Ci segnalano i nsotri contatti una serie di post che dovrebbero essere dell’autista denunciato per aver lasciato un bambino fuori dall’autobus a Belluno. Post ragebait, allucinati, in cui il presunto autista sembra scegliere le parole giuste per far inca**are, riuscendoci a giudicare dai commenti, tutti i lettori ergendosi a paladino della legalità e fustigando il ragazzino oggetto della vicenda.
No, questo non è l’autista denunciato per aver lasciato un bambino fuori dall’autobus a Belluno
Se i post sembrano esasperati è perché lo sono: sono interpretazioni del “Re dei Troll” Saolini, personaggio noto per interpretare sui social svariati personaggi odiati dalla cronaca prendendo volutamente posizioni urticanti e “ragebait” per raccogliere interazioni di vario tipo basate sul fatto che il commentatore medio ormai commenta prima, legge, poi, e solo se gli capita.
La vicenda reale ormai è del tutto nota a chiunque: S.R., ex camionista ed ora autista di linea avrebbe dichiarato ad un ragazzino di undici anni, utente del servizio per motivi scolastici, che essendo stato l’ordinario biglietto di linea del valore di 2,50 euro sostituito da un “giornaliero olimipico di dieci euro” non avrebbe potuto accettare il biglietto del giovane, che è stato costretto a scendere e proseguire a piedi nel freddo della neve montana.
A seguito delle doverose rimostranze della famiglia, l’autista è stato denunciato per abbandono di minore ed altre fattispecie riscontrabili nella condotta, sospeso cautelativamente dal servizio e la compagnia ha rivisto la politica relativa ai biglietti pregressi: S.R. si è scusato con la stampa dichiarando di essersi limitato a rilevare la “non validità del biglietto”, adducendo una giornata di lavoro concitata e giurando che se avesse saputo che il ragazzino avrebbbe rischiato l’ipotermia si sarebbe attivato per consentirgli di viaggiare.
Scuse che comunque non eviteranno l’intervento delle autorità sulla vicenda, e che distinguino la condotta di S.R. (non “Mario”) dalla condotta del personaggio creato dal Re dei Troll, che insiste invece sulla sua arroganza passando ad aggredire verbalmente tutti i lettori allo scopo di suscitare nuove reazioni.
Se nella storia reale infatti S.R. è stato sospeso dal servizio in attesa che le autorità competenti esaminino la condotta, nella storia alternativa del “Re di tutti i Troll” l’autista è stato licenziato, linciato e dopo aver stentoreamente dichiarato che “avrebbe cacciato anche il Papa” avrebbe dichiarato che ora vivrà una vita umile e nomadica vivendo di stenti lontano dall’Italia colpevole di averlo punito per la sua “onestà”.
Il personaggio dell’autista denunciato fa parte di una ricca sequela di personaggi con lo stesso volto e nome interpretati dallo stesso, come un “programmatore pentito di Immuni” (l’app usata per il Contact Tracing in Pandemia), l’imprenditore “Marco Corrosa”, un “antennista del 5g” e altri bizzarri personaggi.
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