Bufala

Lo sgrammaticato cartello “La fine dell’Italia” torna per la quarta volta

Lo sgrammaticato cartello “La fine dell’Italia” torna per la quarta volta. Parliamo di un presunto cartello in un francese a dir poco maccheronico che è apparso in quattro circostanze in quattro fake news diverse.

Lo sgrammaticato cartello “La fine dell’Italia” torna per la quarta volta

Il cartello, con evidenti errori ortografici che lo rendono redatto in un maccheronico francese come sarebbe quello immaginato da un Italiano che cerca inutilmente di darsi un tono, è stato usato in almeno quattro circostanze diverse.

E i tutte le quattro immagini è una foto alterata.

Lo sgrammaticato cartello “La fine dell’Italia” torna per la quarta volta

La foto originale risale al 2016, e riguardava una riforma del Codice del Lavoro. Il cartellone originale recitava infatti

“Non a la casse du code du travail”

Traducibile con

“Non violate/infrangete il Codice del Lavoro”

Nell’immediato il cartellone fu rimaneggiato nella sua forma sgrammaticata (“Fine” in Francese non esiste), brandito come una mazza contro il Governo Renzi. La fake news immaginava infatti i francesi unirsi agli Italiani contro il Jobs Act Italiano.

Eravamo ancora nel 2016: nel 2019 la stessa immagine viene attribuita alla Riforma delle Pensioni del Governo Conte Bis.

Nel 2022  la foto arriva ai novax che la usano per descrivere una immaginaria manifestazione.

Infine, la fake news è tornata nel 2023, come abbiamo visto, con tutte le spiegazioni assieme.

Ovvero lasciando ogni spiegazione in bianco, a parte il fatto che secondo i francesi saremmo “un esempio negativo”.

Il senso dello sgrammaticato appello diventa sostanzialmente inventarsi una “eterna manifestazione” contro l’Italia in generale, da usarsi come oggetto per tutte le stagioni.

Conclusione

Lo sgrammaticato cartello “La fine dell’Italia” è una fake news ciclica, apparsa la prima volta nel 2016 e da allora costantemente riciclata in diverse occasioni contro diversi governi nel tentativo di colpire l’Italia del momento in cui la bufala è riapparsa.

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