“Senza timbro non circoli più”: il clickbait è servito

Si tratta di “terrorbait”: titoli volutamente fuorvianti e assurdi, come “Senza timbro non circoli più”, creati apposta per far condividere gli articoli e provvocare indignazione e condivisioni.

"Senza timbro non circoli più": il clickbait è servito
“Senza timbro non circoli più”: il clickbait è servito

Chi condivide si rende ridicolo: l’articolo alla fine dice tutt’altro e anche in questo caso il timbro citato non esiste, ma alla fine porta a casa click e condivisioni per circuiti che con l’indgnazione hanno ottenuto successo, specialmente sulle “leggi assurde” e inventate che tanto eccitano la fantasia dell’aspirante Masaniello “ribelle contro le leggi cattive”.

“Senza timbro non circoli più”: il clickbait è servito

L’articolo segue le regole del “SEO Stuffing”: un lungo panegirico che si ripete e si avvita su se stesso parlando di cose tipo “un cambiamento, una norma, un vincolo o un problema piomba, quasi di soppiatto, nella vita del cittadino senza (quasi) preavviso: o senza che, magari, se ne abbiano adeguate informazioni”, creato apposta per nascondere l’autosmentita dentro un lunghissimo muro di testo e dare l’illusione di un contenuto di pregio, premium e degno di viralità e infine lo spoiler.

“Il timbro a cui facciamo riferimento è quello della revisione.”

Dichiara il testo. E grazie al cavolo: la revisione auto esiste almeno dagli anni ’80 in Italia, e dal 2014 non esiste più “un timbro”datosi che la Transizione al Digitale è arrivata pure nel mondo dell’automobile rendendo possibile tracciare la revisione in modo telematico e senza applicare talloncini sul libretto di circolazione, che ormai per veicoli datati sarebbe diventato spesso come un portafogli.

Ma all’articolista evidentemente non premeva ripristinare la verità dei fatti, ma solo fare cassa di click.

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