Questa non è la cena da McDonalds che Trump ha preparato per la delegazione Ucraina

Ci segnalano i nostri contatti un post TikTok che mostrerebbe la cena da McDonalds che Trump ha preparato per la delegazione Ucraina: un tavola imbandita con cibo da fast food.

In realtà l’immagine non c’entra niente con gli incontri diplomatici tra USA e Ucraina, ma riguarda una delle molteplici “soluzioni creative” intraprese dal Tycoon nel corso del suo primo mandato

Questa non è la cena da McDonalds che Trump ha preparato per la delegazione Ucraina

Siamo nel 2019, in pieno shutdown, da non confondersi col Lockdown pandemico.

A dicembre 2019 Trump aveva infatti di fatto bloccato l’approvazione della legge di rifinanziamento dei servizi pubblici esigendo l’introduzione di una posta di bilancio per creare un muro al confine col Messico che a suo dire avrebbe fermato l’immigrazione, forte tema in entrambe le sue campagne elettorali.

Questa non è la cena da McDonalds che Trump ha preparato per la delegazione Ucraina
Questa non è la cena da McDonalds che Trump ha preparato per la delegazione Ucraina

In assenza di un bilancio approvato, i servizi essenziali vengono garantiti ma tutti gli altri servizi vengono bloccati, mandando i dipendenti in aspettativa non retribuita con stipendio congelato fino all’approvazione del nuovo bilancio (in quel caso essi vengono resi con gli interessi).

Il mese dopo, a Gennaio, Trump si trovò ad ospitare alla Casa Bianca i vincitori del Campionato Universitario di Football, i campioni dell’Università di Clemson.

In pieno blocco dei bilanci, secondo quanto dichiarato dallo stesso Tycoon, gli fu impossibile provvedere per un catering, decise quindi di rimediare a suo modo e di sua iniziativa offrendo agli atleti un “ricco buffet” di articoli di McDonald’s, Burger King e Wendy’s, tre delle più note catene di Fast Food Americane.

Non si tratta quindi di un’azione recente, ed ha una sua motivazione nel blocco dei fondi dell’epoca.

Non è un caso se nella notizia “rieditata” compare un logo “Russia News”, tipico della campagna “doppelganger” di notizie occidentali “reinterpretate” ad arte se non reinventate.

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