Ci segnalano i nostri contatti un post Facebook secondo cui un “eroe sardo” avrebbe fermato “Roberto Vannacci” che “arriva al gate dello scalo di Elmas e passa davanti ad alcune persone in attesa, magari perché in possesso di un accesso priority o fast track.”
Enfasi su “magari”. Il post prosegue parlando del “normale, civilissimo malcontento aeroportuale italiano.” e con la scena del cittadino eroe che urla “Fascista” e viene segnalato alle autorità.
Il post ha un’unica fonte: il quotidiano instagram Nvxss.
E noterete una cosa: il post non dice niente.
Si tratta di quello che in passato abbiamo chiamato ragebait, variante del fotoromanzo social in cui si prende il personaggio di turno e lo si piazza in una situazione in cui c’è un personaggio chiaramente odiato che fa qualcosa “degno di odio”, un “eroe buono” che cerca di punirlo e la società invece punisce l’umile.
Una sorta di “fotoromanzo social”.
Il clickbait di Vannacci che salta la fila all’aereoporto
In realtà basta semplicemente viaggiare con una valigia e uno zainetto su compagnie low cost come Ryanair (con un costo aggiuntivo di 20 euro sul biglietto base, quindi non un lusso così spropositato), invece che col solo zainetto per avere accesso all’imbarco prioritario, il c.d. “saltafila” perché si ha accesso ad una fila prioritaria rispetto agli utenti del low-cost pacchetto base.

Tempo fa chi vi scrive si è ritrovato infatti dal chiedere informazioni sulla fila prioritaria a ritrovarsi immediatamente in cima alla fila per l’imbarco perché su 180 persone circa in attesa di imbarco i prioritari erano in pratica una decina scarsa.
E chi ha riportato la sinossi del pezzo di Nvxss lo sa bene, infatti in modo assai “furbetto” inanella due frasi che consentono la costruzione da fotoromanzo social:
Roberto Vannacci arriva al gate dello scalo di Elmas e passa davanti ad alcune persone in attesa, magari perché in possesso di un accesso priority o fast track.
seguita da
Qualcuno protesta. Qualcun altro guarda male. Il normale, civilissimo malcontento aeroportuale italiano.
Creando artatamente e costruendo la figura del politico italiano “della casta” che, in quanto tale, esibisce privilegi superiori ai comuni mortali che “restano in attesa” e protestano impotenti finché arriva l’eroe di turno a salvare tutti.
E fa peggio che ignorare che il “privilegio” di casta in questo caso costa 20 euro, lo sa benissimo ma lo nasconde dietro il “magari” paracu*o delle storie ragebait basate sul “Eh ma io non so che sia vero ma lo dico lo stesso, casomai se me lo rinfacciate ho usato la formula dubitativa”.
Poi arriva il resto della storia, della quale peraltro al momento c’è solo una fonte dubitativa di secondo grado (la pagina FB cita una pagina Instagram che cita “varie fonti” anonime) secondo cui il giovane dopo aver urlato Fascista sarebbe stato identificato ma, francamente, sarebbe accaduto se chiunque dopo l’accaduto avessse segnalato la cosa.
Intanto però i click a casa sono arrivati e il fotoromanzo social è stato diffuso.