Le foto dell’agente ICE che ha sparato a Minneapolis smascherato sono falsi con AI (e non vanno diffuse)

Le foto dell’agente ICE che ha sparato a Minneapolis smascherato sono falsi con AI (e non vanno diffuse). E il motivo è evidente: non corrispondono ad alcun volto reale, e rischiano di scatenare feroci cacce all’uomo verso persone che hanno la sola colpa di “somigliare ad un modello matematico”.

Le foto dell'agente ICE che ha sparato a Minneapolis smascherato sono falsi con AI (e non vanno diffuse)
Le foto dell’agente ICE che ha sparato a Minneapolis smascherato sono falsi con AI (e non vanno diffuse)

Dopo la sparatoria che è costata la vita dell’Osservatrice Legale Renee Nicole Good (l’osservatrice legale è una figura terza che presenzia ad operaioni di polizia o militari con effetto di “moral suasion” e per creare un clima di “De-escalation”) infatti un esercito di utenti X ha cercato di ottenere foto dell’uomo che l’ha colpita tre volte attraverso il parabrezza della sua auto chiedendo a Grok AI.

Ma Grok AI non è in grado di “smascherare volti”, solo di inventarsene.

Le foto dell’agente ICE che ha sparato a Minneapolis smascherato sono falsi con AI (e non vanno diffuse)

Grok AI è già finito sotto il mirino degli addetti ai lavori per problemi legati all’uso per la creazione di deepfake e deepnude: immagini del tutto false o “immagini di persone” (perlopiù donne, in questo caso un uomo) spogliati.

Problema: anche il deepnude ha gli stessi problemi identici che abbiamo visto con la generazione testuale, e confermato da BBC Verify: le AI sono incapaci di fare vero fact checking.

Gallerie di falsi generati da Grok, fonte BBC Verify
Gallerie di falsi generati da Grok, fonte BBC Verify

Si basano sul principio dello “statisticamente probabile”: come in un moderno “Gioco di Mister Potato”, quello in cui devi attaccare diversi occhi, orecchie e bocche ad una patata di plastica per ottenere faccette buffe, quando a Grok viene chiesto di “smascherare un uomo mascherato”, Grok cerca nel suo database foto di persone con fisici paragonabili, “smonta” i loro volti e li assembla in iterazioni di volti statisticamente probabili.

Questo comporta una serie di problemi:

  1. I volti ottenuti non esistono: sono volti statisticamente probabili, assemblaggi di diverse facce ritoccati per dare loro coerenza;
  2. Nella sciagurata ipotesi in cui uno dei volti finti somigliasse anche lontanamente ad un volto reale, la persona così sfortunata sarebbe resa oggetto di violenza da parte di boccaloni pronti a difendere le fake news

E questo accadrebbe anche per colpa vostra che avete condiviso.

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