Siamo nel 1995, al “tempo dei miti e delle leggende”. Sugli scaffali è appena arrivata la Playstation di primo modello, in TV ci sono i Power Rangers e il mondo ha una gran fame di intrattenimento a basso costo e di minimo impatto.
Siamo in tempi precedenti lo streaming: la TV è ancora il centro della vita di tutti, e Universal lancia una serie di film destinati ad essere, in caso di successo, pilot di serie televisive di successo, il cosiddetto Action Pack.

Parte dell’Action Pack comprende serie veramente assurde e dimenticabili come Cleopatra 2525 (storia di una spogliarellista di nome Cleopatra che si risveglia dopo un ritocco al seno in un mondo futuro e distopico per diventare una paladina della libertà e una postmoderna Charlie’s Angel guerriera) e Jack of All Trades, storia di una sfacciata spia dell’America Coloniale interpretata da un gigione Bruce Campbell.
Parte della serie comprende una serie di film-pilota che poi si concreteranno in un modello televisivo di successo, una faida tra attori le cui conseguenze durano ancora adesso e un intero filone della narrativa mondiale: Hercules e il suo spin-off più fortunato Xena Principessa Guerriera (e quello più sfigatello Young Hercules)
Ma andiamo con ordine
Prima di Hercules: Sam Reimi
Sam Reimi era un giovane regista e sceneggiatore nato letteralmente dalla gavetta, nel senso più puro e meno denigratorio del termine: produzioni di basso livello, con mezzi di fortuna e un bullpen di giovani professionisti come lui pronti a fare gavetta nel futuro, quel genere di persone che fanno del motto per aspera ad astra uno stile di vita, o per chi non fosse affezionato ai proverbi latini abituati a mangiare del pane duro.
E il pane duro è il cortometraggio Within the Woods del 1978 che un giovane Reimi girò col suo migliore amico, il futuro attore Bruce Campbell per ottenere i soldi per passare ai mediometraggi e lungometraggi horror.
Within the Woods è di fatto un pilot occulto della saga de La Casa, o meglio contiene i temi che a Reimi e Campbell sarà concesso di affrontare in una produzione seria solo successivamente, ed è una rilettura slapstick e con un umorismo da fumetto di serie B, chiasso, sangue finto e budella plasticose del genere slasher/occulto: un gruppo di giovinetti tra cui Bruce Campbell (che interpreta un giovane di nome Bruce…) vanno in camporella nei boschi dove vengono inseguiti, posseduti e martoriati dagli spiriti del male che li uccidono tutti in modi brutali e a tratti comici. Ellen Sandweiss nel ruolo di Ellen diventa quindi la Final Girl, ragazza che sopravvive al finale (aperto quindi potrebbe essere morta poco dopo) menandosi con orrendi mostracci.
Solo nel 1981 il sogno dei due diventerà qualcosa di concreto, e nascerà La Casa, seguito dal remake/sequel esteso La Casa 2 e il sequel/spinoff L’Armata delle Tenebre (1990), dove Ash Williams (il personaggio che prende il posto di Bruce) viene prima umiliato e sconfitto da non meglio precisati demoni che possiedono i suoi amici, i Deaditi e poi si ritrova in una avventura nel passato per sfidare le origini del Male armato di una protesi al braccio (perso nei primi film) che consente di sostitiuire una mano meccanica funzionante con una motosega e sfidare zombie e scheletri con gag visuali da film comico (è evidente l’ispirazione dei Tre Marmittoni) e sequenze di combattimento da fumettone ultracolorato.
Anche i fumetti sono tra le ispirazioni di Reimi, e come vedremo peseranno sul futuro di Hercules e Xena: prima (come vedremo molto più avanti nella linea temporale) di coronare il suo sogno e diventare un amatissimo regista coinvolto nell’Universo Cinematico Marvel e SONY/Marvel, Reimi aveva cercato senza successo di ottenere i diritti del personaggio fumettistico The Shadow ovvero L’Uomo Ombra.
L’Uomo Ombra era di fatto il padre nobile di tutti i superoi pulp e i detective mascherati come Batman: un brillante detective, aviatore e magnate di industria che in cerca di redenzione per le sue cattive azioni in passato ha deciso di diventare un eroico vigilante (mascherandosi quindi per evitare complicazioni con le autorità) assecondando la sua naturale tendenza alla brutalità ed al temperamento bellicoso anziché reprimerle, ma rivolgendole al Bene anziché al Male.
Nessuno diede ad un esordiente come Reimi i diritti per un personaggio così “nobile” (il film fu assegnato ad altri) e Reimi dovette arrangiarsi inventando Darkman, una sorta di Shadow della mutua, un brillante scienziato intento ad inventare una pelle sintetica in grado di salvare le vittime di ustioni di tutto il mondo e ironicamente costretto ad usarla quando dei malfattori lo intrappolano nel suo laboratorio in fiamme lasciandolo orrendamente sfigurato.
Peyton Westlake scopre quindi che la pelle sintetica “difettosa” è in realtà “solo” fortemente fotosensibile: si degrada dopo 99 minuti di esposizione alla luce solare diretta ma ha durata illimitata al buio, e viene “salvato” da un gruppo di medici che per evitargli le costanti sofferenze dovute alle ustioni danneggiano ulteriormente le terminazioni nervose, rendendolo incapace di percepire il dolore ma in grado di esprimere una maggiore “forza isterica” (la capacità di esprimere una forza superiore a quella che potrebbe danneggiare il corpo, limitato naturalmente dal dolore) ma peggiorando il suo stato psicologico.
Sam Reimi scrisse così la sua prima storia di supereroi, creando Darkman, l’eroe che è ” tutti gli uomini, e nessuno […] dappertutto, e in nessun luogo”, che usa il suo genio e la sua creazione per creare maschere e quanti di “finta pelle umana” che, come l’italiano Diabolik, gli danno la capacità di assumere ogni aspetto che desidera (ancorché solo di notte, o per 99 minuti al giorno), alternandosi tra il combattere il crimine, combattere i criminali che lo hanno sfigurato e sfuggire alla bellissima fidanzata Julie, dalla quale rifiuta di farsi vedere trasformato in un mostro e in uno stato mentale precario e costantemente rabbioso.
Eppure Darkman ha una serie di elementi che vedremo in Herclues e Xena: una brillante contaminazione di generi che passa dal supereroico all’horror, fermandosi in commedia e fumettistico, la tendenza a lanciare attori esordienti rendendoli famosi e amati (Peyton Westlake, l’eroe, è niente poco di meno che un giovane Liam Neeson, la sua fidanzata Frances McDormand prima della sua lunghissima sarabanda di premi), l’uso di catchphrase, taglines e stilemi del fumetto e un uso spregiudicato di CG ed effetti speciali economici ma di impatto.
Arriviamo così ad Hercules, prodotto dalla stessa Reinassance Pictures, attualmente Reimi Productions responsabile della saga di Evil Dead (La Casa, La Casa 2 e L’Armata delle Tenebre), e Darkman.
Dai Supereroi agli Eroi del Mito
Sam Reimi finisce quindi a narrare “la storia di un tempo lontanissimo, il tempo dei miti e delle leggende: gli antichi Dèi erano crudeli e meschini. Soltanto un uomo osò sfidare la loro potenza: Hercules. Hercules era in possesso di una forza sconosciuta sulla terra, una forza superata solo dal suo coraggio, ma dovunque andasse era perseguitato dalla matrigna, Giunone, la potentissima regina degli Dèi. L’eterna ossessione di Giunone era quella di annientare Hercules: lui era la testimonianza vivente dell’infedeltà di Giove. Finché degli esseri umani avessero invocato aiuto, c’era un uomo sempre pronto a correre in loro soccorso incurante delle difficoltà: Hercules”
Ma a farlo nel suo modo caciarone e chiassoso: le stagioni di Hercules si muovono su due direttive: il plot principale, che vede l’eterna ossessione di Giunone, ovvero i piani sempre più elaborati della Regina degli Dei di ostacolare il nostro eroe, interpretato da un giovane e ancora non controverso Kevin Sorbo, ed una tipologia narrativa formulaica, tipica dei telefilm dell’epoca. Sostanzialmente quella che abbiamo visto in Giappone con Guerre tra Galassie proprio nel numero scorso di questa rubrica.

Nel mondo di Reimi Hercules è il bravo ragazzo Americano prima che l’America stessa esista. Conosce tutti, tutti lo amano e lo stimano, lui è amico di tutto e praticamente la Grecia esiste come sfondo per le sue avventure.
Salvo durante il plot principale con Giunone e, come vedremo, alcuni plot più estesi di significanza, Hercules si sveglia quindi tutte le mattine col suo amico/spalla comica/partner di vita etero/amico per sempre Iolao (interpretato dall’attore e regista neozelandese Michael Hurst) e decide di andare in un villaggio a caso, o una taverna, o a incontrare svariati personaggi del mito che vanno da Giasone ai Re Magi (e non sto scherzando) passando per vari pirati, l’Arcangelo Michele e sostanzialmente chi più ne ha più ne metta e incontra nel frattempo svariati predoni, villici e qualche mostraccio che opprimono il popolo innocente.
Hercules, il quale è un eroe, giustamente chiede loro di smetterla di perpetrare il male, i predoni e villici cattivi, che giustamente non sono degli eroi, preferiscono ridergli in faccia e ricordargli che loro sono i cattivacci della settimana e il loro scopo è perpetrare il male. Hercules altrettanto giustamente usa la sua forza di semidio per cominciare una scazzottata in stile Bud Spencer dove Iolao fa il Terence Hill della situazione, meno forzuto ma agile, furbo e incline ai trucchetti più divertenti e i villici sono salvi, tutti ridono, fermo immagine da sitcom anni ’80 con dieci anni di ritardo, sigla, festa.

Il tutto naturalmente secondo il tipico umorismo di Reimi: può quindi capitare di vedere Hercules e Thor che convincono Loki a rimandare il Ragnarok, Hercules che insegna ad una ragazzina a ballare in una parodia di Dirty Dancing, Hercules e Iolao che partecipano alla Rivoluzione Francese, Hercules che cerca di redimere il suo amico, il famoso ladro Autolico (interpretato da Bruce Campbell, amicone di Reimi) dissuadendolo dal tentare il “colpo grosso alla First Greece Bank” e la dea Discordia, fedele serva del dio ostile Marte, che trasforma Hercules in un maialino parlante in giacca e pantaloni che a sua volta cerca di non diventare salsicce.
E queste sono sostanzialmente le cose più normali che accadono nella parte episodica della serie, perché se dovessimo passare ai plot, in sole sei stagioni è letteralmente accaduto di tutto e di ogni cosa.
Ad esempio un plot in cui Iolao viene ucciso (non a lungo: tornerà in vita dopo essere diventato un Angelo di un corpo segreto di angeli devoti a lottare contro il Male, alle dipendenze di un Arcangelo Michele molto più serio e impettito) ma Hercules recupera uno Iolao alternativo da una dimensione alternativa governata da un Hercules malvagio col pizzetto (secondo il tropo narrativo introdotto da Star Trek per cui tutti i gemelli malvagi hanno il pizzetto) tanto timido e spaventato quanto lo Iolao originale era coraggioso e sfacciato, se lo porta in giro e poi lo accasa con una affascinante sirenetta quando lo Iolao originale decide di lasciare il posto fisso da Arcangelo per tornare sulla terra.
Come tutte le produzioni di Reimi, Hercules era sostanzialmente un capolavoro di miseria: fatto citato espressamente in un episodio di Xena ambientato nel futuro (dove Lucy Lawless non interpreta la Principessa Guerriera, ma una timida e dolce archeologa scioccata da quello che un personaggio-avatar di Reimi le rivela di voler fare con le “cronache delle avventure di Hercules e Xena” che lei ha trovato), Reimi e la produzione decidono di spostarsi in Nuova Zelanda dove le ambientazioni ricordano i set bucolici dei peplum ma con costi inferiori assumendo attori “non così famosi” (la Lucy-Archeologa, Janice osserva il simil-Reimi con sdegno quando questi afferma che assumendo “reginette di bellezza fallite” al posto di vere attrici e inserendo mostracci con musichine sterotipate riuscirà ad ottenere la massima resa con la minima spesa).

A completare il mondo abbiamo un ricco cast in crescita: il ladro Autolico, il buffo mercante imbroglione Salmoneo, e Reimi decide di passare dal mostrare gli Dei come presenze in CG a presentarli come attori. Abbiamo quindi Afrodite/Venere, interpretata da Alexandra Huntingdon Tydings come una biondina svampita e un po’ ochetta dal cuore enorme ma dal cervello carente e un Ares/Marte interpretato da Kevin Smith come un cattivaccio alla Skeletor, inizialmente temuto e riverito esecutore della volontà di Hera, col passare delle stagioni un villain stereotipato, buffo e inefficiente i cui piani sempre più complessi falliscono rendendolo oggetto della derisione del pubblico, del popolo e degli eroi che si spingono a provare pietà per la sua serie di tristi fallimenti.
Reinassance Pictures, attualmente Reimi Productions come abbiamo visto contattò quindi Weta Workshop ditta Neozelandese per produrre trucco, parrucco ed effetti speciali.

Sin dalla sigla inziale fanno mostra di loro mostracci in una CG così finta da sembrare offensiva: ma era tutto calcolato.
Come abbiamo visto col Virtual Boy, negli anni ’90 la CG doveva essere vistosa, doveva spiccare dal resto della serie a costo di sembrare trash: sostanzialmente era un flex, un tentativo di ostentare allo spettatore che Hercules non era uno show così economico e pezzente, se poteva permettersi la CG.
Arriva Xena, e comincia la fine (ma non per causa sua)
Ad un certo punto in tutte le sitcom appare un breakout character. L’esempio quintessenziale è Fonzie di Happy Days: Happy Days avrebbe dovuto essere una serie corale centrata intorno alla sola famiglia Cunningham e i loro amici più stretti, con Fonzie tra i personaggi di sfondo come “generico motociclista e greaser presente da Arnold’s”, ma la fama del personaggio l’ha portato dapprima a diventare deuteragonista e poi coprotagonista se non protagonista e autore dei momenti più assurdi della serie, come il primo salto dello squalo in TV (momento in cui diventa chiaro che una serie televisiva ha sostanzialmente perso le sue radici e la sua direzione devolvendo in scene assurde messe lì a caso per attiraregli spettatori), in un episodio in cui i piccolo-borghesi Cunningham, incarnazione dell'”uomo comune” vanno tutti in una lussusosa vacanza nella quale Fonzie dimostra il suo coraggio saltando sopra una gabbia di squali con gli sci d’acqua.
Entra ora in scena Lucy Lawless, attrice in molti rispetti superiore a Sorbo, assunta per il ruolo della “cattivona della settimana” che decide di restare e non andarsene più.

Il design originale di Xena la Principessa Guerriera, peraltro più scosciata e a maggior rischio di incidenti di guardaroba rispetto al design successivo prevedeva la cattivona della settimana.
La strana coppia “etero ma anche un po’ no” Hercules e Iolao nel loro tour mondiale per saccagnare i cattivacci e salvare la plebe incontrano una cattivaccia particolare, Xena la Principessa Guerriera. Brigante, un po’ tiranella, decisamente malvagia, fedele seguace di Ares ma più competente del suo incompetente boss, che come da copione standard delle avventure di Hercules decide di perpetrare il male.
Hercules le chiede giustamente di non farlo, Xena giustamente gli ride in faccia, i due combattono, Xena decide che un ottimo modo per risolvere la questione è portarsi a letto Iolao per la storia di “Tira più un pelo di fi*a che un carro di buoi” e quindi dividere i due amici, limitare le possibilità di Hercules di intimarle di smettere di perpetrare il male e guadagnare un seguace nuovo riportandolo all’eterosessualità militante (cosa ironica, come vedremo per una serie di motivi), ma Hercules e Iolao si riappacificano, Xena si pente e decide di smettere di perpetrare il male diventando ella stessa una eroina pronta a difendere i buoni, esercitare la misericordia, riparare alle sue cattive azioni, ma nonostante qualche crossover con Hercules andarlo a fare in un suo spin-off perché Kevin Sorbo cominciava a detestare sia Lawless che Xena.

Lucy Lawless sostanzialmente era entrata nella band of brothers (and sisters) che era Reinassance Pictures (come visto prima un progetto personale di Reimi e Campbell) in modo più profondo e professionale di quanto Sorbo aveva mai fatto, cominciando una collaborazione che avrebbe visto i fratelli Reimi, Campbell e Lawless fianco a fianco in diversi progetti anche successivi, anche quando l’astro di Kevin Sorbo sarebbe tramontato.
Nasce così Xena:
“Al tempo degli dèi dell’Olimpo, dei signori della guerra e dei re che spadroneggiavano su una terra in tumulto, il genere umano invocava il soccorso di un eroe per riconquistare la libertà. Finalmente arrivò Xena, l’invincibile principessa guerriera forgiata dal fuoco di mille battaglie. La lotta per il potere, le sfrenate passioni, gli intrighi, i tradimenti furono affrontati con indomito coraggio da colei che, sola, poteva cambiare il mondo”
Da principio, sostanzialmente Xena Principessa Guerriera era uno spin-off di Hercules con più soldi (sempre pochi), una recitazione migliore (ricorderemo per sempre una scena in Hercules in cui Sorbo, intepretando l’Hercules malvagio della dimensione malvagia, legge il gobbo nel quale c’era scritto “Esprimi disappunto” e urla “Disappunto!!” in camera), più tette (Lucy Lawless era pur sempre una reginetta di bellezza) e più ammiccamenti.

Lo stesso ingresso di Lawless nella allegra banda di amici di Reimi è dovuto (oltre come vedremo alla personalità più professionale di Lucy Lawless rispetto a Sorbo vittima del proprio personaggio) al puro e sfacciato caso: Reimi voleva Vanessa Angel, la modella inglese primo sogno erotico di generazioni di nerd nel ruolo di Lisa, la bellissima donna-genio Cibernetica del telefilm Weird Science, variazione del mito del genio della lampada in cui due nerd allupati cercano di creare la “donna perfetta” nel computer di casa e ottengono insieme una versione 2.0 del Genio della Lampada che anziché concedere le sue grazie agli allupati esaudisce desideri nel tentativo di migliorare le loro vite e renderli più maturi.
Vanessa Angel non poté trasferirsi neppure temporaneamente in Nuova Zelanda, presero l’attrice all’epoca esordiente e regina di bellezza Lucy Lawless (motivo per cui Reimi la deride giocosamente nel citato episodio della serie), le chiesero di tingersi i capelli di nero e la promossero da comparsa a protagonista.
La presenza di Lucy Lawless nel ruolo della “generica amazzone bionda” fu spiegata con la tipica ironia da sfondamento della quarta parete di Reimi con Xena che ammette nel corso della serie di avere un viso così comune che il setting della serie è pieno di sosia di Xena, alcune amareggiate dal somigliare alla “Principessa Guerriera” e quindi rischiare di essere perseguitate dai suoi nemici, altre contente che la fama della loro sosia le abbia promosse da “donne comuni con un volto comune” a “sosia della donna più bella e pericolosa al mondo” e quindi pronte a capitalizzare in vari modi sulla fama della sosia più illustre.

Ovviamente, nonostante Lucy Lawless sia tra le 50 donne più belle al mondo e quindi, francamente, comune un accidente.
Tornando alla trama, lo spin-off diventa rapidamente Hercules ma fatto molto meglio: Kevin Sorbo accuserà platealmente Reimi di aver dato il personale migliore, gli scrittori migliori e l’attenzione migliore allo Spin-off danneggiando lo show padre.
Xena ormai pentita torna a casa ad Anfipoli dove scopre che a causa di tutte le sue cattive azioni nessuno la sopporta più: raccatta quindi la dolce secchiona bionda Olimpia (Gabrielle in originale), bardo e scrittrice part-time facendone la sua Iolao personale e decidono di viaggiare per il mondo con la stessa identica struttura formulaica di Hercules. La solita: Olimpia e Xena vanno in un villaggio perseguitato dai malvagi, Xena chiede educatamente ai malvagi di smetterla, i malvagi le ridono in faccia e la opprimono in quanto donna chiedendole di tornare in cucina o altre facezie, Xena che non è una dea ma è una camponessa di arti marziali assurde, emette il tipico urlo di battagilia (qualcosa tipo HIYAYAYAYAYAYAYAYAYAYAYAYAYAYAYAYAAAAAAAAAH!, con l’accento prima dell’acca…), lancia il suo Chakram rotante (un disco rotante inciso a greche che rimbalza come lo scudo di Capitan America, che subisce un upgrade nelle stagioni finali diventando in grado di sdoppiarsi in due boomerang a forma di Yin e Yang) e usa i punti di pressione come Ken il Guerriero per sottomettere i nemici, ma senza ucciderli (conosce infatti un punto di pressione per paralizzare la gente ed uno per deparalizzarla quando la gente smette di perpetrare il male), di tanto in tanto concedendosi assurdi fuori rotta come salvare Gesù Bambino e insegnare agli antichi greci la gioia del Natale)

Anche Xena ha come nemico Marte, con l’aggravante che Marte in fondo si era pure innamorato di Xena e quindi ora oltre che perseguitarla perché è malvagio rosica pure perché ella lo rifiuta, ma anche Callisto, amazzone diventata completamente folle dopo essere stata una delle vittime di Xena nel suo periodo malvagio.
Una serie di archi narrativi di lungo respiro vedono Olimpia sedotta e messa incinta da “Dahak il dio malvagio dell’eterno fuoco”, che appare spacciandosi per il dio GiudeoCristiano salvo poi rivelarsi come “Dio del Male prima della creazione del mondo”, sedurre prima e violentare Olimpia poi per mettere al mondo una figlia semidea con lo stesso aspetto di Olimpia (per risparmiare sulle attrici) causa della morte di Iolao (che come abbiamo visto migliora) e del figlio di Xena (che non migliora, separando le due amiche per diverso tempo), poi Xena partecipare alla nascita del Cristo ed all’ascesa di Cesare (rendendo la timeline alquanto ballerina), episodi assurdi come quelli dello show padre e Xena e Olimpia che passano da coppia di “partner etero” alla Hercules e Iolao a vere e proprie partner sentimentali.

Tra episodi simil western, e l’apparizione di Ted Reimi (fratello di Sam Reimi) nel ruolo di “Corilo il Grande”, buffo ometto con l’ambizione di diventare un guerriero, innamorato di Olimpia all’inizio ma poi fedele fino alla morte a Xena, Olimpia e alla loro missione di perpetrare il bene, Xena si incammina lungo una conclusione epica mentre Hercules devolveva in storie di cloni dimensionali e assurdità.
Callisto si reincarna in Eve, “concezione vergine in Xena” per redimere l’anima di Callisto ma anche per portare al “crepuscolo degli Dei”, la fine del ciclo degli Dei Olimpici e l’inizio dell’Evo Moderno, e grazie al sacrificio di Corilo e di alcuni degli Dei dell’Olimpo tutti gli dei perdono il loro potere (Hercules torna da stagioni passate a rompere il ca**o sostanzialmente a tutti i Pantheon del mondo anticipando God of War per proteggere Eve mettendosi contro il suo stesso padre e causandone la morte, anche se Zeus lo perdonerà), Olimpia e Xena vengono ibernate per svegliarsi nel futuro con Eve adulta e resa malvagia da Ottaviano Augusto (!!!) così tanto da uccidere il fedele Corilo, la riportano alla bontà e la banda si separa per un ultimo viaggio in Cina.
Eve resta per “Portare la parola di Eli” (cameo lawyer friendly di Gesù) e predicare la pace, Xena muore in Giappone per redimere il suo atto di malvagità e Olimpia, che ora ama ufficialmente e in modo riconosciuto Xena, giura di continuare anche lei a portare la pace e la giustizia e di continuare a reincarnarsi per cercare le molteplici incarnazioni di Xena nelle epoche, che hanno in comune essere donne innamorate dell’incarnazione di Olimpia e che hanno nel cuore la pace e la giustizia.
E questa è la fine.
Cosa accadde dopo?
Kevin Sorbo fu il motivo per cui Hercules finì prima di Xena: ufficialmente era stanco, aveva problemi di salute e non voleva essere typecastato. Di fatto aveva scoperto il nazionalismo Cristiano-Evangelico Americano, rosicava moltissimo perché “la terza comparsa a destra” gli aveva scippato lo show e a cagione delle sue “nuove idee” non riusciva a mandare giù il fatto che uno show con una eroina apertamente bisessuale, antirazzista, femminista e poco incline ai “valori familiari” gli avesse fatto terra bruciata intorno e fosse rimasta in buoni contatti coi Reimi. E non aiutò il fatto che uno spin-off/prequel a sfondo “scuola superiore” con le avventure del “Giovane Hercules” in un liceo per eroi ebbe ancora meno meno successo.
Ad aggravante dell’animosità di Sorbo, ormai diventato speaker del popolo MAGA, carriera di Sam Reimi infatti ebbe un nuovo rinascimento assieme al “gruppo di amici” che erano Campbell, Lawless e Ted Reimi.

Sam Reimi ebbe la sua prima produzione di supereroi “seria”, Spider-Man (2002), che lo lanciò dal SONY Cinematic Marvel Universe al Marvel Cinematic Universe, e tirò dentro l’amica in un cameo come uno dei cittadini che provano ammirazione per l’Uomo Ragno e per il bene che fa.
Kevin Sorbo, la cui carriera era arrivata a Treciento: Chi l’ha duro la vince e Bitch Slap: le Superdotate decise che, ovviamente, Lucy Lawless aveva ottenuto il cameo ed era rimasta in contatto con Reimi perché aveva sedotto Rob Tapert (partner di Reimi) “portandolo via a moglie e figli” ed avevano avuto una storia in Nuova Zelanda.
Cosa alla quale Lucy Lawless rispose ridendo in faccia a Sorbo su X con un post traducibile come
“Che ridere nocciolina! Così mi uccidi!!!”
Negli anni Sorbo decise che Xena aveva distrutto la sua carriera in Hercules perché era uno show più violento, con le lesbiche e senza i valori familiari e nonostante entrambi fossero in Bitch Slap: Le Superdotate (il cui regista aveva preso parte a qualche episodio di Hercules e Xena), non aggiustarono mai la loro relazione professionale.
E sottolineo mai.
Lucy Lawless ebbe un ruolo da antagonista principale in Ash vs Evil Dead, sequel telefilm de La Casa nel ruolo di Ruby, misteriosa figura dai poteri imprecisati alla ricerca del Necronomicon Ex Mortis e del segreto dei Deaditi e ultima opera di Bruce Campbell prima del suo ritiro quasi totale dalle scene per motivi di salute, in Battlestar Galactica e diverse posizioni di pregio.

Sam Reimi ha recentemente portato al cinema il Dottor Strange con Dottor Strange nel Multiverso della follia (2022) usando tutto il suo umorismo.
Kevin Sorbo tornò a confrontarsi con la Lawless dichiarando, a seguito del sei Gennaio 2021 che era una “false flag di Antifa” e che i rivoltosi di Capitol Hill erano veri patrioti.
Ottenendo la seguente risposta della Lawless
No Nocciolina. Quelli non erano patrioti. Erano le tue scimmie volanti, terroristi domestici, attori di QAnon. Sono la feccia che va in giro a commettere le male azioni di persone come te che adorano dargli la carica come tanti pupazzi a molla e vederli fare del loro peggio #lavatiquellemaniluride #istigatore
E contando che secondo il finale di Hercules dopo la fine degli Dei Hercules vaga immortale per il mondo sotto le sembianze di Sorbo e Xena si reincarna di corpo in corpo, con l’ultimo in Lucy Lawless, il derby continua ad esistere.