A volte la vita e la narrazione hanno strani intrecci, e GTA, saga che come abbiamo visto è nata per caso, e per caso è diventata una parodia della società americana dell’epoca, ora vive nel mondo reale un momento che sembra rubato a quella parodia.
GTA nasce come saga satirica del culto dell’ultraviolenza, del crimine e del “arricchisciti in fretta” della società statunitense vista dalla sarcastica ottica britannica, di un mondo di criminali assurdi, giustizia violenta e inseguimenti in macchina. Nasce anche perché, l’abbiamo visto in un precedente articolo, un precedente prototipo di un gioco di guardie e ladri in cui ti era possibile interpretare “il braccio lungo della legge” era risultato noioso e banale.

Ma anche qui abbiamo una beta incompleta, un prodotto quasi finito e un personaggio che sembra costruito ad arte per lanciare la saga nel decennio delle AI, degli hacker da social e della realtà virtuale, ma ha una storia assai più complicata, assurda e a tratti non del tutto chiarissima.
La grande avventura di CyberLeek, l’hacker di GTA VI
GTA abbiamo visto fu lanciato per deliberata mano di Max Clifford, chiacchieratissimo giornalista di scandalistica (morto nel 2017 mentre scontava un condanna relativa a crimini sessuali del 2012, anche se ovviamente BMG Interactive non poteva saperlo), che riuscì a coinvolgere il Parlamento Inglese in una crociata contro “un nuovo gioco” che
comprende furti di auto, corse pazze in veicoli rubati, incidenti e omicidio stradale, farsi inseguire dalla polizia e niente potrà impedire ai bambini di comprare tale videogame!
Rendendolo improvvisamente un oggetto del desiderio con tanto di bollino dei Lord Inglesi su quanto sarebbe stato divertente.
Nel 2026 le cose vanno in modo diverso: non è più Rockstar Games che cerca un personaggio pronto allo scandalo, ma lo scandalo viene a trovare Rockstar Games a casa.
Ad un certo punto, in risposta ad un post del 26 Agosto in cui Rockstar annuncia l’ormai sempre più vicino rilascio di GTA V un account ora sospeso chiamato @cyberleek_ risponde con “no, lo rilasciamo ora” con un link ad un file rar.

Premessa: già a settembre del 2022 un altro hacker diceva di avere una beta decisamente primordiale, praticamente sequenze giocabili buggate e piene di codici dai quali si evinceva che c’era l’intenzione di avere un gioco con due personaggi di due sessi diversi e poco altro.
La beta in questione, a dire di chi ci ha giocato, sembra essere assai più completa, e per completa si intende praticamente giocabile, almeno per quanto riguarda una missione legata al personaggio maschile, Cal, e potrebbe consentire di valutare il prodotto finito.
E qui comincia, come ai tempi del primo lancio, il vero caos.
La grande avventura di Cyberleek, i problemi
Cyberleek dichiara pubblicamente di non avere account social, quindi rendendo incerta l’attribuzione di Cyberleek_ e tutti i cloni su X contenenti la parola “cyberleek” nel nome.
In compenso (ovviamente) dichiara di esistere e che esiste il suo leak.
Aggiunge al mix una Cryptovaluta, un memecoin, valuta situazionale creata per capitalizzare su eventi di cronaca dedicata al suo stesso successo, ma presentandosi come un moderno Robin Hood che non ha creato la sua memecoin per cercare di fare soldi facili sul suo successo, ma per lanciare una piattaforma di lotta all’evoluzione in “digital only” dei videogames (GTA VI farà parte dei giochi che nel futuro saranno venduti solo in digital delivery o in cofanetti con codici usa e getta creati solo per fornire il feticcio di un cofanetto plastico vuoto…), cosa che, ovviamente, al momento va presa sulla fiducia più che altro.
Rockstar Games implicitamente conferma anche essa l’esistenza dei leak dichiarando che
“Dire che vedere trapelare in questo modo i video del gameplay di Grand Theft Auto VI è stato devastante per il nostro team sarebbe un eufemismo, e ovviamente non era così che volevamo mostrarvi il gioco dopo tutto questo tempo”
E attivandosi con le autorità per cercare tracce di Cyberleek, partendo da ingiunzioni nei confronti di diverse piattaforme social, nonché di Microsoft e Discord per avere accesso agli scambi sulla nota chat e alle condivisioni OneDrive del materiale.

Materiale che Cyberleek, o chi per esso, dichiara non solo di poter avere e far distribuire dalla sua rete di contatti anche in caso sia scoperto, ma dichiara di potersi procurare per tutti i venditori che non accetteranno di tornare alla distribuzione di videogames fisici, minacciando distribuzioni di materiale protetto da copyright e attacchi hacker per chi parteciperà all’evoluzione digital only del mercato.
Il tutto però avviene in un clima dove la AI peggiora la situazione.
Sappiamo che esiste un Cyberleek ed esiste un leak, dato che Rockstar è intervenuta.
Non sappiamo chi sia il Cyberleek autentico tra la pletora di falsi e l’intelligenza artificiale rende impossibile distinguere tra i contenuti realmente parte del pacchetto di leak e ricostruzioni fatte da terzi nel tentativo di cavalcare il fenomeno del momento.
Al momento quindi tutto quello che sapete va preso con le pinze.