Possiamo già parlare di un Porfido in crisi di idee, se a giugno 2016 era costretto a fondere rumors e bufale in un Voltron di viralità:
Ecco Ren Jianxin, i giornali non ne parlano, ma è una delle persone più potenti al mondo. Il suo patrimonio si aggira intorno 500 miliardi di euro, una cifra più alta del pil della Grecia, della Macedonia, della Slovenia e della Croazia. Ma adesso, Jianxin punta direttamente sull’Italia. Gentile, garbato, simpatico, incarna alla perfezione l’ideale di uomo dei poteri forti.
Presidente della più grande azienda farmaceutica cinese, la Chemchi, è anche membro del Partito comunista cinese. Proprio pochi mesi fa ha acquistato, pagandola al momento, in un battito di ciglia, la Syngenta, una delle più grandi aziende cinesi di pesticidi e sementi. 43 miliardi buttati giù in un secondo. Ma Ren può farlo, può fare questo e altro. Nel frattempo, ha avuto anche il tempo per comprare qualche altra azienda italiana, arrivando fino a prendere azioni delle Poste italiane. Un potere così forte, tradotti in termini semplici, vuol dire che il magnate cinese, dal prossimo anno, senza che altri forniscano informazioni geo-politiche globali agli agricoltori, conquisterà tutto il mercato agricolo italiano. Detto in parole ancora più semplici, significa che le produzioni del mercato italiano verranno esportate in Cina, una produzione che si concentrerà principalmente sulla soia e su prodotti tipici del Sol levante.
I giornali non ne parlano, le televisioni manco a farlo apposta. Intanto dall’alto, i poteri forti spostano investimenti e pedine politiche a loro piacimento. Il nostro giornalismo d’inchiesta, invece, arriva sempre dove gli altri non vogliono arrivare. Senza peli sulla lingua, raccontiamo la verità delle cose.
Ci è voluto poco al nostro buon Porfido per tirare fuori un pezzo di sorprendente allarmismo che solletica ogni corda possibile del lettore.
Gli è bastato trasformare una offerta di acquisto in un acquisto finalizzato, quando il Sole 24 Ore conferma (peraltro in contrasto col i giornali non lo dicono urlato dal buon Porfido) che, ad ottobre 2016, Chemchi
Non è ancora riuscita a conquistare Syngenta e già potrebbe essere coinvolta in un’altra fusione.
E gli è bastato riciclare la bufala, già da noi affrontata, del controllo cinese delle Poste Italiane.
Siamo alla bufala Voltron: più testi che si fondono in uno per raggiungere, da premesse gonfiate e/o inesatte, un risultato grottesco.
Se ogni singolo postulato della grande scoperta di Porfido non quadra, è evidente che il risultato finale non potrà che essere il solito, allarmistico clickbait.
A parte il fatto che, ovviamente, anche se l’offerta di acquisto di Syngenta dovesse andare a termine, ciò non darebbe a Chemchi l’automatico controllo dell’agricoltura Italiana.
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