No, non esiste una “Porta per punire i grassi ingordi al monastero di Alcobaca”

Sono decenni che Internet è assediata dalla foto di una “Porta per punire i grassi ingordi al monastero di Alcobaca”. La foto mostra un rubicondo personaggio in posa davanti ad una piccola porticina, con la didascalia che spiega che le cucine del Monastero avevano questa porticina minuscola fatta in modo che se un monaco ingrassasse lo stesso fosse costretto a rimanere fuori e digiunare fino a dimagrire.

No, non esiste una "Porta per punire i grassi ingordi al monastero di Alcobaca"
No, non esiste una “Porta per punire i grassi ingordi al monastero di Alcobaca”

Si tratta di una nota fake news vintage, basata sul mito dei monaci come tenuti alla castità ed alla continenza ma segretamente viziosi e gaudenti. La foto esiste, ma raffigura un turista in posa davanti ad una porticina di servizio per il passaggio di piatti e vivande.

E la storia riguarda Wikipedia, uno scherzo andato troppo in là e una leggenda metropolitana.

No, non esiste una “Porta per punire i grassi ingordi al monastero di Alcobaca”

Come ricostruisce il portale di contrasto alle bufale storiche Fake History Hunter il 28 maggio del 2008 un utente posta su Wikimedia Commons, l’archivio di immagini da cui Wikipedia pesca per le sue notizie, una foto da lui scattata il 19 aprile dello stesso anno che mostra “una porta di servizio del monastero di Alcobaca”. Nessuna ulteriore didascalia.

Il giorno 11 gennaio del 2015 un utente che si firma Daniel Villafruela posta una foto da lui scattata (probabilmente a se stesso) il 14 settembre precedente.

La foto scherzo
La foto scherzo

La foto è da intendersi come un evidente scherzo: l’utente infatti risponde all’invito di precisare il contenuto della foto con una “succinta descrizione di una riga” aggiungendo la descrizione

“Temo di aver violato la regola della frugalità”

Dando così la stura a dieci anni di fake news sulla porta per punire i grassi ingordi.

Sottoporre a debunking la fake news è una cosa assai semplice: basta guardare il muro mediante Google Street View, che ancora oggi offre un tour virtuale del monastero.

Noterete che ci sono due porte, quella di servizio sottile e quella delle cucine: un ipotetico “monaco grasso e vizioso” avrebbe semplicemente potuto evitare di infilarsi a forza nella porta di servizio dedicata a raccogliere piatti, posate e vassoi e passare dalla porta principale.

Le due porte del refettorio su Google Maps
Le due porte del refettorio su Google Maps

In una guida al museo distribuita almeno fino al 2021 (ve ne era menzione su FHH) viene menzionato che “Questa è una porticina di servizio. C’è una leggendasu questa porta che dichiara che i monaci che non potevano passarvi erano considerati peccatori in quanto grassi”.

La guida ovviamente precisa che si tratta di una leggenda metropolitana: l’unica cosa ancora poco chiara è se lo scherzo di Villafruela si è ispirato ad una copia della guida in suo possesso o la guida è stata aggiornata per incoporare lo scherzo virale.

In ogni caso la “porta per punire i grassi è un falso”.

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