No, questo video non mostra Milei che abolisce i simboli comunisti dall’Argentina

Ci segnalano i nostri contatti un video che mostra delle persone cancellaare un’effigie di Che Guevara: una sovrapposizione di Javier Milei, premier Argentino e la didascalia dichiarano che il video dovrebbe mostrare “Milei che abolisce i simboli comunisti dall’Argentina”

Si tratta di una narrazione sviata e falsificata, un uso strumentale di una immagine decontestualizzata. Sostanzialmente non sono stati aboliti i simboli comunisti dall’Argentina.

No, questo video non mostra Milei che abolisce i simboli comunisti dall’Argentina

Il video originale è stato pubblicato sugli account social di Jorge Macrì, capo del governo della città di Buenos Aires, col titolo di “Sgombero 399” il 22 Agosto del 2025.

Il giorno 25 dello stesso mese il governo cittadino ha pubblicato una nota stampa autoincensando la sua attività contro “il degrado e le occupazioni pubbliche” rivendicando una campagna di sgomberi che ha investito come “immobile 399” un palazzo occupato dal Movimiento Izquierda Juventud Dignidad, formazione politica di sinistra che curiosamete nel comunicato è descritta col nome precedente (ha cambiato nome nel 2021) di  Movimiento Independiente de Jubilados y Desocupados.

No, questo video non mostra Milei che abolisce i simboli comunisti dall'Argentina
No, questo video non mostra Milei che abolisce i simboli comunisti dall’Argentina

La presenza di un volto cancellato del Che non si deve dunque ad un ordine di abolizione dei simboli comunisti, ma allo sgombero della sede del MIJD, sgombero che, come descritto dalla nota stampa, prevedeva la remissione in pristino dei locali prima dell’occupazione del movimento (lo sgombero era pendente secondo le autorità locali da 12 anni) e la rimozione di tutte le masserizie e gli effetti personali degli occupanti.

Non esiste ad oggi alcun “divieto di simboli del comunismo”.

La cosa che più vi si avvicina è il decreto 1084/2024 che vieta la “pubblica esibizione, collocazione o diffusione di immagini, simboli, opere o qualsiasi altro riferimento personale che possa essere interpretato come una forma di propaganda politica a favore o di culto della personalità politica in edifici o opere pubbliche, uffici, monumenti o altri beni mobili o immobili appartenenti allo Stato”.

Caso che non si applica all’evento mostrato nel video, e in ogni caso il decreto citato non contiene neppure la parola “comunismo”.

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