“L’Inno di Mameli verrà modificato, risulta essere razzista verso stranieri ed LGBQT” fa parte di un filone di bufale che avevamo sperato di non rivedere, ma che continuate ad infliggerci. A questo punto, speriamo solo che vi facciano passare il vizio per il tramite dei tribunali, dato che bonariamente niente, continuate a ritenere che il memetto farcito di falsità sia un accettabile mezzo di comunicazione politica.
“L’Inno di Mameli verrà modificato, risulta essere razzista verso stranieri ed LGBQT”
Azzolina, inno di Mameli nelle scuole verrà modificato
“L’attuale versione dell’Inno risulta essere razzista nei confronti degli studenti stranieri. Le modifiche saranno inclusive nei confronti delle persone LGBQT (lesbian gay bisexual bait trans)
Il comitato tecnico scientifico firmerà l’emendamento senza problemi
Ovviamente, come per i recenti casi della bufala su Giorgia Meloni che riduce gli stipendi agli statali e del ritorno della bufala su Matteo Renzi contro i disabili, anche in questo caso si tratta di una bufala.
Creata con gli stessi crismi: una frase concepita apposta per indignare con tutti gli spauracchi e le parole chiave della cronaca moderna (il Comitato Tecnico Scientifico, gli immigrati, la comunità LGBQT), loghi di giornali e tele giornali a caso per inventarsi una credibilità non esistente, e commenti vomitevoli nei confronti delle persone ritratte nella foto.
Certo, a chi condivide non importa sapere che in realtà l’acronimo per le comunità indicate è LGBTQ, dalle iniziali dei termini inglesi lesbian, gay, bisexual, transgender and queer, traducibile con “Lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e Queer (coloro che non sono eterosessuali o non sono cisgender)”.
E non importa neppure che di fatto chi abbia condiviso questa bufala si sia potenzialmente autodenunciato come accanito fruitore di materiale pedopornografico, dato che nel porno “bait” viene usato come “persona che sembra maggiorenne ma non lo è” (da cui “jailbait”, “esca da galera”, nel senso del timore atavico di “finire bevuti” per essere usciti con qualcuno che pareva maggiorenne ma invece no).
E neppure che, proprio in periodo di pandemia, è stato il Ministro Lucia Azzolina a lodare un gruppo di studenti che avevano cantato l’Inno di Mameli come mezzo per rincuorarsi durante il momento difficile.
Non importa che quindi chi ha condiviso questa bufala si sia reso grottesco e ridicolo: lo scopo delle bufale è diffamare e ledere, creare una campagna elettorale sull’odio e sul livore.
Denunciamo la bufala, con solidarietà a Lucia Azzolina.
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