Le pale eoliche riscaldano l’aria per davvero? Attenti al presunto “paradosso”

Una screenshot virale su WhatsApp e Telegram, descritta come “fancazzismo”, dichiara che le pale eoliche riscaldano l’aria, e quindi esse non potrebbero sostituire i combustibili fossili perché, riscaldando l’aria, causerebbero il cambiamento climatico.

Di come le pale eoliche siano al centro di una serie di fake news l’abbiamo già visto, e molte basate su un presunto e inesistente inquinamento dato dalle stesse.

Come in questo caso.

Le pale eoliche riscaldano l’aria per davvero? Attenti al presunto “paradosso”

Effettivamente esiste uno studio pubblicato sulla riviste Joule per cui in alcune aree dove insistono pale eoliche sarebbe stato riscontrato un aumento di 0,24 C.

Valore già di suo infimo rispetto ai dati in nostro possesso per cui il riscaldamento indotto dall’uomo è salito a 1,19 °C nel decennio passato (2014-2023), un aumento rispetto agli 1,14 °C osservati nel periodo 2013-2022 (come indicato nel rapporto dell’anno scorso), ma peraltro anche non così tranchant come lo si descrive.

Le pale eoliche riscaldano l'aria per davvero? Attenti al presunto "paradosso"
Le pale eoliche riscaldano l’aria per davvero? Attenti al presunto “paradosso”

In primo luogo il modello usato, il Weather Research and Forecasting model è per sua natura tendente alla sovrastima.

In secondo luogo cambiamento locale di temperatura è più alto di notte che di giorno, dal momento che il riscaldamento del suolo a opera del Sole durante le ore di luce è molto più forte rispetto all’effetto delle turbine.

In terzo luogo si sposta l’aria calda in quota e la si miscela con la fredda in superficie.

Ciò comporta che il presunto aumento di temperatura è in realtà l’aria calda già presente smossa dalle pale, effetto che termina del tutto quando le pale si fermano.

Quindi non si tratta di nessun riscaldamento irreversibile, come quello invece causato dal cambiamento climatico.

Alcuni contenuti e sezioni del sito sono attualmente in fase di revisione e aggiornamento tecnico-editoriale. Durante tale processo, potrebbero permanere materiali non aggiornati, incompleti o non pienamente allineati agli attuali standard redazionali, anche in ragione di vincoli editoriali preesistenti. Non si escludono possibili imprecisioni, refusi o incongruenze anche in relazione all’attribuzione, classificazione o associazione dei contenuti. Eventuali segnalazioni possono essere inviate a info@bufale.net. La redazione si impegna a valutare e, ove opportuno, integrare le segnalazioni ricevute.