Da ormai dieci anni siamo presi di assalto da video con un ragazzino geniale che crea energia dal nulla e nel tempo libero si diletta anche in religione spiegandoci che “Dio è un tizio che ci assomiglia e vive in un regno alternativo”.

La storia ha tutti gli elementi che servono ad eccitare l’immaginazione: un ragazzino geniale che solletica il naturale istinto del genere umano, anzi di ogni essere vivente di affidare il proprio futuro alle generazioni successive, il richiamo a icone del mondo del complottismo come Nikola Tesla e della scienza come Albert Einstein, e un po’ di quello spiritualismo da bottega che oppone i “giovani moderni cattivi” all’icona di turno.
Si aggiunga al tutto una certa rare aestetic, ottenuta rivestendo il ragazzino geniale con un camice da “vero scienziato”, icone “sante” di Tesla ovunque e rottami elettronici che danno l’illusione di un laboratorio da “scienziato pazzo” o da grande genio: tutto questo ignorando i meccanismi più elementari della fisica.
Il ragazzino geniale che crea energia dal nulla e le leggi della termodinamica
Non ci interessa dare la biografia del ragazzino geniale: il video è del 2016, e non siamo qui a puntare le dita su persone ma su fatti. Il video però contiene quello che in gergo viene definito tecnobabble, ovvero la “supercazzola della scienza”. Come nella gag del film Amici Miei in cui i protagonisti ingannavano il pubblico incasellando una serie di grammelot (parole del tutto inventate che però suonano coerenti sia nella pronuncia che nella grammatica col linguaggio di riferimento) che danno al loro nonsense sonorità autoritarie e realistiche, il video del generatore contiene una serie di inesattezze.
Il ragazzino geniale si rifà all’ormai desueta teoria dell’Etere (la quintessenza degli antichi alchimisti, il quinto elemento della natura che dovrebbe contenere lo spirito vitale) per giustificare un congegno che “amplifica l’energia” di questo misterioso etere accendendo dei led attorno al fratello.
D’accordo, ma c’è un problema: in natura nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma.
Puoi amplificare la corrente o la tensione elettrica, usando dei trasformatori: l’unità di misura della corrente è l’Ampere, l’unità di misura della tensione è il voltaggio, e siccome la potenza elettrica è il prodotto di corrente per tensione, ad esempio potremmo avere una potenza di 20W erogata in 5V per 4A, oppure 10V per 2A.
Ma non puoi “amplificare l’energia”, ovvero prendendo dell’ipotetico etere da 1W e trasformarlo in 20, 200 o 3000 Watt di potenza elettrica.
Eppure il video mostra dei led che si illuminano: un antico adagio recita che il segreto per mostrare una fonte di energia perpetua è nascondere un caricabatterie molto bene.

Ma c’è dell’altro: abbiamo già creato, senza bisogno di erigere a feticcio un “ragazzino genio” strumenti che prendono l’elettricità necessaria dal loro funzionamento “dall’aria”, come le Radio a Galena, che usano la stessa energia fornita dalle onde radio che riceve per alimentarsi, oppure le antichissime “coccinelle autoadesive”, piccoli led che gli ora ex giovani degli anni ’90 applicavano sui loro cellulari e che erano di fatto radio a galena che usavano i segnali in radiofrequenza delle chiamate in uscita in entrata per alimentare dei led a bassa potenza dando l’illusione di “generare luci dal nulla”.
Il “ragazzo geniale” ha quindi reinventato nella migliore delle ipotesi le Coccinelle Adesive per cellulari, discendenti delle Radio a Galena, impacchettandole con della mistica d’accatto e qualche parolone altisonante.