No, non è vero che Ursula Von Der Leyen vuole imporre delle maschere per mucche prodotte dagli americani

Ci segnalano un bizzarro post X secondo cui Ursula Von Der Leyen vuole imporre delle maschere per mucche prodotte dagli americani. Il riferimento alla fake news, perché di fake news si tratta, è il ricchissimo filone delle bufale “lo vuole l’Europa”

No, non è vero che Ursula Von Der Leyen vuole imporre delle maschere per mucche prodotte dagli americani
No, non è vero che Ursula Von Der Leyen vuole imporre delle maschere per mucche prodotte dagli americani

Ovvero una serie di ragebait, fake news infiammatorie costruite per suscitare reazioni di rabbia, commenti e influenzare l’opinione pubblica, basate sul fatto che gli algoritmi social premiano i contenuti di pancia e scoraggiano la verifica.

Si tratta infatti di una fake news condivida inizialmente da un sito di estrema destra noto per le sue fake news “doppelganger” (notizie false impacchettate con loghi credibili perché sembrino vere, diffuse da reti di account social), cancellata dallo stesso e rimasta come condivisioni social assistite da immagini goffamente photoshoppate.

No, non è vero che Ursula Von Der Leyen vuole imporre delle maschere per mucche prodotte dagli americani

Noterete come la presunta mascherina di marca americana è un goffo photoshop scontornato malissimo applicato ad una immagine stock di una mucca.

Il riferimento è alla direttiva europea sulle emissioni, presa di assalto da siti doppelganger e disinformazione antieuropea, con diversi siti che denunciarono la diffusione social di fake news basate su assurdi e vessatori adempimenti che la norma avrebbe introdotto, allo scopo di scatenare l’odio social del lettore.

In nessuna parte del testo, noterete, si parla di mascherine.

Entra ora in scena il sito Exxpress, sito di estrema destra noto per la diffusione di fake news del tipo “doppelganger” (notizie fake assolutamente prive di fonte spacciate come “indiscrezioni vere”), che pubblica e poi rimuove la presunta notizia delle mascherine per mucche (archiviata a Dicembre del 2023, data in cui era ancora online, qui), parte di una campagna di fake news comprendente anche un presunto aumento milionario di stipendio voluto dalla stessa e che prosegue ancora oggi in un editoriale in cui sostanzialmente si accusano le università che studiano il fact checking di essere “divisive e polarizzanti” per aver scoperto le loro fake news.

Come per simili casi, non esiste alcuna fonte, la notizia è un falso creato per shock value, ovvero per fare viralità coi sentimenti negativi e condivisa in massa per il semplice fatto che condividere è facile e verificare richiede tempo.

La fake news tornò in Europarlamento quando qualcuno ebbe l’idea di chiedere conto della falsità sentendosi così smentire.

La notizia sulle maschere nasce dalla corruzione delle ricerche di una start-up britannica (Zelp) per trasformare il metano espulso durante l’eruttazione in CO2 e vapore acqueo attraverso un processo di ossidazione.

La startup ebbe finanziamenti dall’azienda USA citata e richiese dei finanziamenti dal programma Europeo Horizon 2020, ma la presunta maschera non è mai esistita e nessuno la ha mai comprata.

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