No, l’addio a Valentino Rossi è un clickbait assai prematuro

Ci segnalano i nostri contatti un addio a Valentino Rossi. Il solito caso di clickbait, un titolo ferocemente caricato per parlare di una finta morte ed attirare l’attenzione su un articolo che parla di tutt’altro.

No, l’addio a Valentino Rossi è un clickbait assai prematuro

La strategia è quella del SEO Stuffing che abbiamo visto in passato: l’articolo “tira la bomba” all’inizio, di dilunga con un testo che volendo dare l’immagine di un articolo di gran pregio tende ad allungare il brodo usando parole virali e, nel finale, smentisce tutto dichiarando la premessa una convoluta metafora.

No, l’addio a Valentino Rossi è un clickbait assai prematuro

Valentino Rossi è quindi morto? Ha abbandonato la scena pubblica per sempre?

No, affatto.

Semplicemente a Febbraio 2025 la BMW ha lanciato un’auto in edizione limitata per il compleanno di Rossi, non c’è stata una Yamaha in edizione limitata e quindi “è come se fosse un addio”.

Siamo al livello di contorsionismo mentale dell'”obbligo di stufa accesa in macchina con multa”, prodotto della stessa testata, giustificato con la “necessità” di collaudare periodicamente il climatizzatore “che è come una stufa” perché se fosse rotto andrebbe riparato “e spendere soldi è come una multa”.

Giustificazioni che rendono il clickbait, a dire di chi redige l’articolo, eticamente sostenibile ma non meno clickbait.

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