbank, sigarette elettroniche e altri dispositivi con batteria ricaricabile hanno preso fuoco: avere una batteria “sovra-sollecitata” non aiuterebbe affatto la situazione.

E Bluetooth e Wifi?

Alcune compagnie consentono di usare il Bluetooth con determinate restrizioni, purché il cellulare rimanga in modalità aereo e la rete cellulare resti spenta, aprendo quindi la possibilità all’uso di auricolari senza filo, tastiere bluetooth e controller di gioco.

Bisognerà sempre controllare preventivamente con la compagnia, e ricordare che molte compagnie aeree richiedono che questo tipo di dispositivi venga spento durante il rullaggio, il decollo e l’atterraggio.

Unito al fatto che, come predetto, non puoi ricaricare i tuoi strumenti in volo, un paio di auricolari cablati, eventualmente con un adattatore USB-C Audio potrebbero essere ancora la miglior scelta.

Alcune compagnie offrono servizi di connettività WiFi: in ogni altro caso è meglio lasciare la modalità aereo.

Ci sono stati studi su come ottenere comunicazioni telefoniche affidabili anche in aereo: una remora morale e tecnica perché non sono stati portati a termine non è “mantenere segreti”. Se il volo è breve, semplicemente non serve. Se il volo è lungo la compagnia potrebbe offrire quei servizi Wi-Fi per mandare messaggi a casa ma se si offrissero telefonate a 200 persone su un aereo ogni volo diventerebbe una potenziale Babele dove i passeggeri litigano per chi debba tacere mentre l’altro telefona.

 

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