Le Ghost Pringles sono prodotti dell’AI (che rimandano ad una pagina del “passato alimentare”)

Le Ghost Pringles sono prodotti dell’AI, e questo è indubbio guardando il filmato. Rimandano ad una estetica però assai desiderata nel passato, in un breve periodo coincidente coi primi anni ’90.

Le Ghost Pringles sono prodotti dell'AI (che rimandano ad una pagina del "passato alimentare")
Le Ghost Pringles sono prodotti dell’AI (che rimandano ad una pagina del “passato alimentare”)

La pagina che ha creato le Ghost Pringles, Snack Attack, è infatti devota alla creazione di “Snackfish”, falsi snack creati con l’autoconfesso uso dell’intelligenza artificiale per “pescare” tra gli utenti curiosi.

Le Ghost Pringles sono prodotti dell’AI (che rimandano ad una pagina del “passato alimentare”)

I segnali ci sono tutti: il cartellino del prezzo è scritto con caratteri strani ed inusuali, gli sfondi sono confusi e la didascalia confessa l’arcano.

Le ultime produzioni della pagina però sono solo snack trasparenti: e questo non è un caso.

Per buona parte degli anni ’90, specialmente i primi ma con propaggini note sul fine del secolo, come per iBook e iMac improvvisamente divenne popolarissimo lo stile trasparente.

Altri esempi di "clear food" in AI
Altri esempi di “clear food” in AI

Inizialmente oggetti di consumo trasparenti erano percepiti come qualcosa di puramente carcerario: televisioni, radio e giochini portatili “scacciapensieri” venivano distribuiti con plastiche trasparenti perché fosse virtualmente impossibile al carcerato smontarli e contrabbandarvi droga e altri piccoli oggetti da “commercio carcerario”.

Col tempo però il “trasparente” fu offerto al vasto pubblico come simbolo di qualcosa di “puro”, elegante e che mostrasse senza inganni la qualità del prodotto: nel settore alimentare il trasparente fu associato invece alla “purezza dell’acqua”.

Precursore fu Pepsi con la Crystal Pepsi: la Crystal Pepsi non era poi così diversa da quella convenzionale. Semplicemente il caramello fu sostituito con derivati dell’amido (quindi togliendo il colore rossobrunito e nerastro dell’estratto di caramello) e fu ridotto il contenuto di zuccheri: fu però venduta in un’epoca di salutismo e “ritorno alla purezza” come una alternativa ambientalista e salutista alla cola tradizionale “Senza coloranti, zuccheri e conservanti”.

Tab Clear, Clearly Canadian e Crystal Pepsi, fonte Wikimedia Commons, Cola Wiki, Reddit
Tab Clear, Clearly Canadian e Crystal Pepsi, fonte Wikimedia Commons, Cola Wiki, Reddit

A onor del vero quello che mancava era il caramello sostituito dall’amido, le differenze in gusto erano minime e definirla una bevanda “salutare” di fatto dichiarava la precedente formulazione insalubre, cosa assolutamente falsa. Ma come operazione pubblicitaria avrebbe anche funzionato, se non fosse che The Coca Cola Company, che già negli anni ’40 aveva venduto in URSS una variante della Coca Cola senza caramello chiamata La Cola Bianca semplicemente rimise in vendita una sua cola senza caramello, la Tab Clear, per far concorrenza alla Crystal Pepsi e alla Canadese Clearly Canadian.

Le bibite “clear” non ebbero una fortissima accoglienza: la Crystal Pepsi fu assediata dalla Tab Clear, e la gente cominciò a notare che la Tab Clear era comunque venduta in lattine (opache quindi, cancellando la “purezza estetica” della Tab) e la Crystal Pepsi era venduta in bottiglie di plastica, facendo storcere il naso del consumatore ecosolidale, ambientalista e salutista.

La moda finì e tornarono tutti alle usuali formulazioni, salvo revival in edizione limitata e nostalgici per Crystal Pepsi e Clearly Canadian.

Incidentalmente anche nei beni di consumo non alimentari la moda del “trasparente per purezza” finì presto: le plastiche trasparenti col tempo ingiallivano, imbruttivano e si sciupavano come sa chi compra cover trasparenti per i cellulari, facendo tornare i produttori a materiali più eleganti e cupi come plastica scura e metallo.

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